pizza napoletana

GODETE: E’ IL VERA PIZZA DAY! - OGNI ANNO SI PRODUCANO TRA 5 E 6 MILIARDI DI PIZZE PER UN GIRO D'AFFARI DI ALMENO 70 MILIARDI DI DOLLARI - CI SONO 60 MILA PIZZERIE NELO NOSTRO PAESE E QUATTRO ITALIANI SU 10 SE LA PREPARANO ANCHE DA SOLI - LE ORIGINI? MISTERIOSE. MA LA MARGHERITA CON POMODORO, MOZZARELLA E BASILICO FU OFFERTA DA RAFFAELE ESPOSITO ALLA REGINA MARGHERITA DI SAVOIA, PER LA PRIMA VOLTA IN VISITA A NAPOLI NEL 1889…

Carlo Ottaviano per “il Messaggero”

 

pizza napoletana

How do you say pizza? Come dite pizza voi? Potrebbe essere questa una delle frasi più usate oggi sui social. In tutto il mondo si celebra infatti il Vera Pizza Day: fino a mezzanotte, in diretta streaming, pizzaiuoli, cuochi, appassionati celebreranno uno dei piatti più consumati in tutti i continenti. Un calcolo esatto è impossibile, ma per approssimazione si ritiene che ogni anno si producano tra 5 e 6 miliardi di pizze per un giro d' affari di almeno 70 miliardi di dollari.

 

La maratona di oggi organizzata dall' Associazione Vera Pizza Napoletana vedrà alternarsi su Facebook esperti nelle più svariate lingue, dall' arabo al coreano, al thailandese per chiudere a notte fonda rigorosamente in napoletano. Agli spettatori si chiede solo di munirsi di mezzo litro d' acqua, un chilo di farina 00, lievito di birra fresco, sale, pomodoro pelato, fiordilatte o mozzarella di bufala, olio extravergine e basilico e prepararsi a seguire i consigli in diretta per sfornare un prodotto a regola d' arte.

lo spot pizza napoletana contro mcdonalds

 

LA RICERCA

Alla vigilia del Pizza Day, Coldiretti ha condotto una ricerca secondo cui la forzata chiusura causa Covid delle 60 mila pizzerie italiane spinge quattro italiani su 10 a prepararsela da soli. «Sarà una non stop senza precedenti afferma Antonio Pace, presidente dell' associazione che è il risultato di anni di lavoro. Soltanto qualche tempo fa sarebbe stato impensabile ipotizzare un evento coinvolgendo colleghi di Los Angeles, Istanbul, Il Cairo, Marsiglia, Tokyo e Melbourne e altre città in tutti i continenti in un fil rouge che unisce popoli, storie e culture diverse tra loro nel nome della vera pizza napoletana». Il via è stato dato allo scoccare della domenica con l' accensione del fuoco di Sant' Antuono a Capodimonte.

PIZZA NAPOLETANA

 

Il Vera Pizza Day cade infatti proprio nel giorno in cui si celebra sant' Antonio Abate, generoso protettore non solo di panettieri e pizzaioli ma di una caterva di altri lavoratori: macellai e salumai, contadini, canestrai, norcini, allevatori di animali domestici e, in collaborazione con Santa Barbara, dei pompieri.

 

L'eremita egiziano (e non è un caso che gli egiziani siano tra i migliori fornai al mondo) è famoso nella lotta contro il diavolo come recita la famosa filastrocca «Sant' Antonio, Sant' Antonio, lu nemico de lu demonio». Da santo capace di strappare le anime dei dannati alle fiamme dell' inferno, a patrono di chi deve governare il fuoco per la pizza perfetta, il passo non è brevissimo, ma logico. In effetti a lui dovrebbero rivolgersi anche i consumatori a tutela della vera arte della pizza napoletana, dichiarata dall' Unesco patrimonio immateriale dell' Umanità nel 2017.

 

PIZZA NAPOLETANA

Non esiste, invece, un atto di nascita della pizza. «Come tutte le invenzioni che hanno inciso nella vita quotidiana di ciascuno di noi scrive il giornalista e storico della pizza Luciano Pignataro in La Pizza, una storia contemporanea (Hoepli) resta un mistero che nessuno potrà mai risolvere. Le similitudini e le affinità con cibi mediterranei a base di cereali lasciano il tempo che trovano, sono una curiosità spesso solo letteraria o antropologica perché il punto è che la pizza napoletana si distingue in maniera netta e precisa da ogni altra forma di lievitato cotto in un forno. Si tratta sicuramente di un' evoluzione, ma anche di una specializzazione: nella manipolazione dell' impasto come nella cottura».

 

IL PADRE

PIZZA NAPOLETANA

Diversamente, un padre certo c' è per la pizza Margherita con i colori d' Italia rosso pomodoro, bianco mozzarella, verde basilico che fu offerta da Raffaele Esposito alla Regina Margherita di Savoia, per la prima volta in visita a Napoli nel 1889. Negli anni recenti la pizza è diventata piatto gourmet ma sempre a prezzo accessibile. Però alla fine gli stili preferiti della Napoletana restano i classici: a ruota di carro soffice ed elastica, più panosa per i benestanti, col cornicione a canotto. In ogni caso, come cantava nel 1993 Pino Daniele, «Fatte na pizza c' a pummarola ncoppa, vedrai che il mondo poi ti sorriderà».

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