belgio islam bigfoto

IL PETROLIO DIETRO LA WATERLOO DEL MULTICULTURALISMO – NEGLI ANNI ‘70 IL BELGIO SI E’ ‘VENDUTO’ ALL’ARABIA SAUDITA PERMETTENDO LA DIFFUSIONE DELL’ISLAM PIU’ INTEGRALISTA – E I PREDICATORI HANNO CRESCIUTO GENERAZIONI DI MUSULMANI RADICALI CON PASSAPORTO EUROPEO

Giulio Meotti per “Il Foglio” ri-pubblicato da “il Giornale”

 

Belgio cuore dell Europa Belgio cuore dell Europa


«Bruxellistan».«Belgistan».«Molenbeekistan». Si sprecano ormai le definizioni per indicare la trasformazione di quel paese fatto di caffè, di teatri, di circoli municipali, di carillon, nella base delle stragi di Parigi del 13 novembre. Per usare il titolo del libro di Felice Dassetto, sociologo dell' Università cattolica di Lovanio, è «L' iris et le croissant» (il giaggiolo, il simbolo di Bruxelles, e la mezzaluna islamica).

 

«Le antiche città del Belgio sono state le culle dell' arte e della cultura cristiana», ha scritto l' Economist qualche numero fa. «Ma così come il ruolo del cristianesimo è scemato, un nuovo credo, l' islam, sta guadagnando importanza».

Bruges in Belgio Bruges in Belgio


Come rivela un recente sondaggio del Centre Interdisciplinaire d' Etude des Religions et de la Laïcité, nella capitale dell' Unione europea i cattolici praticanti sono scesi al dodici per cento della popolazione, mentre il diciannove per cento sono musulmani praticanti. Succede allora che la città di Maaseik, resa famosa da Jan Van Eyck con la sua Adorazione dell' agnello mistico, sia diventata celebre per il reclutamento di jihadisti dell' Isis.


Come ha fatto Molenbeek, la «Piccola Manchester» che il sindaco socialista Philippe Moureaux definiva orgoglioso «laboratorio socio-multiculturale», a diventare il quartier generale del jihad europeo da Atocha al Bataclan, il «carrefour de l' islamisme», il crocevia dell' odio islamista in Europa, come lo definisce Libération?

RE BALDOVINO BELGIO ISLAMRE BALDOVINO BELGIO ISLAM

 

Nel 1974, il governo belga riconobbe ufficialmente la religione islamica. Fu il primo paese europeo. Il risultato immediato, nel 1975, fu l' inserimento della religione islamica nel curriculum scolastico. «Fu una decisione del re belga Baldovino», dice al Foglio Michael Privot, massimo islamologo belga e direttore dell' Enar, l' European Network Against Racism. Baldovino, il «re triste», cattolico e austero, aveva stabilito buoni legami con la monarchia saudita e il re Faisal.

 

Questo riconoscimento avvenne nel mezzo della crisi petrolifera, perché il Belgio cercava rifornimenti dall' Arabia Saudita. Nel 1974, i musulmani in Belgio erano alla prima generazione, lavoravano nelle miniere e volevano spazi per pregare nelle moschee. Allora non c' era autorità religiosa in Belgio.

 

Il re Baldovino offrì ai sauditi il Pavillon du Cinquantenaire con un affitto della durata di 99 anni. L' edificio sorge a duecento metri dal Palazzo Schuman e dal quartier generale dell' Unione europea; l' Arabia Saudita lo trasformò nella Grande Moschea del Cinquecentenario, diventando l' autorità islamica de facto del Belgio.

GRANDE MOSCHEA DI BRUXELLES BELGIO ISLAMGRANDE MOSCHEA DI BRUXELLES BELGIO ISLAM

 

Alla fine degli anni Novanta è nata una autorità formale, l' Esecutivo dei Musulmani in Belgio, che si occupa degli aspetti materiali, ma non degli aspetti teologici. Questo spazio è rimasto occupato dalla Grande Moschea sotto guida saudita».


Tre anni fa, documenti di WikiLeaks hanno rivelato tensioni fra il Belgio e l' Arabia Saudita. Bruxelles era molto preoccupata per il fondamentalismo islamico diffuso dalla Grande Moschea. Le autorità belghe ottennero così la testa del direttore, Khalid Alabri, un diplomatico saudita. Una scelta, quella fatta dal Belgio quarant' anni fa, criticata oggi anche dal ministro francofono belga Rachid Madrane, musulmano, che al giornale La Libre ha detto: «Il peccato originale del Belgio consiste nell' aver consegnato le chiavi dell' islam nel 1973 all' Arabia Saudita per assicurarci l' approvvigionamento energetico».

