meloni novari milano cortina

IL GOVERNO MELONI HA FATTO UN’INVASIONE DI CAMPO SUL CASO MILANO-CORTINA – PER I MAGISTRATI MILANESI “C’E’ STATA UNA INDEBITA INGERENZA DELL’ESECUTIVO CHE HA AVUTO RIPERCUSSIONI DIRETTE SULL’ATTIVITÀ INVESTIGATIVA” – SECONDO LA PROCURA, IL DECRETO CHE HA QUALIFICATO LA FONDAZIONE MILANO-CORTINA 2026 COME ENTE DI DIRITTO PRIVATO E NON PUBBLICO, HA BLOCCATO LE INDAGINI SULLE PRESUNTE IRREGOLARITÀ NELLA GESTIONE DELLE OLIMPIADI INVERNALI PER CUI È INDAGATO ANCHE L’EX DELLA FONDAZIONE MILANO-CORTINA NOVARI - LA RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE PER SOTTOPORRE ALLA CONSULTA LA QUESTIONE DI LEGITTIMITÀ SUL DECRETO…

Ilaria Carra per "la Repubblica" - Estratti

 

giorgia meloni foto lapresse 6

Per i magistrati milanesi il governo Meloni ha fatto un’invasione di campo, andando oltre le proprie competenze. C’è stata cioé «una indebita ingerenza» dell’esecutivo nella sfera giudiziaria.

 

Che ha avuto «ripercussioni dirette sull’attività investigativa». Perché per la procura di Milano il decreto dello scorso giugno, poi nel tempo diventato legge, che ha qualificato la Fondazione Milano-Cortina 2026 come ente di diritto privato e non pubblico, ha di fatto bloccato le indagini in corso sulle presunte irregolarità nella gestione delle Olimpiadi invernali e, in particolare, su appalti pilotati in cambio di mazzette. Inibendo la possibilità di fare intercettazioni e sequestri preventivi.

 

È un attacco duro quello della procuratrice aggiunta di Milano, Tiziana Siciliano e dei pm Francesco Cajani e Alessandro Gobbis verso l’esecutivo, ma argomentato con richiami alla giurisprudenza e, più che altro, ai principi costituzionali. Così, è il senso, per poter andare avanti a indagare per reati contro la pubblica amministrazione come la turbativa d’asta per i quali i pm ritengono di avere prove a sufficienza, la strada scelta è questa: chiedere al giudice, alla gip Patrizia Nobile, di sollevare davanti alla Consulta la questione di legittimità costituzionale di quella «norma interpretativa» che, definendo come società privata un organismo ritenuto invece di diritto pubblico, ha fermato l’iter investigativo.

VINCENZO NOVARI

 

E sbloccare così l’indagine a carico dei 7 indagati. Oppure, i pm chiedono di archiviare il procedimento.

 

I magistrati milanesi sono convinti di aver raccolto prove a sufficienza per contestare (almeno) il reato di turbativa d’asta agli indagati, ma il decreto del governo, togliendo la natura pubblica alla fondazione e quindi agli indagati, ha sostanzialmente eliminato la base giuridica per poter procedere a contestare reati contro la pubblica amministrazione. Il decreto del governo ha impedito, si legge negli atti, «non solo un’attività di intercettazione telefonica, ritenuta necessaria» anche dal Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza per acquisire altri riscontri su un secondo presunto appalto pilotato, ma pure «la possibilità di richiedere un sequestro preventivo» del «profitto di reato di entrambi i reati di turbativa d’asta, con correlativo danno» per la Fondazione, di almeno 4 milioni.

olimpiadi invernali milano cortina 2026

 

Dagli atti, risultano, come scrivono i pm, affidamenti diretti per il cosiddetto «ecosistema digitale» pilotati tra il 2020 e 2021. Capitolo in cui sono indagati Luca Tomassini, imprenditore di Vetrya-Quibyt che vinse l’appalto, l’ex ad della Fondazione Novari, e Massimiliano Zuco, ex dirigente. Poi, un secondo fronte in cui sono stati iscritti Marco Moretti e Daniele Corvasce, due dirigenti della Fondazione, e Claudio Colmegna e Luigi Onorato, due manager di Deloitte (la società ribadisce «la correttezza del nostro operato»), per la presunta gara truccata sull’assegnazione, nel 2023 e dopo la fine del contratto con Vetrya, sempre dei servizi digitali a una delle società del colosso delle consulenze. Ma in Fondazione era già nota la scarsa qualità del nuovo appalto: «Sono dei cioccolatai sta gente», dicono, intercettati prima del decreto.

vincenzo novari

 

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