israele gaza

ISRAELE SI È IN-GAZA-TO – CONTINUANO GLI ATTACCHI AEREI DELLO STATO EBRAICO E I LANCI DI MISSILI DA PARTE DI HAMAS. IERI SERA SU TWITTER L’ESERCITO ISRAELIANO HA ANNUNCIATO L’AVVIO DELLE OPERAZIONI DI TERRA, SALVO POI SMENTIRE. È UNA GAFFE O L’HANNO FATTO APPOSTA? INTANTO LA TENSIONE NON CALA. DA GAZA SONO PIOVUTI 1600 RAZZI A CUI L’AVIAZIONE DI TEL AVIV HA RISPOSTO CON 600 ATTACCHI. CON IL RISCHIO DEL SECONDO FRONTE, QUELLO DEL NORD: IERI SONO PARTITI TRE MISSILI ANCHE DAL LIBANO… - VIDEO

 

ESERCITO ISRAELE, COLPITI 150 OBIETTIVI A GAZA NELLA NOTTE
(ANSA)
- ROMA, 14 MAG - Per tutta la notte, circa 160 aerei dell'Esercito israeliano hanno colpito oltre 150 "obiettivi sotterranei" nel nord della Striscia di Gaza. Lo riferisce un comunicato delle Forze armate d'Israele citato dal Guardian. Parallelamente ai raid aerei forze di terra, artiglieria e truppe corazzate si sono schierate lungo il confine e hanno sparato centinaia di proiettili di artiglieria e carri armati. L'obiettivo degli attacchi, si legge ancora nel comunicato, era la rete dei tunnel sotterranei di Hamas, della quale "sono stati distrutti molti chilometri".

 

ISRAELE: TRE RAZZI LANCIATI DAL LIBANO DEL SUD, FINITI IN MARE

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Da www.tgcom24.mediaset.it

 

L'esercito israeliano ha fatto sapere che in serata tre razzi sono stati lanciati dal sud del Libano verso il mar Mediterraneo a largo delle coste della Galilea. Secondo i protocolli, le sirene d'allarme non hanno suonato.

 

ISRAELE ATTACCA GAZA, MA LE TRUPPE NON SONO ANCORA NELLA STRISCIA

Da www.ansa.it

 

Continuano gli attacchi aerei di Israele su Gaza e i lanci di missili da parte di Hamas, secondo il live blog di Al Jazeera che cita Safa Press. L'agenzia riferisce di "nuovi raid israeliani su Gaza" in particolare "contro la parte orientale e settentrionale di Gaza City".

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Al Jazeera segnala anche segnalati colpi di artiglieria e bombardamenti ella città di al-Fakhari, a est di Khan Yunis.

 

Per tutta la notte, circa 160 aerei dell'Esercito israeliano hanno colpito oltre 150 "obiettivi sotterranei" nel nord della Striscia di Gaza, riferisce un comunicato delle Forze armate d'Israele citato dal Guardian.

 

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Parallelamente ai raid aerei forze di terra, artiglieria e truppe corazzate si sono schierate lungo il confine e hanno sparato centinaia di proiettili di artiglieria e carri armati. L'obiettivo degli attacchi, si legge ancora nel comunicato, era la rete dei tunnel sotterranei di Hamas, della quale "sono stati distrutti molti chilometri".

 

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Il portavoce militare israeliano Jonathan Conricus ha fatto sapere - contrariamente a quanto comunicato in un primo momento - che "attualmente non ci sono truppe di terra all'interno della Striscia di Gaza". "L'aviazione e le truppe di terra stanno attualmente conducendo attacchi su obiettivi nella Striscia", ha aggiunto Conricus, adducendo "un problema di comunicazione interno".

 

Il Times of Israel prova a spiegare la clamorosa gaffe dell'esercito israeliano, che la notte scorsa attraverso un suo portavoce ha prima annunciato l'avvio delle operazioni di terra a Gaza e dopo un paio d'ore ha precisato che invece le truppe non erano mai entrate nella Striscia, adducendo "un problema interno di comunicazione".

