LA GUERRA BOICOTTA IL TURISMO – IL CONFLITTO IN MEDIO ORIENTE RISCHIA DI ESSERE UNA MAZZATA SULLE VACANZE DI PASQUA: DA QUANDO LA GUERRA IN IRAN È INIZIATA, PIÙ DI 43MILA VOLI SONO RIMASTI A TERRA NEI PRIMI DIECI GIORNI E 7,5 MILIONI DI VIAGGIATORI SONO RIMASTI BLOCCATI. SENZA CONTARE L’IMPENNATA DEL CARBURANTE CHE FARÀ LIEVITARE I PREZZI DEI BIGLIETTI AEREI. A RISCHIO SONO SOPRATTUTTO GLI ARRIVI DAGLI USA E IL TURISMO RICCO DAI PAESI DEL GOLFO – E GLI ITALIANI DOVE ANDRANNO IN VACANZA? SE DOVRANNO RINUNCIARE ALLE ROTTE A LUNGO RAGGIO, RIPIEGHERANNO SU METE DOMESTICHE ED EUROPEE...
Estratto dell’articolo din Anna Maria Angelone per “La Stampa”
«Se tutto rientra entro due settimane non ci saranno ripercussioni ma se il conflitto si protrarrà per mesi, le perdite saranno pesanti».
A sintetizzare lo stato dell'arte del turismo italiano, in bilico per l'improvvisa guerra nel Golfo Persico, è il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca. Ma è chiaro che, almeno per Pasqua e ponti delle festività di primavera, si naviga a vista.
«L'anno era iniziato sotto i migliori auspici, grazie al traino del Giubileo e al boom delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina», prosegue Bocca. «Ma ora la domanda che tutti ci facciamo è: quanto durerà. Per noi, il nodo riguarda l'arrivo degli americani: marzo è il mese delle conferme e bisognerà vedere la reazione».
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Nel giro di pochi giorni, però, ha preso corpo la "tempesta perfetta" fra Dubai e lo stretto di Hormuz.
La chiusura dello spazio aereo ha strozzato le rotte dal Medioriente e a lungo raggio dei turisti che transitano dall'hub emiratino, lanciato per diventare lo scalo con più traffico al mondo. Lo stop del passaggio delle petroliere, invece, ha spezzato i rifornimenti di carburante.
La conta dei danni è vertiginosa. L'ultimo aggiornamento parla di più di 43 mila voli rimasti a terra nei primi dieci giorni e 7,5 milioni di viaggiatori bloccati.
Ma, soprattutto, greggio alle stelle. Stando al Jet Fuel Monitor di Iata, il prezzo medio di un barile di "jet fuel" era a 99,40 dollari il giorno prima degli attacchi in Iran: una settimana dopo era più che raddoppiato e al 13 marzo si attesta sui 175 dollari. In un mese, l'82,8% in più. Le ricadute sono immediate e si traducono in pesanti rincari sui voli, tanto più da mete lontane. Che, però, sono quelle che portano in Italia turisti "altospendenti".
[...] Marina Lalli, presidente di Federturismo Confindustria: «[...] registriamo una significativa contrazione delle prenotazioni extra-Ue e una pericolosa accelerazione di cancellazioni, in particolare nelle strutture lusso ed extra lusso».
Previsioni? «Potrei dire che, solo a Roma, gli arrivi di Pasqua potrebbero essere 80 mila in meno ma è azzardato dare numeri in questo momento», continua Lalli.
«Quanto agli hotel, in questo periodo contano anche sulle caparre e in caso di mancate conferme, potrebbero avere problemi».
L'ultimo monitoraggio di Confindustria Alberghi [...] rileva criticità nelle citta d'arte e nel segmento lusso, a forte vocazione internazionale, fra calo di prenotazioni e disdette da Paesi extra-Ue.
A risentirne di più sono le città esposte verso i mercati mediorientali o dal Far East. A partire dalla Capitale, Milano (anche se qui la componente business funge da parziale ammortizzatore) e Firenze. A Torino e Venezia i primi cali delle prenotazioni interessano, rispettivamente, l'80% e il 73% delle strutture intervistate.
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E per le vacanze degli italiani? Storicamente, in casi di crisi analoghi, si rafforza il turismo domestico ivi compreso quello interno da paesi Ue.
I BERSAGLI DELLA RAPPRESAGLIA IRANIANA
[...] Le prospettive non sono rosee, vista la nuova fiammata energetica. I prezzi minimi di un biglietto aereo andata e ritorno da Roma e Milano per una settimana di vacanza a ferragosto, rilevati il 18 marzo da Assoutenti, salgono fra il 5% e il 15% (in ulteriore aumento dalla scorsa settimana). [...]
BANDIERA TRA LE MACERIE - GUERRA IN IRAN
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