L’AUTO TEDESCA E’ KO (E SO’ CAZZI PER L’INDUSTRIA ITALIANA) - VOLKSWAGEN VUOLE DIMEZZARE LA GAMMA DI MODELLI AUTO CHE PRODUCE, PASSANDO DA 12 A 9 MILIONI DI VEICOLI L’ANNO - LA STRATEGIA DEL COLOSSO E’ CONTESTATA DAI LAVORATORI, CHE PROTESTANO DAVANTI AGLI STABILIMENTI - I SINDACATI VOGLIONO BLOCCARE I PIANI DI RISTRUTTURAZIONE INTERVENENDO NELL’ASSEMBLEA DEGLI AZIONISTI - IL PIANO PREVEDE TAGLI AL PERSONALE (L’AZIENDA RAGIONA SU 100 MILA POSTI DI LAVORO IN MENO) E LA CHIUSURA DI QUATTRO FABBRICHE IN GERMANIA - LE RICADUTE SI FARANNO SENTIRE ANCHE NEL NOSTRO PAESE, PER L'OCCUPAZIONE DELLE IMPRESE MANIFATTURIERE CHE FORNISCONO LA COMPONENTISTICA AL SETTORE DELL’AUTOMOTIVE CRUCCO...
Estratto dall’articolo di Francesco Bertolino per il “Corriere della Sera”
Gamma di modelli dimezzata, riduzione della capacità produttiva da 12 a 9 milioni di veicoli all’anno, concentrazione degli investimenti sull’auto. Questi i punti principali e noti della strategia per Volkswagen al 2030, annunciata ieri dal ceo Oliver Blume.
Il piano è stato presentato ieri dai manager del gruppo al consiglio di sorveglianza in una riunione lunga e tesa, preceduta da manifestazioni e proteste in molte fabbriche Vokswagen in Germania. [...]
Stando a voci non smentite, la strategia prevede 100 mila tagli all’organico — 120 mila, secondo la Bild — e la chiusura di quattro fabbriche in Germania.In particolare, gli impianti di Zwickau ed Emden andrebbero incontro a uno stop entro cinque anno, seguiti nel 2032 da dal sito di Hannover e nel 2034 da quello Audi di Neckarsulm.
Il piano contemplerebbe ancora la valorizzazione di alcune controllate, fra cui Lamborghini, Ducati ed Europcar. Determinerebbe infine lo scorporo del marchio Volkswagen dalla casa-madre, cosa che andrebbe a indebolire di molto le prerogative di co-gestione dei lavoratori e il potere di veto del Land della Bassa Sassonia sulle decisioni strategiche. [...]
L’opposizione dei lavoratori potrebbe bloccare i progetti di Blume. I rappresentanti dei dipendenti dispongono infatti di i 10 sui 20 seggi in consiglio e la loro approvazione è quindi necessaria per procedere con i piani di ristrutturazione. A meno che Blume non decida di sottoporli direttamente all’assemblea degli azionisti, portando il conflitto fra parti sociali a livelli mai visti in Volkswagen e in Germania.
In caso di bocciatura, in effetti, il manager avrebbe minacciato di convocare un’assemblea straordinaria per una sorta di voto di fiducia su di sé e sui suoi piani. Il Land della Bassa Sassonia, socio all’11,8% di Volkswagen, sarebbe contraria alla chiusura dei quattro stabilimenti ma favorevole a una loro riconversione ad altre produzioni.
Gli altri due azionisti rilevanti, la famiglia Porsche-Piech e il Qatar, sarebbero invece pronti a sostenere il manager con l’obiettivo di veder risalire i margini di profitto e i corsi azionari del gruppo.





