“LA BOMBA A RANUCCI? NU CINEMA!” – IN DIECI ORE DI INTERROGATORIO, PELLEGRINO D’AVINO E ANTONIO PASSARIELLO, DUE MEMBRI DELLA BANDA DI ESECUTORI MATERIALI DELL’ATTENTATO A CASA DEL GIORNALISTA, HANNO CONFERMATO CHE LA PISTA DELLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA (CHE RANUCCI AVEVA IPOTIZZATO) NON C’ENTRAVA NIENTE – CONFERMANO DI AVER RICEVUTO UN COMPENSO DI TREMILA EURO E SMENTISCONO LAVITOLA: “CI FU DATO MANDATO DI PIAZZARE UN ORDIGNO ESPLOSIVO, NON DI SPARARE QUATTRO COLPI DI PISTOLA, COME DICE VALTER. MA CREDEVAMO CHE FOSSE UNA SORTA DI SIMULAZIONE. SAPEVAMO CHE NESSUNO SI SAREBBE FATTO MALE, DOVEVA ESSERE UNA SCENEGGIATA” – LE FRASI DI TAVARES AL TG1 SONO MESSAGGI IN CODICE? DEPISTAGGI?
«LA BOMBA DOVEVA ESSERE UNA SCENEGGIATA» ECCO LA VERITÀ DEGLI ATTENTATORI DI RANUCCI
Estratto dell'articolo di Enrica Riera per “Domani”
Gomes Clesio Tavares con Antonio Passariello e Pellegrino DAvino - 22 luglio 2024 tiktok
Una maratona che si conclude quasi alle 8 della sera. È allora, dopo ben dieci ore, che gli avvocati Generoso Pagliarulo e Antonio Falconieri escono dal cancello principale del carcere di Rebibbia dove sono stati interrogati i loro assistiti.
«Ce simmo levate sto molare», dicono i due penalisti. Che […] confermano quanto annunciato nei giorni scorsi: «Pellegrino D’Avino e Antonio Passariello hanno parlato».
[…] Ora però i due bombaroli – padre e figlio rispettivamente, una vita trascorsa nei rioni Gescal dell’agro nolano e caratterizzata da disagio e miseria – hanno provato a fare un po’ di chiarezza.
Una volontà, la loro, che si è concretizzata dopo la delusione provata per il comportamento del presunto intermediario, a oggi latitante, Clesio Gomes Tavares.
D’Avino considerava il camerunese un fratello («Clesio fratm’», lo chiamava) tanto da avergli fatto battezzare il primo figlio. E poi? Cos’è successo? Dopo la bomba, l’amico Tavares è sparito, abbandonando a sé stesso il commando di fuoco, che ora è accusato di una sfilza di reati aggravati dalla modalità mafiosa.
valter lavitola e sigfrido ranucci al cefalu bistrot - foto di aldo torchiaro
[…] Dal mandato – piazzare un ordigno e non di sparare qualche colpo contro la villetta di Ranucci – fino alla mancata conoscenza del conduttore di Rai 3 e del presunto mandante Valter Lavitola, l’interrogatorio dei due bombaroli ha riguardato diversi altri punti. Tra le novità […] c’è il fatto che il commando […] credesse che la bomba fosse una sorta di simulazione. Questo, in sintesi, sarebbe stato detto loro una volta assoldati.
Tradotto: i quattro sarebbero stati certi che nessuno avrebbe sofferto le conseguenze dell’attentato proprio perché quello stesso attentato avrebbe dovuto essere una sceneggiata. Una sceneggiata alla napoletana.
[…] D’Avino e Pellegrino […] avrebbero confermato al pm dell’Antimafia di piazzale Clodio di aver ottenuto un compenso totale di tremila euro. Tremila euro, insomma, per una bomba. Bocche cucitissime su chi, come e quando abbia deciso che quell’ordigno dovesse avere una composizione precisa: gelatina da cava.
«Pellegrino e Antonio sono pentiti?» è la domanda che poniamo ai penalisti fuori dal carcere, a interrogatorio concluso. «Pentiti è un parolone», rispondono. Un’affermazione che conferma probabilmente quanto sostenuto dai bombaroli: quell’attentato avrebbe dovuto essere, così come prospettatogli, una mera sceneggiata. «Nu cinema», ha detto qualcuno fuori da Rebibbia. I rapporti tra il commando e gli altri anelli della catena, infine, sarebbero stati intrattenuti esclusivamente da Tavares.
Resta, dunque, il mistero del «dottore» di cui i bombaroli, intercettati, parlano nelle carte.
[…] Intanto a proposito di Tavares, il Tg1 l’ha scovato in Camerun, dove è latitante. «Lavitola resisti ed esci presto. Sì, Valter è mio socio, conosco alcuni degli arrestati per l’attentato, ma della bomba non parlo», ha detto al cronista Rai il factotum del ristoratore di Monteverde Vecchio.