 

 

"Le forze di difesa israeliane - scrive il giornale sul suo sito web - sembrano aver indotto erroneamente i media stranieri a credere che l'esercito avesse lanciato un'invasione di terra nella Striscia durante il suo massiccio bombardamento del nord di Gaza.

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Nella sua dichiarazione iniziale in inglese, l'esercito ha espresso in modo ambiguo dove si trovavano le sue forze di terra durante l'attacco, dicendo che 'le truppe aeree e di terra dell'IDF stanno attualmente attaccando nella Striscia di Gaza'. Quando è stato chiesto di chiarire la questione, ovvero se ci fosse stata un'invasione di terra, il portavoce dell'IDF Jonathan Conricus ha risposto: 'Sì. Come è scritto nella dichiarazione. In effetti, le forze di terra stanno attaccando a Gaza. Questo vuol dire che sono nella Striscia'".

 

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Parole che Conricus tra l'altro ha ripetuto anche al corrispondente dell'ANSA a Tel Aviv che lo ha chiamato per avere conferma diretta dell'avvio dell'intervento di terra. Ma, continua Times of Israel, sebbene dire che l'esercito era dentro Gaza "fosse tecnicamente corretto", è stato fuorviante: "Alcune truppe dell'IDF erano effettivamente posizionate in un'enclave tecnicamente all'interno del territorio di Gaza, ma a tutti gli effetti sotto il controllo israeliano.

 

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Per questo la loro presenza lì non poteva rappresentare un'invasione di terra". "Tutto ciò - conclude il Times of Israel - ha portato alla diffusione di notizie false in tutto il mondo, incluso da parte del New York Times e del Washington Post, secondo cui Israele aveva lanciato una campagna di terra nella Striscia di Gaza, cosa che invece non aveva fatto".

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 "Ho detto che avremmo fatto pagare un prezzo molto alto ad Hamas. Lo facciamo e continueremo a farlo con grande intensità. L'ultima parola non è stata detta e questa operazione proseguirà per tutto il tempo necessario". Lo scrive il premier israeliano Benyamin Netanyahu in un messaggio pubblicato su Twitter dopo l'ingresso a Gaza di truppe di terra israeliane.

 

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Nel corso della giornata Israele aveva ammassato le truppe al confine con Gaza e richiamato altri riservisti: i piani per un ingresso via terra nella Striscia, aveva fatto sapere l'esercito, "sono pronti". La guerra con Hamas - mentre continuano i raid e il lancio di razzi su Tel Aviv e vicino agli aeroporti israeliani - rischia così di scivolare in uno scontro diretto sul campo e stasera si aggrava di un altro dramma: un'intera famiglia, compresi quattro bambini e la madre incinta, è rimasta uccisa in un pesante bombardamento israeliano nella zona di Sheikh Zayed, nel nord di Gaza, che ha provocato almeno 11 morti e 50 feriti, secondo la ricostruzione dell'agenzia palestinese Wafa. Al quarto giorno di conflitto le chance di un cessate il fuoco imminente appaiono ridotte al lumicino.

BENNY GANTZ BENJAMIN NETANYAHU

 

La comunità internazionale, malgrado gli appelli alla de-escalation e qualche timido tentativo di mediazione, sembra assistere impotente. L'unico deterrente ad una possibile invasione di terra potrebbe essere la grave situazione che Israele sta affrontando al suo interno, con le violenze incessanti tra ebrei ed arabi: un secondo fronte imprevisto e foriero di sviluppi devastanti.

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Che l'ingresso diretto a Gaza sia comunque un'opzione sul tavolo lo ha confermato il portavoce militare Hudai Zilberman, spiegando che le truppe ammassate al confine "si stanno preparando, stanno studiando il campo ed entreranno in azione quando sarà deciso". La decisione in queste ore drammatiche è al vaglio del governo.

