tina rispoli tony colombo

AMORE E MALAVITA – LE INTERCETTAZIONI CHE HANNO PORTATO ALL’ARRESTO DI TINA RISPOLI E DEL MARITO, IL CANTANTE NEOMELODICO TONY COLOMBO, SVELANO IL RAPPORTO DELLA COPPIA TRASH CON IL CLAN CAMORRISTICO DI LAURO: “TINA COMANDA GLI UOMINI, HA RADDOPPIATO GLI AFFARI” – I DUE AVREBBERO RICICLATO IL DENARO DI VINCENZO DI LAURO, SECONDOGENITO DEL PADRINO DI SCAMPIA “CIRUZZO ‘O MILIONARIO”: “ADESSO STANNO A POSTO PERCHÉ IL CANTANTE GLI HA PULITO TUTTI I SOLDI” – IL DEBITO DI 500MILA CHE TONY COLOMBO AVEVA CON IL PRIMO MARITO DI TINA RISPOLI, IL BOSS GAETANO MARINO...

Estratto dell’articolo di Dario Del Porto per https://napoli.repubblica.it/

 

il matrimonio di tony colombo e tina rispoli 7

«Adesso stanno a posto perché il cantante gli ha pulito tutti i soldi»: questa frase intercettata dai carabinieri del Ros spiega molte cose degli interessi che legavano il 37enne neomelodico palermitano Tony Colombo e la moglie Tina Rispoli, vedova del boss Gaetano Marino ucciso in un agguato a Terracina il 23 agosto 2012, a Vincenzo Di Lauro, 48enne secondogenito del padrino di Scampia “Ciruzzo ‘o milionario”.

 

Le nozze trash al Maschio Angioino, accompagnate da un concerto in piazza del Plebiscito e da una sfilata con tanto di trampolieri e carrozza bianca lungo corso Secondigliano, avevano proiettato Tony e Tina alla ribalta dei talk show nazionali.

 

il matrimonio di tony colombo e tina rispoli 3

Ora però la coppia è in carcere, accusata di concorso in associazione camorristica nell’indagine, coordinata dai pm Maurizio De Marco e Lucio Giugliano, che ricostruisce le ramificazioni economiche del clan Di Lauro e porta agli arresti 28 persone. Di queste, 18 sono in cella, compreso un ex autista in servizio presso la Direzione distrettuale antimafia.

 

[…] «Tony Colombo aveva un debito con Tina Rispoli di cinquecentomila euro maturato nel 2012 dopo la morte di Gaetano Marino», racconta ai magistrati il collaboratore di giustizia Gennaro Carra. Il rapporto fra il cantante e la vedova del boss comincia così.

 

tony colombo e tina rispoli dalla d'urso 3

Dopo l’omicidio, secondo i magistrati, la donna eredita gli affari del marito e, si legge nell’ordinanza del gip Luca Della Ragione, «tra tutti gli altri asset, va indicata anche la luminosa carriera del cantante neomelodico». Colombo si ritrova «fidelizzato al clan con un mutuo così oneroso da non poter essere restituito e quindi legato sempre più da un vincolo anche personale alla Rispoli». La relazione comincia nel 2015, nel 2019 i due si sposano. Per Vincenzo Di Lauro, il secondo dei dieci figli del padrino, questa relazione diventa un’opportunità.

 

tony colombo e tina rispoli dalla d'urso 4

Il marchio Corleone. «Sto preparando uno spot per la radio. Prendiamo tutto il popolino. Quelli che spendono. Li distruggiamo tutti», scrive Colombo via Whatsapp a Di Lauro junior. È l’autunno del 2017, i due lavorano a un progetto ambizioso: il marchio di abbigliamento “Corleone” depositato dal cantante di cui, nella ricostruzione degli inquirenti, Di Lauro «è socio occulto». Il capoclan partecipa alle spese di stampa e di gestione e utilizza per la distribuzione un negozio ritenuto a lui riconducibile, “Different 360”.

 

Ne parla anche il collaboratore di giustizia Salvatore Tamburrino, colui che, dopo aver ucciso la moglie, fece arrestare l’allora superlatitante Marco Di Lauro, quarto figlio di “Ciruzzo”: «Vincenzo voleva fare una società con Tina Rispoli eventualmente sfruttando la visibilità mediatica di Tony, per un marchio di abbigliamento a nome Corleone».

 

il matrimonio di tina rispoli e tony colombo 8

[…]  Di Lauro jr intravede grandi possibilità di guadagno nella produzione di sigarette di contrabbando in fabbriche clandestine autonome affidata a manodopera bulgara. Tony si mette alla ricerca di un capannone in provincia di Roma. La coppia, emerge dalle intercettazioni, finanzierà con 35mila euro uno di questi opifici, ad Acerra, attraverso il fratello di lei, Raffaele Rispoli, oggi indagato e raggiunto da un provvedimento di custodia in carcere, e con denaro proveniente da un prestito.

 

Ma a dicembre del 2018 la Finanza lo sequestra e scopre 30 tonnellate di tabacco. «Hai saputo, hanno preso il capannone di Raffaele», scrive Colombo a Tina Rispoli. Lei trasecola: «Mio Dio».

 

il matrimonio di tina rispoli e tony colombo 7

«Tina comanda gli uomini». Un’amica di Raffaele Rispoli definisce Tina «una donna che comanda gli uomini, comanda i fratelli ed è stata capace di raddoppiare i suoi investimenti». Nelle intercettazioni, Tina non usa mezzi termini quando reclama la restituzione di un prestito. Dopo un pagamento, la coppia Rispoli-Colombo deride il creditore: «Bello, tutto bene - dice lei - Li abbiamo cambiati e me li sono mangiati pure».

 

I rapporti fra Tony Colombo e Vincenzo Di Lauro riguardano anche il pagamento di canoni di locazione per un supermercato realizzato in un locale riconducibile, per i pm, a Tina Rispoli. Il cantante reclama ripetutamente il pagamento. «Non ti dimenticare...non ci abbandonare, Enzo...lupacchiotto», dice in un messaggio vocale inviato a Di Lauro.

 

il matrimonio di tina rispoli e tony colombo 5

[…]  I carabinieri del Ros ipotizzano che la casa discografica di Tony Colombo venisse utilizzata da Di Lauro per «incontri riservati con esponenti di vertice» di altri clan. In un’intercettazione del 2018, Raffaele Rispoli racconta che «Enzuccio si doveva incontrare con il figlio di Valentino Gionta», storico padrino di Torre Annunziata, proprio negli studi del cantante. Alla vista di un’auto in borghese delle forze dell’ordine, Di Lauro e Gionta erano riusciti a scappare «attraverso gli uffici». In realtà, in quella data i figli di Gionta erano detenuti. «Probabilmente si trattava di un nipote», argomentano i Ros.

 

Nella rete di relazioni di Vincenzo Di Lauro c’erano professionisti e insospettabili. Come Gennaro Rizzo, 58enne autista per la Direzione distrettuale antimafia fino al 2019. Adesso è in carcere per concorso esterno. Si era «messo ad incondizionata disposizione» per procacciare notizie riservate o come prestanome. L’uomo sarebbe stato disponibile addirittura a partecipare a una rapina a un imprenditore «funzionale al clan».

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