EMILIANO, UNO CHE MENAVA: "ERO CONSIDERATO PERICOLOSO" – L’EX PRESIDENTE DELLA PUGLIA, MICHELE EMILIANO, RICORDA I TEMPI D’ORO DELLE SUE RISSE A BARI VECCHIA INSIEME AL SUO MIGLIORE AMICO, GIANRICO CAROFIGLIO: “SEMBRAVAMO DUE ELEFANTI. LO MANDARONO AFFANCULO NEL TRAFFICO DI BARI VECCHIA. LUI SCESE PER REGOLARE I CONTI, IO NON POTEVO LASCIARLO SOLO” - CON LA SUA NUOVA COMPAGNA, GIOVANISSIMA, HA UNA FIGLIA DI OTTO MESI: “SONO DIVENTATO PRIMA NONNO, POI DI NUOVO PAPÀ PER LA QUARTA VOLTA. I MIEI FIGLI NON L’HANNO PRESA BENISSIMO” - “PAPA’ ERA FASCISTA. SONO COMUNISTA PER BERLINGUER. TRA SCHLEIN E CONTE SCLEGO ELLY. GIORGIA MELONI? E' FEROCE”
Estratto dell'articolo di Aldo Cazzullo,Tommaso Labate per il “Corriere della Sera”
michele emiliano antonio decaro
Michele Emiliano, da che famiglia proviene?
«Famiglia di militari. Mio nonno, Michele Emiliano, era maresciallo maggiore del Regio esercito e aveva fatto tre guerre. Libia. La Grande Guerra. Poi la Seconda Guerra mondiale lo sorprese in Albania, dove si occupava di radiocomunicazioni e logistica. Visto che con il solo stipendio dell’esercito non si campava, aveva tirato su un allevamento di polli a Durazzo. Mandava uova e galline tutti i giorni alla famiglia via mare col postale per Bari. Le “uove d’Albania”, con la e, erano ricercate perché meno care. Mio padre da grande non poteva soffrire uova e polli: ne aveva mangiati troppi».
Suo papà?
«Da ragazzo era stato calciatore professionista. Tanta serie C e una serie B sfiorata a Trani. Guadagnava bene. Quando conobbe mia mamma, figlia di un’importante famiglia di Gioia del Colle, lo scambiarono per un cacciatore di dote».
Si sbagliavano?
«E non di poco. Mio nonno materno fece un clamoroso fallimento. Ad aiutarli economicamente trovò solo mio padre, che lasciato il calcio era entrato in azienda».
E suo padre?
«Mio padre era fascista. E io comunista».
NANCY DELLOLIO MICHELE EMILIANO
Il suo miglior amico?
«Gianrico Carofiglio. Un giorno giravamo sulla Bianchina di sua madre...».
La macchina di Fantozzi.
«Sembravamo due elefanti. Lo mandarono affanculo nel traffico di Bari Vecchia. Lui scese per regolare i conti, io non potevo lasciarlo solo: ci ritrovammo in due contro trenta».
Carofiglio è un cultore di arti marziali.
«Io invece sono autodidatta: menavo e basta. Dei due quello considerato pericoloso ero io, per via della stazza. Ma il vero pericolo pubblico era Gianrico. Però, siccome era autorevole, sistemò gli avversari con un’occhiataccia».
Come mai era diventato comunista?
«Per Berlinguer. Andai ai suoi funerali. Ricordo quella folla immensa. Il silenzio rispettoso al passaggio di Almirante. La gragnuola di fischi per Craxi, che l’aveva fatto fischiare al congresso di Verona. Presi la tessera, ma entrando in magistratura dovette rinunciarvi».
Sa cosa dicono i suoi critici?
«Cosa dicono?».
Che lei indaga la Missione Arcobaleno voluta da D’Alema, e D’Alema la candida sindaco di Bari.
«È una menzogna. Io fui candidato a furor di popolo. Il centrosinistra mi scelse per i sondaggi schiaccianti, che vennero confermati dal voto».
MICHELE EMILIANO - ELLY SCHLEIN
E D’Alema?
«D’Alema non c’entrava nulla con l’inchiesta».
D’Alema aveva voluto la missione Arcobaleno.
«Mica era colpa sua se questi rubavano sugli aiuti. Però D’Alema non mi voleva sindaco. Non mi ha mai visto con simpatia, né allora né mai. Prese atto della scelta fatta: si trattava di portare a sinistra una città, Bari, che di centrosinistra non era e non è».
Oggi che non è più il governatore della Puglia fa lo scrittore. Per Solferino ha pubblicato L’Alba di San Nicola. Un po’ giallo, un po’ romanzo storico.
michele emiliano by edoardo baraldi
«C’è una ragazza che viene trovata uccisa all’alba della festa di San Nicola, un presunto assassino e un maresciallo, Michelangelo Piemontese, che non si rassegna a una verità precostituita. Sullo sfondo l’Italia che si prepara alla Guerra di Libia con Mussolini in versione socialista e pacifista, che si sdraia sui binari a Ravenna per fermare i treni militari. Il giallo diventa un intrigo internazionale perché il maresciallo Piemontese, che è un pasticcione con una moglie strepitosa, non si ferma davanti a nulla».
Il maresciallo Piemontese è l’alter ego del magistrato Emiliano?
«Un po’ si...».
Anche lei ha una compagna giovanissima.
«Conosciuta durante il Covid. Faceva la volontaria in un hub vaccinale».
michele emiliano giuseppe conte
Un’artista.
«Dipinge. E lavora col papà e il fratello, hanno un’azienda informatica; viene da un mondo lontanissimo dal mio. Ci siamo innamorati senza cercarlo, è successo».
Ed è nata Maria Antonietta, che oggi ha otto mesi, dopo tre figli grandi del suo primo matrimonio.
«Sono diventato prima nonno, poi sono diventato di nuovo papà per la quarta volta. Maria Antonietta a otto mesi è la zia di Enea, il figlio di mio figlio, che ne ha quattro».
I suoi figli come l’hanno presa?
«Non benissimo, ma hanno capito. Anche separarmi dalla mia ex compagna è stato molto doloroso, straziante. Ma innamorarsi e avere un figlio alla mia età è la cosa più straordinaria e meravigliosa che possa accadere nella vita».
Come si fa il papà a sessantasei anni?
matteo salvini michele emiliano
«Con i neonati sono un fenomeno: posso smontare il seggiolino dalla mia macchina e rimontarlo su un taxi in tempi da record. Con i grandi fare il papà è più complicato».
Le piace Elly Schlein?
«Può diventare presidente del Consiglio. Ma fare il leader del centrosinistra è molto più difficile che fare il leader del centrodestra, cui basta avere la ferocia del capo. Elly deve tenere tutti dentro. E ci sta riuscendo».
Conte?
«Ha già fatto il premier. Nessuno può dire che non lo saprebbe fare».
Dovendo scegliere tra Schlein e Conte?
«Schlein. E spero di darle una mano».
Giorgia Meloni?
«La ferocia non le manca. Ma la sua sembra una leadership indebolita. Anche perché mi pare che in ambito internazionale nessuno voglia per l’Italia una leadership stabile e forte. Certo Trump l’ha scaricata molto in fretta».


