sesso prete amore

IL PAESE E’ PICCOLO E LA GENTE MORMORA - IN PROVINCIA DI VARESE SI SCATENA UNA BARUFFA PERCHE’ UN’AVVOCATESSA SOSPETTA CHE IL PRETE ABBIA UNA STORIA CON UNA VEDOVA (E CHE SIA IL PADRE DELLA SUA BAMBINA) - DIMENTICANDO DI FARSI DUE ETTI DI CAZZI SUOI, LA DONNA SCRIVE ALLA DIOCESI E PURE AL VATICANO PER SOLLEVARE IL CASO - A QUEL PUNTO IL PRETE SI SOTTOPONE AL TEST DEL DNA, INIZIA UNA CAUSA PER DIFFAMAZIONE CON SCAMBIO DI ACCUSE E…

Claudia Osmetti per “Libero quotidiano”

 

prete 3

Un prete. Una vedova con una figlia. Le continue visite a casa della donna e i vicini che si lanciano occhiate di intesa.

 

Ma-vuoi-vedere-che... E poi la provincia. Quella provincia che, in questo caso, è l'hinterland di Varese, in Lombardia, ma che potrebbe tranquillamente essere il Fiorentino o il Romano o (perché no?) il Napoletano. Non è mica una questione geografica. L'Italia profonda, dei paesini dove ci si conosce un po' tutti e un po' tutto dà scandalo. Figuriamoci se di mezzo c'è un sacerdote il cui confessionale trabocca di pettegolezzi. Perché la gente parla, borbotta.

 

Ne girano talmente tante, di chiacchiere, su di lui e sul suo abito talare. Dicono che conviva more uxorio con una donna che ha recentemente perso il marito. Che parcheggi regolarmente l'auto sotto il suo palazzo, segno che è sempre lì: nel suo appartamento. Che l'accompagni a fare shopping, magari pure in vacanza, che le porti a spasso il cane. E dicono, addirittura, che a guardare bene, sì: sembra proprio esserci una "strana" somiglianza tra lui e la figlia di questa vedova. Una bambina che è una minore e non c'entra un tubo.

 

prete 2

ZERO DISCREZIONE

Non c'entra perché il don si sottopone (volontariamente) al test del dna e i risultati sono lì da vedere, allegati a una querela che trascina in tribunale un'avvocatessa.

Per diffamazione, sostiene il parroco, perchè lei, la legale (c'è anche una civilista nella trama di questa storia che pare uscita da un romanzo di Guareschi) scrive alla Diocesi. Al vescovo, al vicario episcopale.

 

Perfino al Vaticano. Vuole solo vederci chiaro. Ma parte il tiremmolla (i fatti sono del 2017, il giudizio è ancora in corso): «La mia assistita è una donna credente che si è posta una domanda legittima perché un pastore, per chi ha fede, è una figura di riferimento che deve rappresentare dei valori e dei principi. Lo sostiene anche il diritto canonico», racconta il difensore dell'imputata, l'avvocato Mauro Pagani.

 

prete 1

C'è un faldone aperto, a Varese, davanti al giudice di pace Fabio Del Re. Le lettere inviate alla Curia da una parte, l'accusa di diffamazione e il risultati del dna dall'altra. «La mia vocazione è la mia vita», commenta il prete in prima persona, davanti al magistrato e sulle pagine del quotidiano locale La Prealpina, «ed è stata messa in discussione per qualcosa che non ho fatto. Tutto questo è infamante e mi ha ferito interiormente».

 

«Nel 2018 il vescovo mi ha detto di evitare di incontrare quella famiglia», si sfoga, «di cui ero amico da quando la bambina frequentava l'oratorio per il catechismo e a cui mi sono sentito in dovere di essere di supporto morale e spirituale dopo che è morto suicida il padre». Però cominciano quelle voci, i condomini del palazzo in cui vive la donna ne discutono anche in assemblea e «facevo il cappellano militare, mi è stato chiesto di congedarmi: ho accettato per il bene dell'Ordinariato, ma è stata una scelta fonte di profonda frustrazione».

prete 4

 

TUTTO È PERDUTO

Gli anni che passano. La pandemia, i lockdown, i mille problemi. Le udienze. E adesso anche la richiesta del prete per i danni patrimoniali perché, oltre all'incarico di cappellano, ha perso anche lo stipendio (che è uguale a quello di un ufficiale dell'esercito). La donna e la figlia (che oramai tanto bambina non è più) si costituiscono parte civile al suo fianco. «Anche dagli atti dell'indagine, la descrizione dei comportamenti attuati è abbastanza curiosa», aggiunge l'avvocato Pagani, «ed è qui che si gioca il tutto, secondo me.

 

prete 3

Perché è lecito e, anzi, auspicabile che un sacerdote stia vicino a una famiglia provata dal dolore, ma come hanno testimoniato in tanti era presente a casa loro un giorno sì e l'altro pure. Tra l'altro le lettere che la mia assistita ha inviato, per chiedere chiarimenti e spiegazioni di una situazione che per lei era fonte di disagio, alle autorità religiose non sono state rese pubbliche. Per cui mi sembra fuori luogo parlare di diffamazione». Quel che è certo è che la provincia, quella provincia dove tenere un segreto è impossibile e dove ci vuole uno schiocco di dita per fare clamore, continuerà a parlare. Finché non arriverà a una sentenza.

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…