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RITORNA IL FATTORE “K” NEL GIALLO DI GARLASCO – A 19 ANNI DALL'OMICIDIO DI CHIARA POGGI, LE SORELLE PAOLA E STEFANIA CAPPA, CUGINE DELLA VITTIMA, SONO STATE SENTITE DAI CARABINIERI COME PERSONE INFORMATE SUI FATTI. DOMANI SARÀ IL TURNO DI MARCO POGGI, IL FRATELLO DI CHIARA - SEMPRE DOMANI SARA' INTERROGATO DAI PM ANDREA SEMPIO, INDAGATO PER L'OMICIDIO. GLI AVVOCATI DEL 38ENNE FANNO SAPERE CHE SI AVVARRA' DELLA FACOLTA' DI NON RISPONDERE - NEL 2007, DUE GIORNI DOPO L'OMICIDIO, PAOLA CAPPA DISSE AI CARABINIERI: “CHIARA POTREBBE AVER RICEVUTO DELLE AVANCE DA QUALCHE UOMO CHE NON HA ACCETTATO IL RIFIUTO" (PAROLE CHE DI FATTO SUPPORTANO IL MOVENTE CON CUI LA PROCURA DI PAVIA ACCUSA SEMPIO)

PAOLA E STEFANIA CAPPA SENTITE COME TESTI IN CASERMA A MILANO. SEMPIO NON RISPONDERÀ AI PM

Carmine R. Guarino, Massimo Pisa per "la Repubblica"

 

paola e stefania cappa 1

È arrivata prima delle 11 nella caserma Montebello dei Carabinieri, a Milano, Paola Cappa, una delle due cugine di Chiara Poggi, per essere sentita come teste nel nuovo filone d'indagine sul delitto di Garlasco. Un esame davanti agli investigatori durato circa due ore: poco dopo le 13 Paola Cappa ha lasciato la caserma dei carabinieri.

 

Stamattina la testimone è stata fatta entrare in modo riservato eludendo i giornalisti. Stefania Cappa, invece, è arrivata poco dopo le 13,30 per il suo interrogatorio, terminato intorno alle 16.

 

stefania cappa

La convocazione davanti agli inquirenti che indagano sul delitto è stata notificata ieri alle due sorelle nell’ambito della nuova indagine sull’omicidio dai carabinieri del Nucleo investigativo di Milano. Lo stesso provvedimento è stato notificato a Marco Poggi, il fratello di Chiara, che sarà sentito domani.

 

Saranno di fronte agli investigatori una dopo l’altra - un’audizione al mattino e una nel pomeriggio - e non potranno avvalersi della facoltà di non rispondere, in quanto persone informate sui fatti.

 

le gemelle cappa davanti alla villetta di garlasco nel giorno dell omicidio di chiara poggi 1

Gemelle diverse, agiate ma con qualche disturbo giovanile, vistose e attratte da una fama poi rifuggita quando entrarono nell’occhio del ciclone, Paola e Stefania Cappa sono sempre state al centro del caso Garlasco pur non essendo indagate. Intercettate sì, con mamma Maria Rosa e papà Ermanno, l’influente avvocato che fece loro da scudo dopo qualche esternazione tv di troppo. In quei giorni, nemmeno 22enni, Paola era in stampelle con una gamba bloccata dopo una caduta in bicicletta, mentre Stefania preparava un esame aiutata da Marco Panzarasa, il migliore amico di Alberto Stasi.

paola e stefania cappa

 

Raccontarono ai carabinieri che proprio in quell’estate si erano ravvicinate, Stefania soprattutto (che mise a verbale di una telefonata del 12 agosto mai apparsa nei tabulati), alla cugina Chiara per scambiarsi inedite confidenze. Sospetto fu il confronto in caserma tra la stessa Stefania e Stasi, il 17 agosto, una sorta di esca per fare confessare il delitto al fidanzato della vittima. E non lasciarono traccia le accuse del testimone Muschitta, indagato a sua volta per calunnia.

 

Andrea Sempio si avvarrà invece della facoltà di non rispondere nell'interrogatorio previsto per domani a Pavia.

 

I legali si riservano di chiedere loro l'interrogatorio dopo la chiusura dell'inchiesta, attesa a breve. La scelta è dettata dal fatto che le indagini “non sono chiuse e che dunque il quadro probatorio con il quale confrontarsi in sede di interrogatorio non è completo”, comunicano i legali di Sempio, Angela Taccia e Liborio Cataliotti. [...]

ERMANNO CAPPA

 

Per questo, concludono gli avvocati Taccia e Cataliotti, “Andrea Sempio si avvarrà della facoltà di non rispondere”, rinviando eventualmente l’interrogatorio dopo l’espletamento della consulenza. “Si presenterà comunque davanti ai pm domani, è un atto dovuto”.

