L'UNICA "ARTE" DEGNA DI NOTA IN QUESTA BIENNALE UN PO' SFIGATA: LE TETTE! - INCURSIONE A VENEZIA DELLE ATTIVISTE ANTI-PUTIN "PUSSY RIOT" E "FEMEN": HANNO MOSTRATO LE POPPE DAVANTI AL PADIGLIONE RUSSO - SUI LORO CORPI, C'ERA LA SCRITTA "BIENNALE DEL DIAVOLO", PER PROTESTARE CONTRO LA DECISIONE DEL SICULO-MUSULMANO BUTTAFUOCO DI ACCOGLIERE MOSCA ALL'EVENTO - VIDEO!
?? ???????????? ???????? ? ??????????? ????????? Pussy Riot ??????? ????? ?????? ??????? ?????? ? ???????? pic.twitter.com/C8q6VmHLO9
— ????????? (@mediazzzona) May 6, 2026
(ANSA) - VENEZIA, 06 MAG - Alleanza tra le Pussy Riot e le Femen che a Venezia hanno guidato una protesta con una ventina di partecipanti davanti al padiglione della Russia alla Biennale. E' stato un sit in, con il volto travisato da passamontagna di color rosa, durato circa un quarto d'ora dove sono stati accesi dei fumogeni di color giallo e blu, e sventolando bandiere dell'Ucraina, e lanciato slogan contro la Russia anche con cartelli esposti davanti al padiglione.
La situazione è tranquilla e la Digos ha tenuto a bada le dimostranti senza alcun incidente. Le Pussy Riot, il collettivo punk rock russo noto per il loro arresto in Russia con l'accusa di 'teppismo e istigazione all'odio religioso' per aver messo in scena, durante una celebrazione religiosa nella Cattedrale di Cristo Salvatore, un'esibizione non autorizzata contro Putin avevano preannunciato la protesta alla quale si sono unite le Femen, il movimento femminista di protesta ucraino fondato a Kiev nel 2008 da Oksana Šacko, Hanna Hutsol e Inna Shevchenko.
Inizialmente era stato dato appuntamento ai giornalisti in una zona di Venezia al quale non si sono presentate e con un diversivo hanno compiuto il blitz al padiglione russo, azione bloccata poi dall'intervento della polizia che non si è lasciata ingannare dal depistaggio.