 

benny gantz benjamin netanyahu

Nel frattempo, dopo le 5 mila unità dei giorni scorsi, l'esercito ha disposto il richiamo di altri 7 mila riservisti, privilegiando tuttavia esperti di Iron Dome e di intelligence, lasciando fuori fanteria e truppe corazzate che sono già schierate sul fronte di Gaza. Finora dalla Striscia sono piovuti su Israele circa 1.600 razzi, anche di nuova concezione, accompagnati dalla novità dei droni esplosivi. Razzi che hanno bersagliato il sud e le zone centrali del Paese.

 

L'aviazione ebraica ha risposto con circa 600 attacchi, soprattutto contro la catena di comando e di intelligence di Hamas e della Jihad e contro i lanciatori di missili anti tank: 60-70 i miliziani uccisi, secondo il resoconto dei militari. In particolare è stata centrata una struttura dei servizi di Hamas con "dozzine di terroristi operativi" all'interno.

 

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 Un edificio, hanno spiegato ancora i militari, che serviva come comando principale per la sua rete di sorveglianza. Il bilancio, secondo il ministero della Sanità di Gaza, è salito a 103 morti (compresi 27 bambini e 11 donne), con oltre 500 feriti. Intanto, una raffica di razzi sono stati sparati dalla Striscia verso il nord e il sud di Israele, afferma l'esercito israeliano: le sirene sono risuonate anche anche nella città di Modin, a metà strada tra Gerusalemme e Tel Aviv, e Ashdod.

 

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Hamas, hanno sottolineato gli esperti, sta mostrando una crescente e innovativa capacità di fuoco, usando tra l'altro - come ha rivelato Abu Obeida, portavoce delle Brigate al-Qassam, ala militare dell'organizzazione - i nuovi razzi denominati 'Ayash250', che avrebbero una gittata di 250 chilometri. Sono questi ad essere stati lanciati verso l'aeroporto internazionale Ramon, a nord di Eilat, e piuttosto distante dalla Striscia.

 

Minaccia che ha portato le maggiori compagnie aeree europee e americane a sospendere i voli per l'aeroporto Ben Gurion almeno fino a sabato. Ma a preoccupare la leadership israeliana sono anche - o forse soprattutto - le violenze che da giorni, a partire dagli scontri di Gerusalemme, stanno infiammando le città miste con una vera e propria caccia all'uomo tra ebrei e arabi e tentati linciaggi da entrambe le parti.

 

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Il ministro della Difesa Benny Gantz ha quindi ordinato "un massiccio rinforzo" delle forze di polizia nel tentativo di raffreddare "gli attacchi contro civili ebrei ed arabi". "Siamo in stato di emergenza", ha detto Gantz, che ha disposto il rinforzo di 10 battaglioni della polizia di frontiera. "Nessun soldato - ha tuttavia precisato - sarà coinvolto in queste attività, visto che non fanno parte della missione dell'esercito".

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Una politica non condivisa dal premier Benyamin Netanyahu che invece da Lod - cittadina scintilla delle violenze - ha annunciato che per sedare i disordini Israele potrebbe "fare ricorso ad arresti amministrativi (ossia non convalidati da un giudice, ndr) ricorrendo anche ai soldati, come peraltro avviene anche in altri Paesi". Fatto sta che i disordini continuano a dilagare da sud a nord: da Bat Yam a Haifa, da Tiberiade al Negev alla periferia di Tel Aviv, fino ad Acco (S.Giovanni d'Acri), dove nei giorni scorsi è stato appiccato il fuoco ad uno dei più famosi ristoranti della città, 'Uri Buri', di proprietà di un ebreo.

 

un razzo da gaza colpisce un'autostrada in israele

Lo stesso è avvenuto per negozi e proprietà arabe. Una spirale difficile da contenere. Sul fronte politico infine sembra allontanarsi un governo di unità anti-Netanyahu. Il leader di Yamina Naftali Bennett stasera ha escluso di poter far parte di un esecutivo con Yair Lapid. Secondo alcuni media anzi Bennett riprenderà i colloqui proprio con il Likud di Netanyahu. La decisione pare legata proprio ai disordini tra arabi ed ebrei: al governo alternativo a Netanyahu si accreditava la possibilità che potesse essere sostenuto dall'esterno dai partiti arabi.

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