SIAMO ALLA FRUTTA - NEI PROSSIMI TRE MESI ARRIVERÀ UNA STANGATA DA 420 MILIONI PER LE FAMIGLIE ITALIANE, CHE DOVRANNO FARE I CONTI CON UN RINCARO GENERALIZZATO DEI BENI ALIMENTARI DI ALMENO IL 3%. LA SPESA EXTRA POTREBBE TRADURSI IN CIRCA 70 EURO A NUCLEO, SECONDO UNA STIMA DEL CODACONS - FRA I FATTORI CHE CONTRIBUISCONO ALL’IMPENNATA DEI PREZZI C’E’ L’IMPATTO DEL CLIMA SULLE RETI DI APPROVVIGIONAMENTO - I RINCARI MAGGIORI? LATTE, FORMAGGI, CARNE E...
Estratto dall’articolo di Anna Maria Angelone per “la Stampa”
Un aggravio sul carrello della spesa di 420 milioni di euro nei prossimi tre mesi, pari a 70 euro in più a famiglia. È questa la triste prospettiva che attende milioni di italiani al rientro in città dopo le ferie, stando a una stima provvisoria elaborata dal Codacons.
In media, una famiglia con due figli spende circa 2.315 euro a trimestre per l'acquisto dei beni alimentari. Ipotizzando un incremento generalizzato dei listini alimentari del 3%, si tratterebbe di un extra di circa 70 euro a nucleo.
Nel complesso, un incremento di cibi e bevande di tale portata determinerebbe un maggiore esborso a carico delle famiglie italiane di 420 milioni di euro nel trimestre. [...] A luglio, i prezzi dei beni alimentari non hanno vissuto una fiammata. Anzi, i non lavorati hanno rallentato la corsa. Ma i lavorati hanno iniziato a registrare un rincaro.
Un confronto dei prezzi al consumo nell'Osservatorio di prezzi e tariffe del Mimit, in una decina di città italiane, mostra che nel mese di luglio la città più cara per il pane fresco è Venezia, quella più esosa per il parmigiano Reggiano è Milano. Per la carne fresca di bovino, si tocca il massimo a Bologna, per il prosciutto crudo Firenze.
L'insalata lattuga verde costa di più a Palermo mentre le alici fresche di pescata risultano più salate a Genova. Perfino, un chilo di pomodori da sugo (ovvero un prodotto di stagione), possono sfilare dal portafoglio fino a quattro euro a Torino, più di cinque a Milano e Venezia. [...]
CARRELLO DELLA SPESA - AUMENTO PREZZI
Fra i fattori che contribuiscono a spingere i prezzi verso l'alto, c'è il clima. Le previsioni meteo profilano l'arrivo di un super "El Niño", con ricadute tutte da calcolare. Secondo le ultime stime di Bruxelles, il picco di questo evento caratterizzerà soprattutto l'autunno.
Gli impatti rimangono molto incerti e le perturbazioni del mercato globale potrebbero propagarsi lungo le catene di approvvigionamento, scrive il rapporto. Dove si teme un calo?
Pur rimanendo vicina alla media quinquennale, in Europa si profila una contrazione della produzione cerealicola. Parimenti, si stima una diminuzione della produzione di olio d'oliva, di alcuni comparti zootecnici (ruminanti) e dello zucchero.
Le stesse previsioni europee, inoltre, segnalano una forte pressione sui margini degli agricoltori dovuta all'aumento dei costi di produzione, in particolare quello dei fertilizzanti la cui accessibilità in termini di prezzi è tornata a livelli paragonabili al 2022 (ovvero allo scoppio della guerra russo-ucraina). [...]
Le filiere più colpite sono mais, riso, pascoli, soia, oltre a ortaggi, uva, olive e frutta mentre la produzione di latte nelle stalle è calata del 20%. [...]
Quale il borsino dei rincari possibili nei prossimi tre mesi? Il termometro indica latte e formaggi, carne e uova. E ancora, la passata (il pomodoro da industria è indicato fra le colture a rischio nella regione padana).
Altro nodo, l'ortofrutta. In diverse zone d'Italia, si segnalano fenomeni di cascola di frutti e olive con perdite potenziali del 20-30%. In Toscana, alcune produzioni orticole registrano già circa il 20% in meno, gli oliveti in Liguria vanno perfino oltre questa soglia.
Giorgia Meloni Giancarlo Giorgetti
Giorgia Meloni Giancarlo Giorgetti



