salvatore iacolino carmelo vetro giancarlo teresi

IN SICILIA DOVE C’È CORRUZIONE, C’È MAFIA – SALVATORE IACOLINO, EX PARLAMENTARE EUROPEO DEL PDL, NOMINATO DIRETTORE GENERALE DEL POLICLINICO DI MESSINA SOLO LA SCORSA SETTIMANA, È INDAGATO PER CONCORSO ESTERNO IN ASSOCIAZIONE MAFIOSA E CORRUZIONE AGGRAVATA PER AVER AGEVOLATO COSA NOSTRA NELL’AMBITO DELL’INCHIESTA CHE OGGI HA PORTATO ALL’ARRESTO DI UN DIRIGENTE REGIONALE E DI UN IMPRENDITORE MAFIOSO: IL DIPENDENTE AVREBBERO FAVORITO L’AZIENDA DEL BOSS CARMELO VETRO IN CAMBIO DI TANGENTI...

INTASCAVA TANGENTI DA BOSS, IN CARCERE DIRIGENTE REGIONE SICILIANA

giancarlo teresi 1

(ANSA) - Avrebbe fatto avere lavori a una società di un mafioso in cambio di soldi: con l'accusa di corruzione aggravata dall'aver favorito Cosa nostra, e in particolare il boss di Favara (Ag) Carmelo Vetro, è stato arrestato Giancarlo Teresi, dirigente regionale del dipartimento delle Infrastrutture e Mobilità della Regione Siciliana. In carcere per gli stessi reati è finito anche il capomafia Agrigentino.

 

Nell'indagine sono coinvolti tra gli altri anche il fratello di Vetro, Salvatore e Antonio Lombardo, dipendente e amministratore formale della società dell'imprenditore mafioso. Secondo l'accusa, per anni Teresi avrebbe "asservito la propria funzione" agli interessi privati del boss di Favara, in passato condannato per mafia a 9 anni con sentenza ormai definitiva, ricevendo in cambio diverse tangenti.

carmelo vetro 1

 

Solo tra marzo, luglio e agosto dello scorso anno sarebbero tre le dazioni di denaro accertate. Sotto la lente di ingrandimento degli inquirenti sono finiti i lavori per bonifiche, dragaggi, ripascimenti costieri e per il conferimento in discariche autorizzate dei sedimenti rimossi dai fondali marini commissionati dal dipartimento di Teresi per i porti di Marinella di Selinunte, Scicli-Donnalucata e Terrasini.   

 

Teresi avrebbe sistematicamente sponsorizzato e favorito la società gestita occultamente da Vetro, la Ansa Ambiente s.r.l., che si occupa di intermediazione e commercio di rifiuti. Il dirigente, attraverso gli accordi corruttivi, avrebbe permesso a Vetro di bypassare l' ostacolo rappresentato dalle misure di prevenzione subite e la normativa in materia di interdittiva antimafia consentendogli di svolgere di fatto l'attività imprenditoriale "in un settore delicatissimo, quale quello dei rifiuti, guadagnare denaro e prestigio negli ambienti criminali", anche alla luce dei suoi rapporti con personaggi come Giovanni Filardo, cugino di Matteo Messina Denaro.

 

salvatore iacolino 3

MAFIA: NEO DIRETTORE POLICLINICO MESSINA INDAGATO PER CONCORSO ESTERNO

(ANSA) - La Procura di Palermo ha disposto una serie di perquisizioni nelle abitazioni e negli uffici del direttore generale del Policlinico di Messina ed ex parlamentare europeo del Pdl Salvatore Iacolino. Nominato alla guida del nosocomio della Città dello Stretto la settimana scorsa, Iacolino è indagato per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione aggravata dall'aver agevolato Cosa nostra nell'ambito dell'inchiesta che oggi ha portato all'arresto per corruzione di un dirigente regionale e di un imprenditore mafioso.

