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“BIBI” SOFFIA SUL FUOCO PER RISOLLEVARSI NEI SONDAGGI – L’AVVERTIMENTO DELL’INTELLIGENCE ISRAELIANA SU UN PRESUNTO PIANO DELL’IRAN PER UCCIDERE TRUMP SERVE A NETANYAHU PER CONVINCERE IL TYCOON A RIPRENDERE LA GUERRA CON TEHERAN – GLI 007 AMERICANI SONO PRUDENTI SUL MESSAGGIO DEI COLLEGHI DELLO STATO EBRAICO: RITENGONO SIA UNA MOSSA PER CONDIZIONARE IL PRESIDENTE. NETANYAHU CROLLA NEI SONDAGGI, SUPERATO DALL'EX GENERALE GADI EISENKOT, E HA BISOGNO DI ALZARE LA TENSIONE IN VISTA DELLE ELEZIONI IN AUTUNNO – IL “DEFLAGRATO MENTALE” DELLA CASA BIANCA: “SE MI UCCIDONO HO LASCIATO ISTRUZIONI. BISOGNA BOMBARDARLI CON UNA POTENZA MAI VISTA PRIMA”

IRAN: TRUMP, SE MI UCCIDONO HO LASCIATO ISTRUZIONI

BENJAMIN NETANYAHU DONALD TRUMP

(LaPresse) - Donald Trump ha "lasciato istruzioni" nel caso l'Iran dovesse riuscire ad assassinarlo e le conseguenze per la Repubblica islamica sarebbero catastrofiche. "Sono sulla loro lista da molto tempo. È con questo che abbiamo a che fare", ha affermato il presidente in un'intervista al New York Post, in riferimento ai piani di Teheran per ucciderlo.

 

"L'unica cosa è che ho lasciato istruzioni: se dovesse succedere qualcosa, bisogna letteralmente bombardarli con una potenza mai vista prima", ha affermato Trump.

 

donald trump vertice nato ankara foto lapresse

Quanto alle notizie secondo cui questa settimana Israele avrebbe segnalato informazioni di intelligence su un complotto per eliminare il presidente americano, Trump ha indicato che non vi è alcun nuovo piano da parte dell'Iran, pur sottolineando che Teheran ne desidera la morte da anni. "No, no. Israele non ha trovato nulla. No, no", ha detto. "Sono il numero uno [nella lista degli obiettivi iraniani] da molto tempo; è così che vanno le cose, sa". Il presidente ha poi aggiunto: "Spero che sentirete la mia mancanza".

 

THE DONALD NEL MIRINO TRA GIOCHI DI SPIE E PRESSIONI ISRAELIANE

Guido Olimpio per il “Corriere della Sera”

 

Gadi Eisenkot

L’ omicidio mirato è parte dello scontro che oppone lo schieramento Usa-Israele all’asse Iran-milizie sciite. Molte le eliminazioni fisiche dei dirigenti iraniani, episodi che hanno alimentato la voglia di vendetta da parte della Repubblica islamica, ancora prima dei recenti conflitti. E questo ha determinato un flusso di rivelazioni su piani veri o presunti per assassinare Donald Trump.

 

Nelle scorse ore il nuovo allarme. Israele ha informato Washington su un progetto dei mullah decisi a far fuori il presidente americano. La nota segue storie analoghe accompagnate da inchieste giudiziarie.

 

[...] Teheran [...] ha un conto aperto con Trump per l’assassinio del generale Qasem Soleimani, dilaniato dal raid di un drone statunitense a Bagdad nel gennaio 2020. Una perdita grave per l’Iran visto quanto fatto dall’esponente dei guardiani. Ha diretto per anni la divisione Qods — operazioni speciali —, ha sviluppato i rapporti tra le fazioni sciite in Medio Oriente trasformandole in un «braccio» rilevante del sistema, ha disegnato la strategia nella regione.

 

benjamin netanyahu donald trump mar a lago 2

Non è un caso che da quello strike si siano moltiplicate le informative su rappresaglie dirette da parte dei guardiani. Sono apparse ricostruzioni, sempre smentite da Teheran, dove gli iraniani sono stati accusati di preparare colpi contro l’ex segretario di Stato Mike Pompeo, il consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton (oggi caduto in disgrazia perché critico verso il presidente), lo stesso Trump. Qualcuno ha poi ricordato come lo scrittore Salman Rushdie sia stato vittima di un’aggressione decenni dopo la fatwa di morte di Khomeini.

 

Nel 2024 c’è stata l’incriminazione di tre delinquenti comuni a New York che sarebbero stati reclutati dai pasdaran per eseguire omicidi negli Stati Uniti. [...]

