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I COSTRUTTORI TENEVANO LA GIUNTA DI MILANO IN UN PUGNO – IL SINDACO BEPPE SALA SCRIVEVA AL “RE DEL MATTONE”, MANFREDI CATELLA, SCUSANDOSI: “NON SIAMO ALL’ALTEZZA. DIRÒ ALL’ASSESSORE DI INCONTRARE I TUOI”. CATELLA RIMPROVERAVA AL COMUNE UNA “DISQUISIZIONE MERAMENTE IDEOLOGICA E INTELLETTUALMENTE MODESTA” – I FESTEGGIAMENTI PER LA RICANDIDATURA DI SALA E I MESSAGGI DA BIMBIMINKIA: “ENJOY THE WE, VEDIAMOCI A RAGIONARE SUL FUTURO CON UN GIN TONIC, SBLOCCATECI SU QUESTI PROGETTI PLZ...

Estratto dell’articolo di Rosario Di Raimondo per “la Repubblica”

 

MANFREDI CATELLA

«Scusaci se non siamo all'altezza. Dirò a Tancredi (l'ex assessore, ndr) di incontrare i tuoi». Difficile capire se il sindaco Beppe Sala sia sarcastico, polemico o preoccupato nella risposta che dà al re del mattone Manfredi Catella, il quale rimprovera al Comune «una disquisizione meramente ideologica e intellettualmente modesta lontana da una città illuminata».

 

"Bah e superbah"

 Una delle chat depositate dai pm di Milano nell'inchiesta sull'urbanistica riguarda il dialogo e i rapporti tra sindaco e costruttore: 85 pagine, messaggi dal 2018 alla scorsa primavera.

 

L'imprenditore scrive spesso al sindaco. Per aggiornarlo o lamentarsi. Al centro, fra le altre, la vicenda del restyling del Pirellino, per il quale sono entrambi indagati. «Evviva al Comune», esulta il patron di Coima nel 2019.

 

MANFREDI CATELLA beppe sala

Nel 2020: «Stiamo lavorando per rispettare l'impegno di presentarvelo informalmente». Ma le cose cambiano, il Comune vuole che nel grattacielo s'inseriscano quote di edilizia sociale, che non fa parte degli accordi: «A prescindere dai contenuti ideologici è una proposta non sostenibile economicamente», si lamenta Catella.

 

In generale, non l'unica rimostranza, «al punto di non potere che interpretare un atteggiamento incomprensibilmente ostile rispetto all'impegno e lavoro che stiamo dedicando per raggiungere risultati attenti e sensibili a contribuire all'interesse della città. Bah e superbah».

 

"La politica alta!"

giancarlo tancredi

Si parla di politica. «Milano avrebbe bisogno di continuità», scrive l'imprenditore quando si parla di secondo mandato di Sala: «Ci sto pensando con grande serietà». E quando il sindaco dice sì: «Complimenti per la tua decisione (...) di grande responsabilità (...) Faremo tutti la nostra parte perché Milano prosegua nel suo percorso di eccellenza».

 

Sempre Catella: «Adesso è il momento della politica alta! A disposizione per come utile». Di futuro si parla spesso: «Enjoy the we (divertiti nel weekend, ndr) mi farebbe piacere vederci noi due a ragionare sul futuro con gin tonic!».

 

«Ciao Beppe, ti vengo a trovare per fare il punto insieme». Dopo un'intervista che al costruttore non piace («re del mattone, blah»), Sala suggerisce: «Un passo alla volta. Ma devi costruire la TUA comunicazione».

 

MANFREDI CATELLA

[…] Le chat fra Catella e Tancredi […] assumono «dimensioni sconcertanti in termini di mercimonio della funzione pubblica» secondo i pm, che arrivano a parlare di «attentato alla democrazia urbanistica». Puntano il dito contro l'ex esponente della giunta Sala e il direttore generale del Comune Christian Malangone, descritti come «dipendenti privati e deferenti agli ordini di Catella».

 

"Ma mi confermi assessore?"

Sarà pure una battuta. Ma in una chat del marzo 2024 Tancredi scrive a Catella: «Ma mi confermi assessore?». Risposta: «Voi siete i best ever (i migliori di sempre, ndr). Se volete vi faccio da segretario». E Malangone, in questa conversazione di gruppo: «Me lo tatuo sulla schiena». Per i pm, «Tancredi è consapevole del fatto che, grazie alla sua azione, gli interessi di Coima vengono massimizzati, tant'è che ironizza su una sua riconferma da parte di Catella, come se fosse il sindaco di Milano».

 

"Dai, sbloccateci i progetti"

Giancarlo Tancredi

Dicembre 2024. Catella scrive, riferendosi a Malangone: «Sei un artista, dai ragazzi adesso sbloccateci su questi progetti plz (please, ndr)».

 

Per la procura, «con estrema confidenza e fiducia» sollecita il Comune «ad adoperarsi». Diversi i toni quando partono i primi arresti nell'urbanistica a marzo. Catella: «Messaggio che ha ricevuto Luca. Assurdo e grave».

 

Malangone: «Sta succedendo il finimondo». Per la procura, l'imprenditore «detta la linea», conosce «in anteprima» i pareri della commissione del Paesaggio, vuole «spaventare» gli interlocutori dicendo che gli intoppi costano 100 milioni al mese. Quando Catella si lamenta, l'ex assessore risponde: «I miei non mi hanno informato. Se no sarei intervenuto prima...». Riflette l'imprenditore: «Trovami qualcun altro che gioca di più in squadra di noi».

Giancarlo TancrediI PROTAGONISTI DELL INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO SULL URBANISTICAbeppe sala Giancarlo Tancredi Giancarlo TancrediGIANCARLO TANCREDI E BEPPE SALA beppe sala manfredi catellaBEPPE SALA MANFREDI CATELLA GIUSEPPE SALA E MANFREDI CATELLA

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