RE FAISAL BELGIO ISLAMRE FAISAL BELGIO ISLAM

 

Sono tante le propaggini saudite a Bruxelles. Il centro Imam al Bukhari coordina le attività culturali pro-saudite in Belgio, mentre il Centro islamico e culturale del Belgio (Cicb) è diventato la sede europea della Lega musulmana mondiale. L' obiettivo del Cicb è quello di «rafforzare la vita spirituale dei musulmani che vivono in Belgio», aprendo moschee e scuole coraniche.

 

Ma il Cicb, per fare qualche esempio, consiglia alle donne di consultare soltanto ginecologi femmine, scoraggia i giovani musulmani dal vendere birra e raccomanda ai musulmani di abbassare lo sguardo in presenza di una bella donna. Sermoni al Cicb chiamano Bruxelles «capitale dei kuffar» (infedeli).


Il patto col Belgio rientra in un più vasto progetto globale: dal 1979, le autorità saudite hanno speso più di sessanta miliardi di euro nella diffusione nel mondo del wahabismo, una visione dell' islam che si basa sul monoteismo assoluto (tawhid), il divieto di innovazioni (bid' ah), il rigetto di tutto ciò che non è musulmano, la scomunica dei «miscredenti» (takfîr) e la lotta armata (jihad). L' Arabia Saudita dona ogni anno un milione di euro alle venti moschee di Molenbeek per il loro rinnovamento e manutenzione.

 

PETROLIO ISLAM BELGIOPETROLIO ISLAM BELGIO

Alla Grande Moschea di Bruxelles, dono del re belga ai sauditi, si sono formati imam come Rachid Haddach, uno dei più popolari predicatori salafiti oggi a Bruxelles. Haddach gestisce la moschea Assouna di Anderlecht. Nelle sue tirate, Haddach spiega che i bambini musulmani in Belgio, anziché andare alla scuola materna, dovrebbero stare a casa fino all' età di sei anni in modo da non essere contaminati da un ambiente non islamico.

 

BELGIO ISLAM 2BELGIO ISLAM 2

La musica? «Faresti meglio a leggere il Corano». Il burqa? «Halal» (consentito).
E gli uomini devono farsi crescere la barba. Lo ha detto il Profeta. Così, mentre la Turchia si sforzava di portare avanti una opera di educazione religiosa non estremista, gli imam del Marocco, da cui veniva la maggioranza dei musulmani del Belgio (i futuri Salah Abdeslam), venivano egemonizzati dai sauditi con il loro approccio salafita e wahabita, lo stesso cui oggi si ispira lo Stato Islamico (non a caso l' Arabia Saudita è il primo paese per reclutamenti dell' Isis).


Nel 1978, la Grande Moschea di Bruxelles venne aperta al pubblico dopo un lungo restauro a spese dell' Arabia Saudita, in presenza del re Khaled Abdulaziz Al Saud e del monarca Baldovino. E nel 1983, con la firma di André Bertouille, ministro dell' Istruzione, un regio decreto approvò anche le operazioni della Lega Islamica Mondiale a Bruxelles, che secondo Felice Dassetto serve a trasformare l' Arabia Saudita nel «polo egemone di tutto il mondo musulmano».

ISLAM BELGIOISLAM BELGIO

 

«L' impatto dell' Arabia Saudita, attraverso la Grande Moschea, è stato forte, diffondendo tonnellate di libri gratuitamente in tutte le lingue per le moschee e le altre organizzazioni islamiche, copie del Corano», continua al Foglio Michael Privot. Libri che glorificano il jihad o dottamente spiegano che la moglie deve obbedire al marito «quando la invita a condividere il suo letto». «L' Arabia Saudita ha offerto numerosi contributi alla seconda e terza generazione di giovani musulmani disposti ad andare alla Mecca e Medina per imparare le scienze islamiche», dice Privot.

 

BELGIO TERRORISMO ISLAMBELGIO TERRORISMO ISLAM

«Oggi, a Bruxelles, il 95 per cento dell' offerta di corsi sull' islam è gestito da giovani predicatori formati in Arabia Saudita. I predicatori sauditi hanno anche tenuto centinaia di conferenze in tutto il Belgio e quindi hanno avuto un impatto fondamentale sulla comprensione dell' islam da parte delle nuove generazioni. In termini di diffusione della sua versione dell' islam, l' Arabia Saudita ha avuto una delle più potenti strutture politico-diplomatiche. E ne stiamo pagando il prezzo oggi».

