guido harari

“DETESTO LE CELEBRAZIONI” – I CINQUANT’ANNI A CACCIA DI CLIC DI GUIDO HARARI NELLA MOSTRA “REMAIN IN LIGHT”, 250 IMMAGINI DEI GRANDI DELLA MUSICA, DEL CINEMA E DELLA MODA COME NON LI AVETE MAI VISTI - OMAR SHARIF INTERVISTATO PER IL GIORNALINO DELLA SCUOLA, LE COPERTINE DEI DISCHI, LA FOTO DI DE ANDRÈ CHE DORME PER TERRA IN UN CORRIDOIO DEL PALASPORT DI BOLOGNA – POI GLI SCATTI ALLE ECCELLENZE ITALIANE: “GIORGIO ARMANI AVEVA UN CONTROLLO OSSESSIVO DELLA PROPRIA IMMAGINE. LINA WERTMÜLLER MI DISSE CHE LA SUA STANZA PREFERITA ERA IL BAGNO. FU SPONTANEO RITRARLA NELLA VASCA…”

Roberto Calabrò per “il Venerdì di Repubblica”

 

guido harari 0

«Sono sempre felice quando Guido mi fotografa perché so che sarà una foto musicale e avrà anche poesia e sentimento. Le cose che cattura con i suoi ritratti sono generalmente ignorate dagli altri fotografi». Parole di Lou Reed. Il grande rocker newyorkese tesseva così le lodi di Guido Harari che in questi giorni festeggia cinquant' anni di attività con la mostra itinerante Remain in Light, prima tappa alla Mole Vanvitelliana di Ancona (dal 2 giugno al 9 ottobre), e uno splendido volume dallo stesso titolo in uscita per Rizzoli Lizard. È la celebrazione di mezzo secolo di vita vissuta intensamente all'inseguimento di un sogno tra i grandi della musica, della poesia, della letteratura, del cinema, della moda e della scienza. Cercando sempre di carpirne un tratto nascosto della personalità attraverso le lenti del suo obiettivo.

 

guido harari 5

I BEATLES DA BAMBINO

Nato al Cairo nel 1952 ma cresciuto a Milano, quello che diventerà il più apprezzato fotografo rock italiano rimane folgorato dalla musica dei favolosi anni Sessanta da bambino: «Avevo dodici anni quando chiesi a mia madre di accompagnarmi al concerto dei Beatles al "Vigorelli". Il giorno dopo li aspettai per ore davanti al loro hotel per vederli da vicino». La stanza del piccolo Guido inizia a riempirsi di giornali italiani e stranieri acquistati alla Feltrinelli di via Manzoni o nelle edicole di Piazza Duomo: Ciao Amici, Big, Giovani, Salut Les Copains, Bravo, Melody Maker, New Musical Express.

 

guido harari 4

Fantastica sulle foto dei suoi idoli, sogna al ritmo dei 45 giri che fa girare ininterrottamente al mangiadischi, va a caccia di autografi delle star del cinema e della musica pop. «Nell'estate del '65, durante le vacanze con i miei a Jesolo, vidi il manifesto di un concerto dei Rokes. Insieme a due o tre amici della mia età mi recai in bicicletta al loro hotel e chiesi a Shel Shapiro di poterlo intervistare. Inaspettatamente rispose di sì e da lì iniziò tutto».

 

paolo conte by guido harari

Un altro incontro decisivo è con l'attore Omar Sharif, la stella de Il dottor Zivago, che nella primavera del 1967 si trova a Milano per partecipare a un torneo di bridge. «Avevo letto di un passaggio di Sharif in città, lo dico a casa e mio padre mi stupisce rivelandomi di averlo conosciuto quando da ragazzi giocavano a biliardo al Cairo. Lo convinco a telefonargli in albergo, lui riesce a farselo passare. Parlano in francese, rievocano i tempi della loro gioventù. Il giorno dopo andiamo a trovarlo al Circolo del Brid cordialissimo, mi concede mezz' ora per l'intervista che sarebbe poi uscita sul giornalino del mio liceo».

 

Il passo successivo è proporre articoli e foto a riviste come Ciao 2001, Gong, Rockstar. Dalle pagine dei giornali le foto finiscono presto sulle copertine dei dischi. La prima in assoluto è quella di Mass-Media Stars degli Acqua Fragile, un gruppo progressive italiano. Siamo nel 1974.

letizia battaglia e la nipote by guido harari

 

L'AMICO FABER

Ne seguiranno a decine, da un'esordiente Gianna Nannini a star internazionali come Lou Reed (Live In Italy), Bob Dylan (Real Live), David Crosby (Thousand Roads), Simple Minds (Street Fighting Years), Frank Zappa (Strictly Genteel), B. B. King (Blues Summit).

