yaroslav moskalik

QUALCOSA NON TORNA - COME MAI IL CREMLINO TACE SULLA MORTE DEL GENERALE RUSSO YAROSLAV MOSKALIK, UCCISO DA UN’AUTOBOMBA CHE È ESPLOSA FUORI DAL PALAZZO DOVE ABITAVA A BALASHIKHA, VICINO MOSCA? – IL MILITARE ERA NELLA DELEGAZIONE CHE NEL 2015 AVEVA DISCUSSO A PARIGI GLI ACCORDI DI MINSK E AVEVA COORDINATO LA PRIMA FASE DELLA GUERRA CONTRO L’UCRAINA – IL SOSPETTO È CHE DIETRO ALL’ATTENTATO CI SIA LA MANO DI KIEV, MA IL CREMLINO NON ACCUSA IN MODO DIRETTO L’UCRAINA E…

Estratto dell’articolo di M. Ima. per il “Corriere della Sera”

 

yaroslav moskalik

L’unica differenza è che questa volta il Cremlino ha taciuto a lungo. Le reazioni all’ennesimo attentato contro funzionari russi in Russia sono dapprima affidate alla rabbia dei blogger ultranazionalisti, rapidi nel puntare il dito contro «il regime di Kiev» e alla portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova, la quale ha definito l’attacco «terroristico» ma non ha accusato in modo diretto l’Ucraina.

 

Eppure, a voler prestare fede alla versione ufficiale delle indagini, non ci sarebbero molti dubbi sulla genesi dell’autobomba che ieri mattina ha ucciso il cinquantanovenne generale a due stelle Yaroslav Moskalik […] Vicecapo del Gou, il dipartimento operativo principale dello stato maggiore, aveva fatto parte della delegazione che nel 2015 aveva ridiscusso a Parigi gli accordi di Minsk.

 

yaroslav moskalik ucciso da autobomba 1

Aveva comandato un’unità dell’Armata in Siria, accusando con forza gli Usa di sostenere i curdi, ed era stato promosso nell’agosto del 2022, dopo aver coordinato la prima fase dell’offensiva su Kiev.

Balashikha è una cittadina satellite di Mosca attaccata al raccordo anulare appena fuori dalla capitale in direzione est. Una Volkswagen Golf parcheggiata di fronte all’ingresso del palazzo dove abitava Moskalik è esplosa mentre lui usciva. […]

 

yaroslav moskalik ucciso da autobomba 2

L’ordigno è stato azionato a distanza. Le schegge sono volate in un raggio di 300 metri. Poteva essere una strage. Ieri era anche il giorno dei colloqui al Cremlino tra Putin e l’inviato di Trump Steve Witkoff. Appare difficile che si possa trattare di una coincidenza. A Mosca la versione prevalente ipotizza una risposta dei servizi segreti ucraini al recente attacco russo nella città di Sumy durante la Domenica delle Palme. Anche perché la Golf apparteneva a tale Ignat Kuzin, nativo appunto della città di Sumy, dal 2015 residente in Russia nella Circassia.

 

yaroslav moskalik ucciso da autobomba 3

Viveva da un mese in un appartamento affittato nello stesso edificio e nella stessa scala dove abitava il generale. Avrebbe parcheggiato l’auto il 16 aprile, e tre giorni dopo avrebbe lasciato il Paese, volando in Turchia come prima destinazione. Gli indizi esibiti ai media sono subito apparsi puntare nella solita direzione. Ma per quasi una intera giornata, a parlare sono stati quasi esclusivamente i blogger di guerra, lesti nell’indicare il presunto mandante. «Non c’è dubbio che lo scopo dell’omicidio fosse quello di provocare una dura reazione della Russia. Per poi urlare nei forum internazionali l’incapacità della Russia di negoziare».

yaroslav moskalik

 

 «Al momento, non ci sono opzioni di pace sul tavolo delle trattative che potrebbero essere presentate alla popolazione ucraina come un’attrattiva anche solo decente. L’unica possibilità del regime ucraino di prolungare la propria agonia è l’escalation terroristica». Solo in tarda serata è arrivata una reazione dal vertice del potere russo, firmata da Dmitry Peskov. «Ancora una volta», ha detto il portavoce del Cremlino, «il regime di Kiev mostra di che pasta è fatto».

 

[…] Questa volta le dichiarazioni di ogni ordine e grado appaiono più pacate del solito, e molte di esse sono comprensive dell’invito a non rispondere alle provocazioni. Anche questo, nel suo piccolo, può essere un segno.

yaroslav moskalik ucciso da autobomba 5yaroslav moskalik ucciso da autobomba 4

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…