depressione burnout

NON FATEVI INTORTARE: SE NON SMALTITE LE FERIE, IL DATORE DI LAVORO È OBBLIGATO A RICONOSCERE UN'INDENNITÀ (NON BASTA PAGARE COME GIORNI LAVORATIVI LE VACANZE NON GODUTE) - PER ORA, LA GIURISPRUDENZA RIGUARDA I DIPENDENTI PUBBLICI: I GIUDICI HANNO DATO RAGIONE AI LAVORATORI IN 412 SENTENZE, COSTRINGENDO LO STATO A PAGARE PIÙ DI TRE MILIONI DI EURO - AVERE DIPENDENTI PIÙ FELICI E RIPOSATI È UN VANTAGGIO ANCHE PER I DATORI DI LAVORO: MIGLIORE QUALITÀ DELLA VITA SIGNIFICA MAGGIORE PRODUTTIVITÀ. PER LEGGE, UN LAVORATORE DEVE GODERE DELLE FERIE A DISPOSIZIONE...

Estratto dell'articolo di Anna Maria Angelone per "La Stampa"  

 

burnout

Ben 412 sentenze favorevoli e più di tre milioni di euro liquidati, fra risarcimenti e spese legali, solo nel primo semestre dell'anno. È questo il salatissimo conto dei dipendenti pubblici per ferie maturate e non godute.

 

Stando a uno studio di Consulcesi & Partners, nei primi sei mesi del 2025, si contano 425 ricorsi in materia di riposo mancato: il 97% concluso a favore dei lavoratori.

 

Si tratta soprattutto di personale medico-sanitario che, non avendo potuto usufruire di ferie durante il servizio per cause non imputabili alla propria volontà, ha ottenuto un'indennità economica sostitutiva alla fine del rapporto di lavoro.

 

medici stressati 4

Si consolida, dunque, l'orientamento giurisprudenziale che stabilisce il divieto di monetizzazione delle ferie ma riconosce un indennizzo per i giorni non fruiti, anche in assenza di richiesta o diniego formale. E la Cassazione, intervenuta più volte in materia, a luglio ha segnato una nuova rotta confermando il diritto all'indennità per ferie non godute anche ai dirigenti.

 

All'origine del fenomeno, il mancato turnover nella Pubblica amministrazione (Pa) che ha lasciato all'osso molti settori. Risultato? I dipendenti non riescono a fare ferie ma al momento della risoluzione per pensionamento, dimissioni, cambio lavoro o trasferimento, sono "costretti" al riposo per azzerare il monte ferie accumulato.

 

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[…] In Italia, il diritto alle ferie annuali retribuite non può essere inferiore alle quattro settimane (escluse festività, ex festività riconosciute e permessi retribuiti). Ma i giorni salgono a seconda del contratto collettivo di categoria, del settore di impiego (pubblico o privato) e all'anzianità di servizio. […]

 

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Le ferie hanno un peso sui conti delle aziende, ma altrettanto sulla produttività dei lavoratori. Secondo alcune ricerche della Fondazione internazionale per i programmi di benefit per dipendenti, le ferie annuali migliorano la produttività di un lavoratore fino al 40% e riducono il rischio di assenza per malattia del 28%. Viceversa, non godere di riposo incide negativamente sul benessere psico-fisico del lavoratore con aumento di burnout e conseguente stanchezza cronica, ansia, depressione. E con l'aumento dell'età media lavorativa, aumenta anche la necessità di riposo.

[…]

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Se le grandi società riescono a programmare i turni, le piccole possono faticare. «Il benessere psico-fisico di un dipendente incide sulla produttività in azienda: di sicuro, stanchezza e stress fanno rendere di meno», sottolinea Roberto Mattio, vice presidente dell'Associazione italiana direzione del personale (Aidp) e direttore delle risorse umane di Pininfarina.

 

«Ma il caso Italia ha le sue specificità perché gran parte del tessuto produttivo è fatto di pmi. Se le grandi imprese hanno un'organizzazione del lavoro dedicata e pianificano le ferie, per le piccole e medie il tasso di sostituzione del personale è complesso: spesso, hanno solo un addetto in quel ruolo. Non direi che vedono le ferie come un costo ma, piuttosto, come vincolo per il normale svolgimento dell'attività», spiega.

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Se alcune piccole imprese scelgono ancora la chiusura collettiva a ridosso di Ferragosto, non sempre i dipendenti riescono a fare una vacanza. […]  «In Francia, ogni due mesi hanno una settimana di interruzione scolastica: consente vacanze meno costose, attiva il turismo nei periodi morti e rende le ferie godibili».

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[…]

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