BELGIO ISLAM 1BELGIO ISLAM 1


Paghiamo le conseguenze di quel ricatto suicida. Della trasformazione del giaggiolo in mezzaluna. E del Belgio che, anziché per la Madonna di Michelangelo a Bruges, ormai fa parlare di sé per Molenbeek, pied à terre della guerra santa islamica all' uomo qualunque europeo.

aeroporto bruxelles durante esplosioneaeroporto bruxelles durante esplosionebruxelles attentato feritibruxelles attentato feritiBRUXELLES ATTENTATI TERRORISTI BIG 1BRUXELLES ATTENTATI TERRORISTI BIG 1bruxelles aeroporto feritibruxelles aeroporto feritibruxelles attentati 14bruxelles attentati 14aeroporto bruxelles dopo attentati 2aeroporto bruxelles dopo attentati 2aeroporto di bruxellesaeroporto di bruxelles

 

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni ixe sondaggio

DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI SALAMELECCHI E LECCA-LECCA DA DONALD TRUMP, CHE LA INCORONÒ LEADER "ECCEZIONALE", "FANTASTICA", "PIENA DI ENERGIA’’ E ANCHE "BELLISSIMA"? - BRUTTO COLPO, VERO, SCOPRIRE CHE IL PRIMO DEMENTE AMERICANO SE NE FOTTE DELLA “PONTIERA” TRA USA E UE CHE SI È SBATTUTA COME MOULINEX CONTRO I LEADER EUROPEI IN DIFESA DEL TRUMPISMO, E ORA NON RACCATTA NEMMENO UN FACCIA A FACCIA DI CINQUE MINUTI, COME È SUCCESSO AL FORUM DI DAVOS? - CHISSÀ CHE EFFETTO HA FATTO IERI A PALAZZO CHIGI LEGGERE SUL QUEL “CORRIERE DELLA SERA” CHE HA SEMPRE PETTINATO LE BAMBOLE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI, IL DURISSIMO EDITORIALE DI UN CONSERVATORE DOC COME MARIO MONTI - CERTO, PER TOGLIERE LA MASCHERA ALL’INSOSTENIBILE GRANDE BLUFF DELLA “GIORGIA DEI DUE MONDI”, C’È VOLUTO UN ANNO DI ''CRIMINALITÀ'' DI TRUMP MA, SI SA, IL TEMPO È GALANTUOMO, I NODI ALLA FINE ARRIVANO AL PETTINE E LE CONSEGUENZE, A PARTIRE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO, POTREBBERO ESSERE MOLTO AMARE TRASFORMANDO IL ''NO'' ALL'UNICA RIFORMA DEL GOVERNO IN UN "NO" AL LEGAME DI MELONI CON LA DERIVA FASCIO-AUTORITARIA DI TRUMP... 

tommaso cerno barbara d'urso durso d urso francesca chaouqui annamaria bernardini de pace

FLASH – IERI SERA GRAN RADUNO DI PARTY-GIANI ALLA CASA MILANESE DI TOMMASO CERNO, PER CELEBRARE IL 51ESIMO COMPLEANNO DEL DIRETTORE DEL “GIORNALE” – NON SI SONO VISTI POLITICI, AD ECCEZIONE DI LICIA RONZULLI. IN COMPENSO ERANO PRESENTI L’AVVOCATESSA ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE E L’EX “PAPESSA” FRANCESCA IMMACOLATA CHAOUQUI. A RUBARE LA SCENA A TUTTE, PERÒ C’HA PENSATO UNA SFAVILLANTE BARBARA D’URSO STRETTA IN UN ABITINO DI DOLCE E GABBANA: “BARBARELLA” AVREBBE DELIZIATO I PRESENTI ANNUNCIANDO CHE, DOPO FABRIZIO CORONA, ANCHE LEI TIRERÀ FUORI QUALCHE VECCHIA MAGAGNA…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

DAGOREPORT – IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)

zelensky beltrame meloni putin

FLASH – CHI E PERCHÉ HA FATTO USCIRE IL DISPACCIO DELL’AMBASCIATORE “LEGHISTA” A MOSCA, STEFANO BELTRAME, RISERVATO AI DIPLOMATICI, IN CUI SI ESPRIMEVANO LE PERPLESSITÀ ITALIANE SULLE NUOVE SANZIONI ALLA RUSSIA, CON TANTO DI STAFFILATA ALL’ALTO RAPPRESENTANTE UE, KAJA KALLAS (“IL CREMLINO NON LA RICONOSCE COME INTERLOCUTRICE”)? NON SONO STATI I RUSSI, MA QUALCUNO DALL'ITALIA. EBBENE: CHI HA VOLUTO FARE UN DISPETTUCCIO A GIORGIA MELONI, CHE CI TIENE TANTO A MOSTRARSI TRA LE PIÙ STRENUE ALLEATE DI KIEV? -  PICCOLO REMINDER: BELTRAME, EX CONSIGLIERE DIPLOMATICO DI SALVINI AI TEMPI DEL VIMINALE, NELL’OTTOBRE DEL 2018 ORGANIZZÒ IL VIAGGIO DI SALVINI A MOSCA, AI TEMPI DELL’HOTEL METROPOL…