IL GIAPPONE È DIVENTATO UN HUB STRATEGICO PER I SERVIZI SEGRETI RUSSI NELL'APPROVVIGIONAMENTO DI COMPONENTI HIGH-TECH DESTINATI ALLA GUERRA IN UCRAINA - LO SOSTIENE UN'INCHIESTA DEL “NEW YORK TIMES”, CHE RICOSTRUISCE IL NETWORK DI SPIONAGGIO ORCHESTRATO DA MOSCA IN ESTREMO ORIENTE DOPO LO SCOPPIO DEL CONFLITTO - L'ARTICOLO PUNTA IL DITO CONTRO L'UFFICIO GIAPPONESE DELLA COMPAGNIA DI STATO RUSSA “AEROFLOT”, DESCRITTO COME BASE OPERATIVA DI UN UFFICIALE VETERANO DEL GRU, L'INTELLIGENCE MILITARE RUSSA, CHE OPEREREBBE SOTTO COPERTURA COME DIPENDENTE DELLA COMPAGNIA AEREA - IL DATO PIÙ ECLATANTE RIGUARDA LA FILIERA TECNOLOGICA: IL 90% DEI MISSILI E DEI DRONI RUSSI CONTIENE COMPONENTI DI FABBRICAZIONE GIAPPONESE…
(ANSA) - TOKYO, 13 LUG - Il Giappone è diventato un hub strategico per i servizi segreti russi nell'approvvigionamento di componenti high-tech destinati alla guerra in Ucraina. Lo sostiene un'inchiesta del New York Times,, che ricostruisce il network di spionaggio orchestrato da Mosca in Estremo Oriente dopo lo scoppio del conflitto.
Secondo il quotidiano statunitense, che ha intervistato decine di funzionari dei servizi di intelligence e governativi in tre continenti, l'espulsione di centinaia di agenti russi dalle capitali occidentali nel 2022 non ha fermato le operazioni di approvvigionamento bellico. Molti di quegli elementi, scrive il giornale, sarebbero stati ricollocati in una piazza inaspettata: Tokyo.
L'articolo punta il dito contro l'ufficio giapponese della compagnia di Stato russa Aeroflot, descritto come base operativa di un ufficiale veterano del Gru, l'intelligence militare russa, che opererebbe sotto copertura come dipendente della compagnia aerea. Il suo ruolo, si legge, sarebbe "cruciale nell'alimentare la macchina da guerra russa".
bombardamenti russi in ucraina 1
Il dato più eclatante riguarda la filiera tecnologica: secondo stime delle autorità ucraine, citate dal Nyt, il 90% dei missili e dei droni russi contiene componenti di fabbricazione giapponese. Kiev avrebbe più volte chiesto a Tokyo di inasprire i controlli all'export su microchip, semiconduttori e altri prodotti a duplice uso, ma le leggi nipponiche contro lo spionaggio sono giudicate "deboli" dagli analisti.
Il caso riapre il dibattito sulle falle del sistema di controllo giapponese, in un Paese che - osserva il giornale - "ha un'industria high-tech fiorente e una normativa antispionaggio poco stringente", fattori che lo rendono "un tassello fondamentale dello sforzo bellico russo". Il governo di Tokyo non ha ancora commentato ufficialmente l'inchiesta.