 

salvatore iacolino 2

Secondo i magistrati della Dda di Palermo, guidati dal procuratore Maurizio de Lucia, il manager avrebbe messo a disposizione del boss di Favara suo compaesano, Carmelo Vetro, già condannato per associazione mafiosa, l'influenza e la rete di relazioni costruite grazie alla posizione ricoperta alla Regione come dirigente generale del dipartimento Pianificazione strategica dell'assessorato alla Salute e la sua esperienza politica, contribuendo al rafforzamento del clan di Favara.   

 

giancarlo teresi 3

All'ex deputato i pm contestano di aver sostenuto gli interessi economici del capomafia e di suoi uomini, come l'imprenditore Giovanni Aveni, dando loro informazioni su procedure amministrative in corso o agevolando incontri con importanti funzionari regionali come il manager dell'Asp di Messina Giuseppe Cuccì, la vicepresidente della commissione Antimafia siciliana Bernardette Grasso e il capo della Protezione civile Salvatore Cocina.   

 

carmelo vetro 2

Secondo l'accusa, inoltre, Iacolino, da direttore generale della Pianficazione strategica dell'assessorato alla Salute avrebbe compiuto atti contrari ai propri doveri d'ufficio, attraverso continue sollecitazioni nei confronti dei vertici amministrativi dell'Asp di Messina su procedimenti amministrativi indicati da Vetro. L'ex eurodeputato avrebbe poi omesso di segnalare che Vetro era stato condannato per mafia e avrebbe anzi agevolato la creazione di canali riservati con figure di vertice dell'amministrazione regionale per fargli ottenere lavori nel settore pubblico. In cambio avrebbe ricevuto finanziamenti per campagne elettorali e promesse di assunzioni di lavoratori.

salvatore iacolino 1

 

MAFIA: PER GLI INQUIRENTI IACOLINO ERA A DISPOSIZIONE DEL BOSS DI FAVARA

(ANSA)  - Nasce dalla scoperta di un sistema consolidato di corruzione collegato ad appalti assegnati dalla Regione l'indagine su Salvatore Iacolino, da pochi giorni nominato direttore generale del Policlinico di Messina ora indagato per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione aggravata. Gli inquirenti avrebbero accertato stretti legami tra Carmelo Vetro esponente della famiglia mafiosa di Favara e il manager. Vetro, figlio di un capomafia, avrebbe nel tempo messo a frutto anche importanti relazioni derivanti dalla sua appartenenza alla massoneria.

giancarlo teresi 2

 

Secondo i magistrati, che hanno disposto perquisizioni nelle case dell'indagato, Iacolino sarebbe stato a totale disposizione del boss suo compaesano assicurando prospettive imprenditoriali alla società a lui riconducibile, l'ANSA Ambiente.

 

Il manager, in cambio, avrebbe segnalato al mafioso persone che aveva interesse a fare assumere in una società che operava nel Messinese e in un caso avrebbe messo il boss in contatto con altri esponenti politici, come la vicepresidente dell'Antimafia regionale Bernadette Grasso, perché questa potesse raccomandare suoi protetti. Vetro in sostanza avrebbe sfruttato sistematicamente il compaesano per instaurare e consolidare rapporti con figure apicali dell'amministrazione regionale, nel settore dei lavori pubblici e della sanità.

 

giancarlo teresi 4

Tra le vicende sospette indicate dai magistrati ci sono la procedura per l'accreditamento regionale per prestazioni sanitarie della società ARCOBALENO s.r.l. riconducibile a Giovanni Aveni, imprenditore in affari con il boss favarese e da questi segnalato al manager e la revoca dell'accreditamento regionale sempre nel settore sanitario alla ANFILD ONLUS di Messina che era di un concorrente di Vetro. Iacolino, oltre a rendersi disponibile a interessarsi per gli adempimenti amministrativi di competenza del suo ufficio, avrebbe sollecitato più volte i direttori generale e amministrativo dell'ASP di Messina e creato un canale diretto riservato tra questi, Vetro e Aveni. Anche Aveni risulta indagato.

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