lucoli

AUMENTANO I CONTAGI, RICOMINCIANO LE CHIUSURE! - IN ABRUZZO LA PRIMA ZONA ROSSA DOPO IL LOCKDOWN: A CAUSA DI 12 POSITIVI E' STATA CHIUSA UNA FRAZIONE DI LUCOLI - L'11 AGOSTO È TORNATO IN PAESE UN 40ENNE CHE VIVE IN TRENTINO. UNA VOLTA A CASA SI E' ACCORTO DEL CONTAGIO - FATALE, A QUANTO PARE, UNA VACANZA IN SARDEGNA (ARIDAJE)…

STEFANO DASCOLI per il Messaggero

 

lucoli

Difficile dire come il virus sia entrato, sconvolgendo la vita placida e tranquilla di questi borghi, tutti pascoli e sci d'inverno, rifugi, tanto verde e buon cibo. E invece dall'11 agosto Lucoli, in Abruzzo, mille anime nella stagione fredda e tremila in queste giornate estive, grazie ai turisti e ai paesani di rientro, ha conosciuto l'incubo del Covid-19. Dodici contagi, centinaia di tamponi fatti, uno screening di massa voluto dal sindaco Valter Chiappini.

 

E, soprattutto, dalla mezzanotte di oggi e per almeno cinque giorni (la Regione ne consigliava quindici), prima zona rossa d'Italia dopo il lockdown. Decisione assunta perché dei due focolai che si sono accesi nell'agosto che da sempre, qui, è sinonimo di ritorno a casa e di festa, uno, il più recente, non è ancora sotto controllo. Andiamo con ordine. L'11 agosto torna in paese un 40enne che vive in Trentino.

 

Una volta a casa si accorge del contagio. Fatale, a quanto è stato possibile ricostruire, una vacanza in Sardegna. Scattano immediatamente le procedure di tracciamento dei contatti più stretti. Alla fine solo la mamma risulterà positiva e, ormai, se i tamponi di controllo finale, a giorni, saranno negativi, la storia si chiuderà qui.

 

lucoli

Nel frattempo, però, scoppia un'altra emergenza. Il 22 agosto uno dei ristoranti della zona annuncia la chiusura: «A seguito della positività al Covid-19 di una nostra collaboratrice, per proteggere al meglio la nostra salute e quella degli avventori abbiamo deciso di tornare operativi dopo gli esiti dei tamponi e la sanificazione degli ambienti».

 

LA COLLABORATRICE Lei, la collaboratrice, è una ragazza che vive in paese da una quindicina anni. Anzi, per la precisione nella frazione di Casamaina: cento abitanti di inverno, trecento d'estate. Anche in questo caso comincia l'opera di ricerca dei contatti più stretti. E, via via, si scoprono positivi il marito, la cognata, due suoceri, il figlio di 8 anni. E così di seguito, fino ad arrivare ad intaccare tre famiglie.

 

Per carità: nessuno sta male, sono tutti in isolamento domiciliare. Ma in un paese così piccolo, dove tutti si conoscono e vivono gomito a gomito, esplode la psicosi. Il sindaco Chiappini si barrica in Municipio fino a notte. Il suo telefono bolle, i compaesani chiedono informazioni, sono impauriti.

 

walter chiappini

 La tensione cresce finché il primo cittadino decide di invitare la cittadinanza a uno screening di massa. «Abbiamo fatto 147 tamponi - dice Chiappini -, con grande senso civico si sono presentati non solo i residenti, ma anche i dimoranti. Questo allungherà un po' le procedure per avere gli esiti. C'è anche il weekend di mezzo». Per questo, per evitare altri tre-quattro giorni di rischi e tensione, il sindaco istituisce la zona rossa nella frazione di Casamaina.

 

Almeno fino alla mezzanotte del primo settembre divieto di allontanamento, sospensione delle attività non essenziali, chiusura dei parchi e delle zone sportive, consentiti solo i rientri a casa per chi si trova fuori. «Non potevo aspettare - dice Chiappini -, mi avrebbero potuto accusare di non aver arginato il contagio». I primi 18 risultati sono già arrivati: tutti negativi, compreso il test a cui si è sottoposto il sindaco stesso. Per gli altri servirà ancora un po'. Il perché del contagio resta un mistero: anche perché qui, nell'Abruzzo forte e gentile, quello di montagna, nessuno si permette di gettare la croce ai turisti arrivati come forse non mai»

