frana a niscemi fabio ciciliano nello musumeci

“LA QUANTITÀ DI MONTAGNA E DI MASSA FRANOSA CADUTA A NISCEMI È UNA VOLTA E MEZZA PIÙ GRANDE RISPETTO A QUELLA DEL VAJONT” – IL CAPO DELLA PROTEZIONE CIVILE, FABIO CICILIANO, PARLA DELLA PORTATA DELLA FRANA CHE STA AVANZANDO VERSO IL CENTRO CITTADINO DEL PAESE SICILIANO: SI CONTINUANO A SENTIRE BOATI E CEDIMENTI, SEGNO CHE IL FRONTE FRANOSO È ANCORA ATTIVO – E SE IL MINISTRO DELLA PROTEZIONE CIVILE, NELLO MUSUMECI, GIÀ GOVERNATORE DELLA REGIONE SICILIANA, ESCLUDE L’USO DEI FONDI DEL PONTE PER IL DISASTRO, LE OPPOSIZIONI LO INCHIODANO: “MUSUMECI AVEVA SUL SUO TAVOLO IL DOCUMENTO CHE INVITAVA A INTERVENIRE. L'UNICA COSA CHE PUÒ FARE È DIMETTERSI…”

 

1. LA FRANA A NISCEMI, CICILIANO: «È PEGGIO DEL VAJONT»

Estratto dell’articolo di www.gds.it

 

la frana di niscemi

«La frana di Niscemi è ancora attiva ed è proprio per questo che la fascia di rispetto dei 150 metri, a mano a mano che il fronte di frana continua a cadere, arretra verso il centro cittadino. Questa fascia di rispetto di carattere precauzionale arretra ogni qual volta il coronamento della frana entra dentro la città». Così il capo dipartimento della Protezione Civile Fabio Ciciliano, ospite al programma Start di Sky TG24, che ha aggiunto: «All’interno di questa fascia di 150 metri sono stati evacuati 1.276 cittadini di Niscemi, pari a 500 nuclei familiari.

 

la frana di niscemi

Queste persone ovviamente, in maniera precauzionale, sono state allontanate. All’interno di queste persone ci saranno coloro i quali non potranno mai più tornare nelle proprie case». Si tratta di abitazioni che «non solo non potranno più essere ripopolate ma andranno distrutte, sempre che l’arretramento della frana non ci pensi da sola. Già adesso è necessario pensare a una re-localizzazione di questi cittadini […]».

 

fabio ciciliano 4

Ciciliano anche dato un riferimento sulla portata del fenomeno franoso: «In questo momento stiamo parlando di un movimento franoso che è circa di 350 milioni di metri cubi. Per fare un paragone, il disastro del Vajont del 1963 ha movimentato 263 milioni. Quindi tecnicamente siamo quasi una volta e mezza la quantità di montagna e di territorio e di massa franosa che è caduta rispetto a quella del Vajont», ha continuato Ciciliano.

 

«Tecnicamente quando si sa che si costruisce su una zona fragile, al netto di quelle che sono le autorizzazioni amministrative, anche se le case sono a regola è di tutta evidenza che sono in un punto di assoluta gravità. Forse nel corso dei decenni era necessario evitare la costruzione sul fronte di frana, questo è chiaro e limpido», ha detto il capo della Protezione civile.

la frana di niscemi

«Mentre ci si approcciava con l’elicottero alla frana si è vista lingua che ha ceduto e il presidente del Consiglio mi ha detto che le immagini viste in tv non danno il senso di quanto sia imponente il fenomeno», ha continuato il capo d ella Protezione Civile. […]

 

2. NELLA NOTTE A NISCEMI PIOGGIA, BOATI E PAURA. «LA ZONA ROSSA SI ESTENDE». LE OPPOSIZIONI: «VIA MUSUMECI, MELONI VENGA IN AULA»

Estratto dell’articolo di Claudio Del Frate per www.corriere.it

giorgia meloni a niscemi 4

 

Dirottare i soldi del ponte dello Stretto per affrontare le conseguenze del ciclone Harry e della Frana di Niscemi? «Sono argomenti da caffè», taglia corto a Rtl 102.5, il ministro alla Protezione civile, Nello Musumeci. […]  

 

Il componente del governo ha in questo modo replicato all'ordine del giorno approvato dall'assemblea regionale della Sicilia con il quale si chiedeva di spostare 1,3 miliardi destinati al ponte alle opere di ripristino idrogeologico.  Ipotesi però esclusa dal ministro Salvini, che domani arriverà a Niscemi: «Quei fondi non sono dirottabili». 

 

la frana di niscemi

A Niscemi la situazione resta sempre critica. Nella notte sono stati sentiti diversi boati e ha continuato a piovere. Si sono uditi rumori, cedimenti, provenienti dal fronte franoso. Crolli e cedimenti che dimostrano come la frana che sta facendo scivolare la collina, continui a essere attiva.

 

La preoccupazione cresce perché anche nei prossimi giorni si prevede pioggia. La fascia di rispetto dei 150 metri arretra verso il centro cittadino e questo, come anticipato già ieri, lascia intendere che la zona rossa è destinata a estendersi. […]

 

nello musumeci

Ma resta in primo piano anche lo scontro politico. Il ministro Musumeci  ha detto di voler vederci chiaro sulle responsabilità delle autorità comunali visto che, come emerso ieri, dal 2018 nessuna segnalazione di rischio è stata avanzata dal municipio nisseno.  «L'ultimo allarme a Niscemi è stato del 1997, come tutti sanno.

 

Si disse che avrebbero dovuto pianificare degli interventi, ma non si fece nulla. Ho istituito una commissione presso il mio dicastero della Ricostruzione, per capire perché le autorità locali hanno ritenuto di sottovalutare il fenomeno». 

 

giorgia meloni a niscemi 6

Su questo punto, però, le opposizioni sono partite all'attacco del ministro, nonché ex governatore della Sicilia. Musumeci riferirà a Camera e Senato mercoledì 4 febbraio.  Le opposizioni hanno chiesto, però, che a riferire sia la premier Giorgia Meloni. «Musumeci aveva sul suo tavolo il documento che invitava a intervenire - ha detto Angelo Bonelli - l'unica cosa che può fare è dimettersi».

 

Alla richiesta di informativa di Meloni si sono associati i gruppi di M5s, Pd e Iv. «Le amministrazioni regionali di centrodestra in Sicilia hanno sulla coscienza un disastro annunciato. I fondi c'erano, nero su bianco nel Pnrr: quasi 100 milioni di euro contro il dissesto idrogeologico. Ma per Niscemi non è stato chiesto neppure un euro» dichiara in una nota la deputata siciliana Daniela Morfino, capogruppo M5S in commissione Ambiente.

niscemi

 

A questo punto si fa sentire anche l'amministrazione comunale di Niscemi: «Ho una cartella sul mio computer, gli uffici hanno la documentazione - replica il sindaco Massimiliano Conti - . Inoltre ad ogni anniversario della frana del 1997 ho mandato una lettera al presidente della Repubblica, al presidente della Regione, al presidente del Consiglio, ai capi dipartimento. Solo a dicembre del 2025 abbiamo ottenuto i soldi previsti per la frana di 29 anni fa. Ad ogni modo ci confronteremo, non voglio polemizzare […] ».

 

[…]

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