rider coronavirus

SIAMO ALLA GUERRA TRA POVERI – DA LUCCA A PALERMO, RIDER NEL MIRINO: INSEGUITI, MINACCIATI E RAPINATI DURANTE LE CONSEGNE - L’ALLARME DEI SINDACATI: “RUBANO IL CIBO AI FATTORINI. LA SITUAZIONE SOCIALE COMPLICATA FA EMERGERE QUESTO FENOMENO” - AZIENDE OBBLIGATE DAI GIUDICI A FORNIRE LE MASCHERINE...

Davide Lessi e Monica Serra per “la Stampa”

 

fare i rider durante l'emergenza coronavirus 7

I primi casi si sono verificati nella Palermo dei supermercati "blindati" dalla polizia dopo le minacce degli assalti di questi giorni di emergenza coronavirus. La sera del 23 marzo un rider ventenne di Glovo è stato aggredito mentre stava per consegnare le pizze nel quartiere di San Lorenzo.

 

A scongiurare la rapina una guardia giurata di passaggio per le strade deserte. Qualche giorno più tardi, invece, il colpo è andato a segno allo Zen, periferia difficile della città, dove un uomo ha preso di mira un fattorino di «Zangaloro meat and factory», un locale specializzato in hamburger.

 

Mentre il 25enne cercava il palazzo in cui fare la consegna, è stato minacciato e costretto a consegnare gli 80 euro incassati nel corso della serata. Ma nei giorni scorsi episodi di questo tipo si sono ripetuti in diverse città d' Italia. Tanto che i sindacati lanciano l' allarme: «Rapine e aggressioni si erano verificate tante volte anche in passato, ma mai i riders erano stati derubati del cibo destinato alla consegna».

 

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I pericoli quotidiani L' ultimo caso a Lucca: una coppia di 40enni ubriachi ha strappato dalle mani di un giovane le pizze che stava per consegnare. E lui è fuggito per paura che gli saccheggiassero anche il borsello. A Bologna hanno rubato la bici a un fattorino in centro. A Pierfrancesco Scatigna, 25 anni di Brindisi, corriere che lavora per BiciCouriers, in zona Porta Venezia a Milano, è stata rubata una cassetta di verdura.

 

Ha provato a inseguire il ladro e lui lo ha aggredito: «Mi ha tirato un pugno in faccia.

Ma quello che è più preoccupante - dice - è che nello stesso giorno, un altro collega è stato derubato mentre consegnava il vino». La serie dei fatti è lunga. Un altro rider milanese racconta di essere stato derubato di due confezioni di uova, sabato scorso in zona Loreto, mentre denunce di episodi simili a Porta Romana corrono sulle chat whatsapp dei fattorini. «È una guerra tra poveri», riflette Andrea Borghesi, di Nidil Cgil.

 

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«Non solo questi fattorini stanno rendendo un servizio essenziale, perché portano la cena o la spesa agli italiani blindati in casa per via dell' emergenza, e lo fanno nonostante le loro condizioni economiche e contrattuali complicate, spesso senza i dispositivi di sicurezza e rischiando di essere contagiosi o contagiati. Ma subiscono anche aggressioni da persone disperate che hanno difficoltà a mettere insieme il pranzo con la cena». Non è che in passato non sia mai successo, «ma i furti hanno sempre avuto a oggetto i soldi. Mai il cibo», dice Borghesi. «Adesso la situazione sociale complicata fa emergere questo fenomeno».

 

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Le protezioni Il tutto mentre i riders continuano a fare il loro lavoro nonostante il virus e la paura del contagio. Spesso le aziende di food delivery per cui lavorano non gli forniscono neanche le mascherine. È dell' altro ieri la sentenza del Tribunale di Firenze che, accogliendo il ricorso di un rider di Just Eat, Yiftalem Parigi, ha disposto che la piattaforma gli dia mascherine, guanti e gel disinfettante, per tutelarlo dai rischi di contagio. «È una sentenza importante e che riconosce il diritto di questi lavoratori e obbliga la piattaforma a tutelare la loro sicurezza sul lavoro.

 

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Speriamo che ora, sulla scia di questa pronuncia - conclude Borghesi -tutte le piattaforme si adeguino al più presto e dotino i propri riders dei necessari dispositivi di protezione individuale».

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