 

GARLASCO: MESSAGGI, FILMINI E SEGRETI. PERCHÉ SI TORNA A SCAVARE SULLA COMITIVA DI AMICI

Estratto dell'articolo di Massimo Pisa per "la Repubblica"

 

Chissà se terrà fede a quanto un giorno promise al suo allora amico Francesco Chiesa Soprani: «Io non ho mai aperto bocca, però verrà il giorno che la apro. E dico tutto». Anzi: «Tutto, tutto, tutto». Di certo, quando entrerà nel portone della caserma Montebello, Paola Cappa non troverà gli ingaggi sognati: «Voglio esser pagata fior di milioni, tutto quello che ha guadagnato la Ferragni in questi anni, lo guadagnerò in una volta sola».

 

GARLASCO STASI POGGI

E magari, a differenza da quanto proclamò in quei vocali del marzo 2025 diventati poi pubblici, sceglierà con meno cura l’outfit rispetto a quei proclami su un’ipotetica convocazione da parte degli inquirenti: «Io il tacco 12 me lo metto, eh — scherzava — ho il cappotto lungo nero bellissimo da 1.400 euro». [...]

 

Una vita dopo, la food blogger che sui social si fa chiamare “Polina Krasoviza” ha costeggiato lo tsunami mediatico che è tornato ad abbattersi su Garlasco, il paese abbandonato da tempo dai Cappa. Pochissimo di loro è rimasto lì nel cuore della Lomellina, abbandonata da anni la villetta di famiglia a due passi dalle Rotonde di Garlasco e dai suoi cubi (Paola e Stefania vi danzavano sognando la celebrità) ma anche a 400 metri dall’abitazione dell’epoca di Andrea Sempio, il ragazzo che mai hanno dichiarato di conoscere. Ricambiate.

 

i messaggi di paola cappa svelati a le iene

Su WhatsApp, con l’ex amico, Paola-Polina si produsse in giudizi sprezzanti sull’avvocato degli zii, Gian Luigi Tizzoni («Un cogl...») e sul cugino e consulente informatico Paolo Reale, accusato di essersi arricchito con il caso. Chissà se gli inquirenti le chiederanno conto di ciò. O di quanto mise a verbale due giorni dopo il delitto della cugina:

 

«Secondo me ha potuto avere delle avance non corrisposte da qualche uomo che non ha accettato il rifiuto — disse — e studiate le abitudini della Chiara in questa settimana ha agito d’impulso». Nostradamus con vista sull’attuale movente attribuito dalla Procura di Pavia a Sempio.

 

marco panzarasa - alberto stasi - chiara poggi - londra 2007

Il fortino dei Cappa si è stretto a difesa di Stefania, protetta a suon di querele dallo studio di papà Ermanno in via Solferino, a Milano, che ha prodotto un’ottantina di cause per diffamazione distribuite tra i tribunali del capoluogo e della capitale, e altrettanti esposti all’Ordine dei giornalisti per sopire i sospetti di chi ricordava quanto giurò nel 2007 il presunto super-testimone Marco Demontis Muschitta, l’uomo che la descrisse in fuga ciclistica da via Pascoli con un pesante oggetto in mano e poi ritrattò. Stefania è tornata nel mirino di certi salotti con l’emersione dei ricordi di Gianni Bruscagin, improbabile detective di paese, e il dragaggio a Tromello di un canale confinante con una delle case dei Cappa, all’epoca abitata dal fratello Cesare.

 

Lì, secondo Bruscagin, vennero gettati oggetti pesanti poche ore dopo l’assassinio. Dall’acquitrino emerse qualche vecchio arnese e la bolla si sgonfiò. Non l’enfasi delle sottolineature sul fatto che le gemelle Cappa «non-sono-indagate» (tutto attaccato) e che non c’entrano con questa indagine. Certezze spazzate via dalla convocazione. Difficile credere che siano chiamate soltanto a rinfrescare la memoria. Che le domande degli investigatori non siano sostanziate da elementi raccolti strada facendo e ancora inediti. [...]

ANDREA SEMPIO A VERISSIMOMARCO POGGI - ANDREA SEMPIO - ANGELA TACCIAandrea sempioAlberto Stasi con Rita Preda, Giuseppe e Marco Poggi (alle loro spalle Ermanno Cappa, padre delle gemelle Paola e Stefania andrea sempio bruno vespa 1stefania e paola cappa 4LO SCONTRINO DEL PARCHEGGIO DI ANDREA SEMPIOANDREA SEMPIO A VERISSIMOCHIARA POGGI ALBERTO STASIANGELA TACCIA CON ANDREA SEMPIO E ALESSANDRO BIASIBETTISTEFANIA E PAOLA CAPPA

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