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L’IMPORTANTE È PARTECIPARE – ALLA 76ESIMA EDIZIONE DEI "GOLDEN GLOBE" CI SI ESALTA PER LA PRESENZA DI TRE DONNE NELLA CINQUINA: UN EVENTO MAI ACCADUTO PRIMA, MA CHLOE ZHAO, REGINA KING, EMERALD FENNELL DOVRANNO FARE I CONTI CON IL FAVORITO DAVID FINCHER CON IL SUO “MANK” – UN MINUSCOLO PASSO IN AVANTI IN UN SETTORE DOVE LE QUOTE ROSA SONO PARI AL 20% E… - VIDEO

 

Giuseppe Sarcina per il "Corriere della Sera"

 

chloe zhao, regina king, emerald fennell

Chloe Zhao, Regina King, Emerald Fennell. Tre donne, tre registe al comando. È la nota più sorprendente e più interessante della 76esima edizione dei Golden Globe, la rassegna che spesso anticipa le scelte per gli Oscar.

L' ultima presenza femminile nella cinquina dei filmmaker risale al 2014, con Ava DuVernay e il suo Selma . Quest' anno la giuria, la Hoolywood Foreign Press Association, ha attinto in abbondanza alla produzione di Netflix , con alcune scelte obbligate come il film Mank di David Fincher o la serie The Crown .

il processo ai chicago 7 1

 

Da qui alla serata del 28 febbraio, quando verranno consegnati i premi con la cerimonia-show trasmessa dalla Nbc , si discuterà molto di un' egemonia, quella delle piattaforme streaming, che si consolida anno dopo anno.

Ma nell' era della pandemia, abbiamo assistito anche alla fioritura di talenti femminili.

Segnale importante. Secondo uno studio condotto dal «Celluloid Ceiling», la quota rosa è pari solo al 20% considerando tutti i i ruoli, dal regista al produttore esecutivo, nei 250 film più visti girati nel 2019. E ancora: le donne dietro la macchina da presa sono state solo il 14% nei 500 «top movies» dello scorso anno.

 

promising young woman 2

Ora abbiamo un tabellone dei Globe con gli uomini per la prima volta in minoranza: due su cinque. Anche se uno di loro, Fincher, appare il favorito con Mank , la storia dello sceneggiatore, interpretato da uno strepitoso Gary Oldman, che lavorò a Quarto potere con Orson Welles. Sarà un concorrente temibile anche Aaron Sorkin con Il processo ai Chicago 7 , la ricostruzione del processo a carico di un gruppo di manifestanti contro la guerra in Vietnam.

 

In ogni caso ecco Zhao, 38 anni, nata a Pechino, la prima asiatico-americana a comparire in questa categoria dei Globe. Si presenta con Nomadland , il viaggio della speranza verso il West di una donna rovinata dalla recessione del 2008-2011. L' opera ha vinto il Leone d' Oro nell' ultima edizione della Mostra del Cinema di Venezia.

nomadland 1

Poi due attrici, al debutto sulla sedia principale del set.

Regina King, 50 anni, nata a Los Angeles, già Oscar per la migliore attrice non protagonista nel 2019 in Se la Strada potesse parlare . In quello stesso anno la rivista Time l' ha inserita tra le 100 personalità più influenti nel mondo. Ha diretto uno dei lavori più attesi della stagione: Una notte a Miami , in cui ha immaginato la serata in cui Cassius Clay, dopo aver conquistato il titolo di campione del mondo dei pesi massimi, matura la decisione di annunciare la sua conversione all' Islam, con il nome di Mohammad Alì.

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I festeggiamenti diventano una lunga seduta di introspezione morale e politica tra afroamericani, con il grande pugile a confronto con gli amici Malcom X, Sam Cooke, «The King of the Soul», e la star del football Jim Brown. Il racconto si sviluppa nel febbraio 1964. Ma è evidente lo sforzo di Regina King e dello sceneggiatore Kemp Powers di dare profondità storica e culturale alla «questione razziale» vissuta negli Stati Uniti del 2020, il tempo di George Floyd e di proteste paragonabili, appunto, a quelle degli anni 60.

mank di david fincher

 

Scenario completamente diverso con Emerald Fennell, 35 anni, nata a Londra. Arriva ai Globe con il suo primo film, un thriller, Promising young woman e con una discreta popolarità come attrice. Tra l' altro ha interpretato Camilla Parker Bowles in The Crown .

Le opere di Fennell e di Zhao corrono anche nella sezione principale, quella del «miglior film», insieme con Mank , Il processo ai Chicago 7 e The Father di Florian Zeller. C' è anche un po' di Italia.

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Tra i migliori titoli in lingua straniera figura La vita davanti a sé di Edoardo Ponti, che dirige la grande protagonista, sua madre Sophia Loren, 86 anni.

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