gaetano caputi giuseppe del deo giorgia meloni

CAPUTI MI HAI? – A ESEGUIRE LO SPIONAGGIO CONTRO IL CAPO DI GABINETTO DI GIORGIA MELONI, GAETANO CAPUTI, SI LEGGE NEGLI ATTI, CI SAREBBE STATO PURE STEFANO ALESSANDRI, UN FIDATISSIMO DI DEL DEO - LA VICINANZA TRA DEL DEO E ALESSANDRI È DOCUMENTATA NEGLI ATTI DEI PM CON RIFERIMENTO AL ‘’RELAIS DEGLI ULIVI’’ DEGLI INDAGATI ENRICO FINCATI E NICOLA FRANZOSO E CIOÈ DEI PROPRIETARI DI "SIND", LA SOCIETÀ DI CYBERSICUREZZA, AL TEMPO DEGLI APPALTI SOTTO INCHIESTA DELLA PROCURA, RICONDUCIBILE ALL’IMPRENDITORE CARMINE SALADINO (ANCHE LUI INDAGATO), CHE HA PRESO COMMESSE MILIONARIE DAI SERVIZI...

Articolo di Enrica Riera per “Domani” del 21 maggio 2026 - Estratto

 

GAETANO CAPUTI

Nell’«harem», nella «cricca», tra i «neri» di Giuseppe Del Deo c’è anche l’agente segreto che ha eseguito lo spionaggio contro Gaetano Caputi, il capo di gabinetto di Giorgia Meloni.

 

I soprannomi del gruppo di fedelissimi di Giuseppe Del Deo, l’ex numero due dei servizi indagato per peculato a Roma, sono moltissimi. Per i carabinieri del Ros, impegnati nell’inchiesta avviata grazie anche agli articoli di Domani, si tratta di uomini che avrebbero realizzato «attività clandestine di tipo para investigativo, utilizzando, per fini non istituzionali, gli schedari informativi» dell’intelligence.

 

giuseppe del deo

Uomini, interni alle agenzie di sicurezza, che avrebbero agito come bracci “armati” dell’ex funzionario, oggi autosospesosi dal Cerved a cui era approdato dopo il prepensionamento. Ma qual è il nome di questi uomini? Qual è il volto dei fedelissimi che si sarebbero mossi come ombre di Del Deo?

 

I magistrati coordinati dall’aggiunto Stefano Pesci, stanno lavorando per rispondere a queste domande. E in un caso avrebbero anche la risposta, che porta alle verifiche effettuate dall’Aisi su Gaetano Caputi, il capo di gabinetto di Giorgia Meloni.

 

Nella «cricca» dell’ex vice dell’Aisi e del Dis, si legge negli atti, ci sarebbe stato pure Stefano Alessandri. Lo 007 il cui nome è riconducibile allo spionaggio realizzato, appunto, sul capo di gabinetto di Meloni, Caputi.

 

CARMINE SALADINO

Ad Alessandri, in base a quanto emerso, era stato chiesto nel 2023 di eseguire accertamenti su Caputi da uno dei suoi superiori. Il motivo non era mai stato reso noto. L’Aisi si era infatti limitata a spiegare in una relazione inviata alla procura di Roma che le ragioni di quell’attività fossero dettate dalla necessità di verificare alcuni rumors su Caputi.

 

Di più però non si poteva dire per questioni di sicurezza nazionale. Ora, però, l’indagine su Del Deo certifica che Alessandri non era un agente qualsiasi, ma un fidatissimo di Del Deo. Un fatto che spiegherebbe anche la scelta di pre pensionare il numero due del Dis con un lauto riconoscimento economico dopo che questo giornale aveva svelato lo spionaggio dentro Chigi.

 

GIUSEPPE DEL DEO

La presenza in questa indagine del nome di uno degli agenti che ha materialmente spiato Caputi, apre perciò scenari inediti. E preoccupanti dal punto di vista politico. Perché se Meloni e Alfredo Mantovano hanno preso le distanze in qualche modo da Del Deo, esisterebbe un componente nell’esecutivo ancora molto legata a lui.

 

La vicinanza tra Del Deo e Alessandri è documentata negli atti dei pm con riferimento al Relais degli ulivi degli indagati Enrico Fincati e Nicola Franzoso e cioè dei proprietari di Sind, la società di cybersicurezza, al tempo degli appalti sotto inchiesta della procura, riconducibile all’imprenditore Carmine Saladino (anche lui indagato), che ha preso commesse milionarie dai servizi.

 

ALFREDO MANTOVANO E GIORGIA MELONI - FOTO LAPRESSE

Ed è qui che il nome di Alessandri ritorna: come emerge dalle carte, ha lavorato anche per Sind, almeno per un anno con uno stipendio di 25mila euro l’anno. Fatta questa breve esperienza, è poi tornato a lavorare nei servizi.

Gli inquirenti, insomma, stanno cercando di dare un senso a questo intreccio.

 

L’agriturismo Sull’agriturismo di Fincati e Franzoso si focalizzano in parte le indagini. Nelle carte è scritto che «la Residenza degli Ulivi è una società con continue perdite di esercizio che la controllante Sind s.r.l. ha coperto negli anni tramite l'incremento del suo capitale, spesso utilizzando i propri finanziamenti come fonte».

 

Enrico Fincati

La stessa Sind che, secondo gli inquirenti, avrebbe ottenuto un trattamento di favore dall’intelligence. «È emerso – si legge ancora – un nesso consequenziale tra lo sviluppo di carriera di Del Deo e la crescita della Sind spa, nonché evidenze che lasciano supporre un collegamento di lunga data tra Del Deo e il board di Sind, in particolar modo con Fincati e Franzoso», che tra l’altro erano stati in società con la madre dell’ex agente segreto.

 

Attorno alla struttura e agli appalti ottenuti da Sind si muove dunque l’inchiesta, che è alle battute iniziali. E che potrebbe avere un orizzonte più ampio, che guarda ai business opachi delle società di cybersicurezza “amiche” coi servizi.

GIUSEPPE DEL DEO

 

giorgia meloni foto lapresse

CARMINE SALADINO

(…..)

GAETANO CAPUTI

Ultimi Dagoreport

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…