 

IL VIDEO DEL BOMBARDAMENTO AL DEPOSITO DI MUNIZIONI DI ISFAHAN PUBBLICATO DA DONALD TRUMP

Sempre nel 2024, a novembre, la stampa americana aveva raccontato di un messaggio inviato dalla Repubblica islamica all’amministrazione Biden ormai in uscita: conteneva l’impegno a non attentare alla vita di The Donald.

 

La rassicurazione rappresentava un gesto distensivo per placare i timori della Casa Bianca. Un paio di mesi prima gli Usa, dopo aver raccolto indizi su possibili attacchi contro il tycoon, avevano messo in guardia Teheran sulle possibili conseguenze: lo considereremo un atto di guerra.

 

La guerra poi è arrivata sul serio ma per altre ragioni, scatenata dal patto Stati Uniti-Israele. E la decapitazione del nemico è diventata parte cruciale di una strategia che avrebbe dovuto provocare il collasso del regime. Così non è stato.

 

ali khamenei sulla tomba di qassem soleimani

I duellanti hanno cavalcato il momento, l’avviso israeliano è tornato utile a tutti. I pasdaran hanno ricordato, alla fine dei funerali di Khamenei, che la vendetta è legittima. Altrettanto baldanzoso Trump: «Vogliono eliminare il leader degli Stati Uniti, cioè me…Sono in tutte le liste. Ho visto stamattina che sono in ognuna di esse».

 

C’è, però, una coda determinata dai rapporti altalenanti tra Tel Aviv e Washington. Fonti anonime americane citate dalla Cnn sono apparse prudenti sul messaggio trasmesso da Israele. Paventano una mossa per condizionare il presidente.

 

Gadi Eisenkot

L’ennesima indiscrezione che rilancia le diffidenze di una parte dell’amministrazione nei confronti dell’alleato e non solo per le questioni di intelligence.

 

LA STRATEGIA DELL’ALLARME: BIBI SPERA NELLA GUERRA PER RISALIRE NEI SONDAGGI

Estratto dell’articolo di Francesca Caferri per “la Repubblica”

 

Quando il gioco si fa duro, sempre meglio chiamare al proprio fianco l’amico più forte e fidato. Questo deve aver pensato Benjamin Netanyahu quando ha visto il vento iniziare a girare a suo sfavore: perché dopo settimane di testa a testa, ieri i sondaggi hanno certificato per la prima volta che si andasse a votare oggi il primo ministro perderebbe la maggioranza per cederla all’ex capo di Stato maggiore Gadi Eisenkot: 21 seggi per il Likud contro 22 dell’ex generale e del suo Yashar, partito centrista; 49 quelli della coalizione di governo contro 61 dell’opposizione (esclusi i partiti arabi). Ancora più implacabili i numeri del testa a testa: il 48% degli elettori vorrebbe Eisenkot premier, solo il 41 Netanyahu.

benjamin netanyahu donald trump mar a lago.

 

Prevedendo tutto ciò, Netanyahu [...]  nei giorni scorsi ha chiesto a Donald Trump di poter andare a Washington per una «visita personale». [...] Ma dalla Casa Bianca l’invito per l’ottavo incontro diretto fra i due leader finora non si è materializzato.

 

Con il risultato che l’avviso su un nuovo complotto per ucciderlo, recapitato al team di Trump dagli 007 del Mossad e reso pubblico dal presidente Usa, è al momento il segnale migliore della vicinanza fra i due alleati che Netanyahu riesce a produrre sul palcoscenico nazionale e su quello internazionale.

 

guerra iran

Un’operazione che non appare troppo diversa da quella già messa in atto a inizio anno dal premier israeliano: allora con una presentazione alla Casa Bianca basata su informazioni riservate, riuscì a convincere Trump che un’operazione militare contro Teheran sarebbe stata rapida e risolutiva. Il presidente si fidò più di lui che dei vertici della sua difesa, assai perplessi.

 

Oggi lo scenario è mutato ma i fondamentali no: Israele riporta nel cuore della Casa Bianca la minaccia iraniana, spostando il focus questa volta sulla vita stessa del suo alleato più importante.

 

benjamin netanyahu donald trump mar a lago

Del resto, che il conto con Teheran per Netanyahu non fosse chiuso, ma solo sospeso, in Israele lo sanno tutti. [...]

 

Tenere alta la tensione, spingere per un ritorno alle armi è ciò che Netanyahu ha fatto dalle prime ore dopo l’entrata in vigore dell’accordo. I raid degli ultimi giorni, per quanto non lo abbiano coinvolto direttamente, vanno esattamente nella direzione che auspica: «L’umore in Israele è agrodolce e si può riassumere in poche parole: “Ve l’avevamo detto”. Le dichiarazioni di Trump sull’Iran (“Gente malata... feccia”) sono state come musica celestiale per le orecchie di Netanyahu. [...]

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