AGENTI… DEL CAOS – IN FRANCIA, OLTRE CENTO ASPIRANTI MODELLE SONO STATE TRUFFATE DA UNA BANDA CHE LE ADESCAVA SU INSTAGRAM PROMETTENDO UNA CARRIERA NELLA MODA – AL CENTRO C’ERA UN 20ENNE, CHE SI SPACCIAVA COME L’AGENTE “STAN”, CHE OFFRIVA ALLE RAGAZZE VIAGGI IN PRIMA CLASSE, REGALI E ANTICIPI DA 2.400 EURO, PROVENIENTI DA ASSEGNI RUBATI – “STAN” ACCOMPAGNAVA LE RAGAZZE A COMPRARE VESTITI FIRMATI E IPHONE, FACENDOSI CONSEGNARE GLI ACQUISTI. POI, QUANDO L’ASSEGNO VENIVA ANNULLATO, LE VITTIME ERANO COSTRETTE A PAGARE TUTTO – I QUATTRO AVREBBERO RACIMOLATO UN BOTTINO DA ALMENO 125MILA EURO…
Estratto dell’articolo di Alessandra Coppola per il "Corriere della Sera"
È una truffa triste, a giovani donne della provincia francese che sognavano la moda e si sono ritrovate senza risparmi. Oltre cento, vittime di quattro uomini presto a processo a Parigi, in un’inchiesta che, come riporta Le Monde , potrebbe ulteriormente allargarsi.
Il quotidiano ha ricostruito la vicenda di alcune delle prede, tra le quali Lorelei, nome di fantasia, che postava felicemente sui social il suo desiderio di diventare modella. Il territorio di caccia per la banda è stato in particolare Instagram, nel periodo 2018-2020: stelline locali, partecipanti ai concorsi di Miss, belle ragazze in pose fotogeniche e ambizioni da influencer.
Individuato il profilo, tale «Stan» proponeva all’aspirante mannequin uno strabiliante servizio fotografico nella capitale. A convincerla — molto facilmente — arrivava un biglietto di prima classe sul Tgv, il treno veloce. […] E soprattutto un bonifico di 2.400 euro che a detta del truffatore sarebbero stati un anticipo sulle spese necessarie.
[…] Il sedicente «Stan», in realtà Benjamin N., vent’anni appena, portava le ragazze a fare shopping niente meno che sugli Champs-Elysées, vestiti firmati, iPhone ultimo modello, e si faceva consegnare tutto il bottino con una scusa. Prima che la malcapitata si rendesse conto che i 2.400 euro versati venivano da un assegna rubato, dunque le erano comparsi fugacemente sul conto in banca ma erano già spariti, ed era lei a rimetterci.
[…] «Il modus operandi era ben rodato — spiegano le avvocate di cinque delle vittime, Elise Martel e Barbara Eymere, a Le Monde — Contavano sull’ingenuità di ragazze molto giovani, ma anche su meccanismi di manipolazione mentale che possono funzionare per tutti: metterle a proprio agio, complici femminili, un’atmosfera di urgenza che impedisce di ragionare con lucidità».
«Quando ho sporto denuncia — dice Jeanne — mi hanno fatto capire che sono stata una cretina». Un’altra (anonima) era talmente frustrata da aver pensato di farsi giustizia da sola: «Volevo tendere un agguato a Benjamin e massacrarlo, i miei mi hanno dissuaso».
Lorelei, invece, è riuscita a reagire e a innescare l’inchiesta, perché si è accorta della truffa mentre era in auto con «Stan»: ha provato a chiamare la polizia, lui le ha strappato il telefono, lei ha gridato dal finestrino. Fine della corsa per la banda che ora deve rispondere di associazione a delinquere a scopo di truffa, ricettazione e furto di identità, con un bottino stimato per difetto a 125 mila euro.
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