E ancora: «Non sono latitante e se volessi scappare andrei in Russia dove conosco delle persone (Domani aveva già raccontato della presunta appartenenza dell’uomo in passato all’armata Wagner, ndr) e dove nessuno potrebbe chiedere estradizione». Il camerunense conclude: «Tornerò in Italia per parlare con i magistrati, le parole di Lavitola? Ognuno è responsabile di quello che dice e che fa». […]
Lavitola smentito dagli attentatori: ci fu chiesto di piazzare una bomba
Estratto dell'articolo di Ilaria Sacchettoni per il “Corriere della Sera”
[…] Pellegrino D’Avino e Antonio Passariello […] affidano tre ulteriori certezze nelle mani dei magistrati e in cambio, forse, guadagnano la possibilità di mitigare il carcere.
Punto primo: Valter Lavitola ha mentito almeno una volta. Quando, cioè, ha ridimensionato l’input criminale riducendolo al proposito di «sparare quattro colpi di pistola» contro l’abitazione del suo amico Sigfrido Ranucci.
Macché. Da Rebibbia i due «bombaroli» confermano che fu dato loro esplicito mandato di piazzare un «ordigno esplosivo» nei pressi di casa Ranucci. Dettagliando e spiegando meglio anche l’aspetto che riguarda la materia prima utilizzata, quella famosa gelatina da cava, instabile e desueta.
PELLEGRINO D'AVINO, UNO DEI QUATTRO DELLA BANDA DELL ATTENTATO A SIGFRIDO RANUCCI
Punto secondo: la delega criminale era accompagnata da un compenso non stellare ma, comunque, accettabile per l’operazione. Tremila euro in contanti, incassati dagli esecutori materiali del blitz. Più, probabilmente, qualche altra promessa mai mantenuta.
[…] Ma è forse il terzo punto quello di maggiore rilievo processuale. D’Avino e Passariello […] hanno parlato dell’iniziativa esplosiva come di una «sceneggiata senza conseguenze», un piano che aveva l’obiettivo di fare chiasso attorno alla vittima senza però far male a nessuno. Cinematografia pura, insomma. Parole che consolidano il quadro dell’antimafia.
[…] Si complica, a questo punto, la posizione degli altri due indagati, il mandante Lavitola e l’irreperibile Clesio Tavares.
Mentre è in corso una riflessione ulteriore sulla sua (quasi incontenibile) disponibilità alle interviste. Messaggi in codice? Depistaggi? Va capito.
GOMES CLESIO TAVARES INTEVISTATO DAL TG1 IN CAMERUN
In simultanea l’interrogatorio fiume dei due fa sparire, definitivamente, la pista della criminalità organizzata, dura a morire e ritenuta meritevole di approfondimento dallo stesso Sigfrido Ranucci.
L’idea di un protagonismo del clan camorrista dei Moccia, è ormai svanita, quel «Corrado» menzionato nelle carte e associato al clan era né più né meno che una suggestione.
Si apre, così, una nuova fase investigativa: la ricostruzione dei «bombaroli» dovrà essere confermata da nuovi riscontri. Ma la collaborazione offerta dai difensori dei due, più il fatto che, a loro dire, non vi era pericolo di fuga né di reiterazione del reato, potrebbero compiere il miracolo dei domiciliari, sempre che la Procura sia d’accordo. Lavitola (o i suoi difensori dello studio Cola) dovranno tener conto delle parole di D’Avino e Passariello. L’udienza del 7 settembre, di fronte ai giudici del Riesame, parrebbe l’occasione adatta. Il faccendiere promette di rendere dichiarazioni spontanee. Si vedrà quanto aderenti alla realtà dei fatti.
BOMBA FUORI DALLA CASA DI SIGFRIDO RANUCCI
"NOI PAGATI TREMILA EURO PER LA BOMBA A RANUCCI DOVEVA ESSERE UN CINEMA"
Estratto dell'articolo di Andrea Ossino per "la Repubblica"
GOMES TAVARES INTERVISTATO AL TG1
[...] Gomes avrebbe garantito loro che tutto sarebbe andato per il meglio, «nessuno si sarebbe fatto del male». Per questo, più che pentiti, si considerano raggirati. Del resto loro sono in carcere e Gomes in Camerun a farsi intervistare dal Tg1: «Non sono latitante e se volessi scappare andrei in Russia dove conosco e dove nessuno potrebbe chiedere estradizione.
Lavitola? Ognuno è responsabile di quello che dice e fa», afferma annunciando per l'ennesima volta un ritorno in Italia finora mai concretizzato. Anche gli esecutori parlano, ma con i pm: «Lavitola non so chi sia». «Non conosco Ranucci e neanche cosa sia Report», «Abbiamo guadagnato 3.000 euro». Una cifra irrisoria. [...]
GOMES CLESIO TAVARES INTEVISTATO DAL TG1 IN CAMERUN
GOMES CLESIO TAVARES INTEVISTATO DAL TG1 IN CAMERUN
sigfrido ranucci (7)
savierio mutone - arrestato per la bomba a casa di sigfrido ranucci
antonio passariello - arrestato per la bomba a casa di sigfrido ranucci
pellegrino davino - arrestato per la bomba a casa di sigfrido ranucci
il sondaggio by lavitola su ranucci leader del campo largo 6