Quelle degli artisti italiani non si contano: Vasco Rossi, Claudio Baglioni, Paolo Conte, Pino Daniele, Eugenio Finardi, Mia Martini, Zucchero.

 

Nel 1979 segue in tour Fabrizio De André con la PFM e firma la copertina del celebre disco dal vivo. Da quell'incontro scaturiscono un'amicizia che durerà per tutta la vita e foto rimaste impresse nella memoria collettiva, come lo scatto del cantautore genovese che dorme per terra in un corridoio del Palasport di Bologna e su cui lo stesso De André ironizzerà: «Col culo verso il radiatore s' era assopito il cantautore». E che dire dell'immagine gioiosa di Dori Ghezzi che ride di gusto mentre taglia i capelli al marito immerso nella lettura di Musica di Repubblica?

lina wertmuller by guido harari

 

«Quella foto mostra come con Fabrizio non ci fosse mai una strategia. Dopo averlo rappresentato nella sua umanità con le foto del tour del '79, entrai a far parte del suo piccolo cerchio magico. Ci si vedeva per trascorrere del buon tempo insieme, le foto nascevano con naturalezza dalla sua quotidianità e offrivano sempre degli spunti inediti».

 

italians do it better Harari è celebre in tutto il mondo per i suoi ritratti. Immagini che hanno la capacità di svelare un particolare prezioso, di mettere in luce un tratto inesplorato della personalità di chi ha di fronte. Avreste mai detto che Ennio Morricone fosse un simpatico giocherellone? Guardate la foto del Maestro che apre la porta e sembra far capolino.

guido harari

Ad apparire sono, invece, i suoi inconfondibili occhiali.

 

Per il vulcanico Guido il segreto sta nel creare un rapporto empatico con i soggetti delle sue foto, metterli a loro agio, fare sembrare naturale qualcosa che è l'esatto contrario, cioè posare. «Se non conosco la persona che devo fotografare, è fondamentale rompere subito il ghiaccio, creare un clima di complicità e di curiosità. Documentarsi sul soggetto è fondamentale. Per me ogni incontro è unico e speciale, un'occasione preziosa per reinventarsi e approfondire».

fabrizio de andre by guido harari

 

Il nome di Harari è strettamente legato alla musica rock e pop. A un certo punto, però, la sua attenzione si sposta altrove, gli orizzonti si allargano. Una sezione importante della mostra si intitola "Italians" ed è un progetto durato anni durante i quali l'obiettivo del fotografo ha immortalato le eccellenze del Belpaese. Stilisti, registi, attori, compositori, imprenditori, politici, professionisti.

 

Ritratti in maniera formale («Giorgio Armani aveva un controllo totale e ossessivo della propria immagine»), ironica («Lina Wertmüller mi fece fare il giro della casa e mi disse che la sua stanza preferita era il bagno, fu spontaneo ritrarla nella vasca»), o con un'aura quasi mistica. Come Alda Merini riflessa in uno specchio su cui la poetessa aveva scritto col rossetto alcuni numeri di telefono. Il titolo della mostra, Remain in Light, cita apertamente l'album dei Talking Heads.

 

ennio morricone by guido harari

«Mi è venuto in mente mentre riflettevo su questi anni difficili segnati dalla pandemia. Le foto si sono addensate, indurite, e i soggetti sembrano uscire dal buio che ci è piombato addosso». In totale saranno oltre 250, più altre 150 in videoproiezione. Il visitatore riceverà un'audioguida e la voce dello stesso Harari lo accompagnerà attraverso il percorso.

 

INTIMITÀ E MAGIA

«Detesto le celebrazioni, questa mostra è il racconto di uno storytelling che dura da cinquant' anni e si è sviluppato oltre la fotografia. Ad esempio, con la galleria Wall Of Sound che ho aperto ad Alba nel 2011, attraverso i numerosi libri che ho curato, il recupero e la valorizzazione degli archivi di altri fotografi con cui è stato una gioia confrontarmi». Una sezione di Remain in Light è dedicata ai ritratti di maestri della fotografia che, come lui, hanno provato a interpretare lo spirito dei tempi. Tra questi c'è Letizia Battaglia, la grande fotografa palermitana scomparsa lo scorso 13 aprile. «Eravamo a una sua mostra a Milano, tre anni fa. Optai per delle foto rubate in mezzo al caos e alle mille persone che venivano a omaggiarla. Poi la nipote Marta Sollima la abbracciò prendendola alle spalle e lei si abbandonò a quell'attimo di tenerezza.

dori ghezzi fabrizio de andre by guido harari

Sono felice di aver fotografato così una donna d'acciaio». Lasciandosi ispirare, come sempre, dalla magia del momento.

david bowie by guido harari alda merini by guido harari GUIDO HARARIfoto di fabrizio de andre di guido hararibob marley di guido harari 2guido harari 4

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