FANTASCIENZA? NO, SOLO SCIENZA! - PER LA PRIMA VOLTA AL MONDO VERRÀ ESEGUITA DA REMOTO, TRA ROMA E PECHINO, LA RIMOZIONE DI UN TROMBO NEOPLASTICO DELLA VENA CAVA INFERIORE, UNA DELLE PROCEDURE PIÙ COMPLESSE DELL'UROLOGIA ROBOTICA – IL PAZIENTE SARÀ AL “PLA HOSPITAL” DI PECHINO, MENTRE IL CHIRURGO OPERERÀ DALL’ISTITUTO REGINA ELENA DI ROMA GRAZIE A UNA CONSOLE ROBOTICA COLLEGATA IN TEMPO REALE – IL MEDICO SARÀ IN GRADO DI OPERARE CON UNA LATENZA DI MENO DI 5-10 MILLISECONDI…
Estratto dell’articolo di Clarida Salvatori per www.corriere.it
Da Roma a Pechino. In tempo reale. E direttamente in una sala operatoria. Oggi per la prima volta al mondo verrà eseguita, con un intervento di telechirurgia robotica intercontinentale, la rimozione di un trombo neoplastico della vena cava inferiore. Una procedura tra le più complesse della chirurgia urologica robotica.
Il paziente, che presenta un carcinoma renale che crescendo anche nella vena renale e in quella cava ha generato un trombo tumorale, verrà addormentato e preparato su un lettino operatorio al Pla hospital di Pechino ma il chirurgo Qingbo Huang lo opererà dall’Istituto nazionale tumori Regina Elena di Roma (che ha messo a disposizione la tecnologia e la logistica), grazie a una console robotica che collegherà i due continenti.
La delicatissima procedura verrà realizzata durante la tre giorni dedicata alla XXII edizione del «Challenges in laparoscopy, robotics & Ai» (Cirl), importante appuntamento internazionale dedicato alla chirurgia urologica mini-invasiva e alla robotica avanzata, e promosso da Vito Pansadoro.
[…] L’intervento che verrà realizzato oggi costituisce una tappa storica nell’evoluzione di questa specifica tipologia di intervento chirurgico. «Si tratta della prima esecuzione al mondo. Un risultato che nasce da oltre vent’anni di ricerca, innovazione e collaborazione scientifica internazionale», ha sottolineato Pansadoro.
Che poi ha ricordato anche come «due anni fa, in occasione della prima telechirurgia robotica tra Roma e Pechino, il sistema operava con un ritardo di circa 130 millisecondi: un valore già compatibile con un’esecuzione sicura dell’intervento. Oggi — ha spiegato —, grazie ai test condotti nelle ultime settimane, la latenza è stata ridotta a meno di 5-10 millisecondi. Questa evoluzione avvicina sempre di più la possibilità di una trasmissione praticamente istantanea del gesto chirurgico e apre scenari completamente nuovi per la medicina del futuro». […]



