FLOTILLA PORCELLA! – SCOPPIA UNO SCANDALO A LUCI ROSSE SULLA GLOBAL SUMUD FLOTILLA, TRA ACCUSE DI “COMPORTAMENTI INAPPROPRIATI” A BORDO E SESSO DURANTE LE MISSIONI - IL CASO PIÙ ESPLOSIVO RIGUARDA IL LEADER BRASILIANO THIAGO AVILA, ACCUSATO DI AVER INTRATTENUTO RAPPORTI CON ALTRE ATTIVISTE PROPAL A BORDO – ANCHE GRETA THUNBERG, CHE NON È COINVOLTA DIRETTAMENTE NELLE ACCUSE, È AL CENTRO DEL GOSSIP PER LA SUA PRESUNTA RELAZIONE CON IL FOTOGRAFO CHRIS KEBBON – L’ECOATTIVISTA SVEDESE SI È È GIÀ ALLONTANATA DALLA LEADERSHIP DELLA SPEDIZIONE, LAMENTANDO DIVISIONI INTERNE E UNA PERDITA DI FOCUS SULLA MISSIONE – PERSINO LA “NOSTRA SIGNORA DELL’INTIFADA” FRANCESCA ALBANESE METTE IN DUBBIO L’EFFICACIA DELL’INIZIATIVA…
Sintesi dell’articolo di Gabrielle Fahmy per www.nypost.com
La “freedom flotilla” diretta a Gaza è travolta da uno scandalo interno che rischia di minarne credibilità e coesione: al centro, accuse di relazioni e comportamenti sessuali tra attivisti durante le missioni in mare, ritenuti da alcuni incompatibili con la natura “umanitaria” dell’iniziativa.
Il caso più esplosivo riguarda il leader brasiliano Thiago Avila, accusato di aver intrattenuto rapporti con altre attiviste a bordo. Le accuse, circolate nelle ultime settimane negli ambienti del movimento, hanno scatenato tensioni interne e imbarazzo mediatico. Avila ha respinto tutto, parlando di attacco politico: «Ci sono molti modi per distruggere un attivista rivoluzionario… questa è un’accusa fabbricata». E ha denunciato il clima ostile: «Non avete idea di quante minacce abbiamo ricevuto… questo sta causando molti danni».
Lo scandalo ha alimentato la percezione di una deriva “privata” e disordinata della flotilla, con critici che parlano di missioni trasformate in spazi di relazioni personali più che in operazioni umanitarie.
In questo contesto finisce anche Greta Thunberg, figura simbolo dell’attivismo globale, il cui ruolo appare oggi più defilato. La giovane attivista svedese non è coinvolta direttamente nelle accuse, ma è al centro di un crescente interesse mediatico per la sua vita privata, in particolare per la presunta relazione con il fotografo Chris Kebbon.
I due sono stati più volte fotografati insieme, anche durante le missioni in mare, e Kebbon ha alimentato le voci pubblicando immagini e messaggi evocativi: «Ultimi momenti di calma insieme… pieni di amore, cura e momenti sciocchi». Scene che contrastano con l’immagine pubblica più rigida e militante di Thunberg, apparsa invece «insolitamente rilassata» durante i viaggi.
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Il gossip, unito allo scandalo interno, ha contribuito a spostare l’attenzione dalla causa politica alle dinamiche personali degli attivisti. Thunberg, pur non commentando né la relazione né le accuse di comportamenti sessuali a bordo, si è già allontanata dalla leadership della flotilla, lamentando divisioni interne e una perdita di focus sulla missione.
A rendere ancora più pesante il quadro è arrivata la critica della relatrice ONU Francesca Albanese, che ha messo in dubbio l’efficacia dell’iniziativa: «Dovete essere onesti… la performance da sola non basta».
Tra accuse, smentite e gossip, la flotilla si ritrova così al centro di una crisi d’immagine, dove lo scandalo sessuale e la sovraesposizione mediatica rischiano di oscurare completamente gli obiettivi dichiarati della missione.
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