Ultimi Dagoreport

vance meloni trump le pen

DAGOREPORT - LA MEGA-BATOSTA SUBITA DA TRUMP ALLE MIDTERM PROVOCHERÀ UN EFFETTO DOMINO CHE RIBALTERA' NON SOLO GLI EQUILIBRI INTERNI AGLI STATI UNITI, MA QUELLI DI TUTTO IL MONDO – NEL PARTITO REPUBBLICANO USA CI SI PREPARA ALLA “GUERRA CIVILE” (BANNON DIXIT): IL 'MAGA' VANCE FRIGNA PER LA GUERRA IN IRAN, MA IL SUO NOME È ORMAI BRUCIATO. UNA SFIDA CON RUBIO FAREBBE DEFLAGRARE L’INCOMPATIBILITÀ TRA I “MAGA” E IL PARTITO REPUBBLICANO, CHE SOLO TRUMP SAPEVA TENERE - LA ROVINOSA CADUTA DELLA DESTRA SOVRANISTA AMERICANA, CHE FINO A IERI SEMBRAVA INARRESTABILE ANCHE IN EUROPA, TRASCINA ANCHE GIORGIA MELONI: L’EX TRUMPETTA ORA PROVA A MARCARE DISTANZA DAL TYCOON, MA È LEI STESSA, NEL NUOVO LIBRO DI VESPA, A DIRE CHE NON SI PENTE DEL SUO FLIRT CON IL TRUMPONE – PESSIME NOTIZIE ANCHE PER MARINE LE PEN (LA DEBACLE DELL'IDIOTA E' UNA SPINTA PER I PARTITI FRANCESI AD ALLEARSI) - SE LA FINE DEL TRUMPISMO DIVENTA UNA LAPIDE PER NETANYAHU, LA PROSSIMA VISITA DI PAPA LEONE XIV DAL TRUMPINO ARGENTINO JAVIER MILEI ASSUME TUTTO UN ALTRO SIGNIFICATO (LA MOTOSEGA SE LA PUO' METTERE IN QUEL POSTO) - IL RUOLO DI OBAMA, L'ASCESA DI JON OSSOFF, IL FLOP IN BORSA DI MUSK, IL PUTIN TRUMP-AZZOPPATO...

tajani meloni annarita patriarca

NAPOLISPIA! - FRATELLI D'ITALIA E FORZA ITALIA FIRMANO UN “PATTO DI NON ANNESSIONE”: NESSUNO DEI DUE PARTITI ACCOGLIERÀ PARLAMENTARI FUORIUSCITI DALL’ALTRO IN VISTA DELLE ELEZIONI – UN ACCORDO CHE HA UNA LOGICA INOPPUGNABILE, MA METTE NEI GUAI (POLITICAMENTE) LE MIRE DEI PICCOLI RAS LOCALI E STOPPA IL TRASLOCO DAGLI AZZURRI AI MELONIANI DI ANNARITA PATRIARCA, DEPUTATA DI FI SCHIERATA CON I “RIBELLI” DI GIORGIO MULÈ - LUNEDÌ PROSSIMO A NAPOLI SBARCA ARIANNA MELONI, IN PIENA CAMPAGNA ELETTORALE PER LA SUA CANDIDATURA ALLE POLITICHE…

adriano galliani helga costa

DAGOREPORT - SI ALLUNGANO I SOSPETTI DI CONFLITTO DI INTERESSE SU ADRIANO GALLIANI, CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA FIGC CONTRO MALAGO’: NON C’E’ SOLO LA GRANA DEL FIGLIO GIANLUCA, AZIONISTA DI UNA TECH COMPANY CHE FA CONCORRENZA ALLA LEGA SERIE A SUL FANTACALCIO. C’E’ ANCHE IL NODO DEL FIGLIO DELLA MOGLIE HELGA COSTA, ALAN RODRIGUEZ, CHE FA IL PROCURATORE SPORTIVO NELLA SCUDERIA DI BEPPE RISO (CHE HA CONCLUSO IN QUESTI ANNI DIVERSI AFFARI CON GALLIANI) - COME SI METTE L’EX BRACCIO DESTRO DI BERLUSCONI RISPETTO ALL’ARTICOLO 29 DELLO STATUTO FIGC CHE PARLA DI INCOMPATIBILITA’ IN CASO DI CONFLITTO DI INTERESSI? LA GIUSTIZIA SPORTIVA NON HA NULLA DA RILEVARE?

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?