donne in spiaggia con la mascherina coronavirus isola isole vacanza turismo turisti

IN ISRAELE SI LIBERANO DELL’OBBLIGO DELLA MASCHERINA. E IN ITALIA? SI PARLA ANCORA DI RIAPERTURE GRADUALI (ANNAMO BENE) – ANCHE BURIONI IN PRESSING:  “PERCHÉ, CON L'ARRIVO DELLA BELLA STAGIONE, NON RIAPRIRE SUBITO BAR, RISTORANTI E PURE TEATRI ALL'ESTERNO? A ME NON DISPIACEREBBE CENARE FUORI O ASSISTERE A UN CONCERTO” –- I VIROLOGI: "FUORI MENO RISCHI, MA NON ABBASSATE LA GUARDIA" - INSOMMA, DISTANZIAMENTO E MASCHERINA (CHE CI DOVRÀ ACCOMPAGNARE ANCORA A LUNGO…)

Francesco Grignetti per “la Stampa”

 

DONNE IN SPIAGGIA CON LA MASCHERINA

Israele revocherà l' obbligo di indossare mascherine all' aperto a partire da domenica.

La campagna vaccinale da quelle parti è praticamente finita e possono guardare oltre. In Italia, ci accontenteremmo di tornare presto, forse già a maggio, ad un minimo di normalità, passando per la riapertura delle attività all' aperto e la fine del coprifuoco serale.

 

Che siano bar o ristoranti, teatri o spazi per la musica, lo auspicano gli stessi scienziati che pure finora hanno frenato perché atterriti dalle curve del contagio. Il primo a venire allo scoperto è stato il professor Roberto Burioni, certo non un aperturista per partito preso. «I dati - ha scritto su Twitter il virologo dell' università Vita-Salute San Raffaele di Milano - indicano che il contagio all' esterno è molto raro. Perché, con l' arrivo della bella stagione, non riaprire subito bar, ristoranti e pure teatri all' esterno, non lesinando autorizzazioni? A me non dispiacerebbe cenare fuori o assistere a un concerto».

in classe con la mascherina

 

Ecco, l' arrivo del bel tempo, con il crescere della platea dei vaccinati e la garanzia che all' aperto la diffusione del virus non è più così micidiale, convince molti esperti.

Dice Raffaele Pregliasco, virologo e docente dell' Università Statale di Milano: «Capisco che bisogna fare qualche passo verso la normalità, anche sapendo che pagheremo un prezzo in termini di maggiori contagi. Perché è inevitabile aumentando le possibilità di contatto».

Secondo Pregliasco, comunque «si può procedere secondo le evidenze della epidemiologia. Cioè tenendo nel debito conto la curva del contagio. Ma in estate le condizioni sono più favorevoli.Ci sono meno sbalzi termici, c' è più ventilazione. Bisognerà però usare le solite attenzioni. Innanzitutto le mascherine e il distanziamento».

vaccino burioni

La mascherina ci dovrà accompagnare ancora a lungo.

«Ormai - conclude Pregliasco - il suo uso è stato sdoganato.

 

Invece ci serve. Quando poi il numero dei vaccinati sarà alto e quello dei contagi tornerà più basso, e si potrà fare un credibile tracciamento, allora potremo anche abbassare la guardia».

Una volta tanto, su questo argomento i virologi la pensano suppergiù allo stesso modo. Dice Maria Rita Gismondi, direttrice del Laboratorio di microbiologia clinica dell' ospedale Sacco di Milano: «I decessi per Covid sono numeri terribili, accanto ai quali dovremmo però tenere presenti anche i posti di lavoro persi, i danni culturali e quelli psicologici. Per ridare ossigeno ad alcune attività, servono la distanza di sicurezza e le mascherine.

riaperture ristoranti 1

Dobbiamo preservarci con i vaccini e con il tracciamento». Oppure Francesco Menichetti, primario di Malattie infettive a Pisa: «Tutto quello che è all' aperto e può essere regolamentato nel numero di accessi e nel distanziamento è ora benvenuto. Soprattutto con la stagione estiva che presto arriverà».

 

Il ragionamento riecheggia nelle parole di Massimo Ciccozzi, epidemiologo dell' Università Campus Bio-Medico di Roma: «Aspettando l' immunità di gregge, non c' è una soglia minima oltre cui si può stare tranquilli.

 

RIAPERTURE RISTORANTI

Detto questo, se con l' estate avremo vaccinato almeno un 80% delle categorie più a rischio, almeno potremmo tirare un sospiro di sollievo. E a quel punto tutto dipenderà dall' andamento delle infezioni. E naturalmente dipenderà da noi. Perché è vero che in una sala di ristorante dove si rispettano le distanze, il rischio è minimo. Ancor di più se all' aperto. Ma se poi si vedono gli assembramenti all' entrata, è tutto inutile».

 

Il rischio, qualcuno l' ha calcolato con metodo scientifico. Un team di ricercatori del Politecnico di Torino e della New York University Tandon School of Engineering ha sviluppato un modello basato sulla teoria delle reti, calibrato sugli Stati Uniti: la generazione di focolai può essere efficacemente prevenuta soltanto se almeno il 60% della popolazione rispetta l' obbligo di mascherine e di distanziamento. «Una sola delle misure può non essere sufficiente», spiega il professore Alessandro Rizzo.

bar e ristoranti affollati in israele 5bar e ristoranti affollati in israele 1

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