ORA DI LAVITOLA NON VOGLIONO SENTIR PARLARE NEANCHE AL “CEFALÙ BISTROT” – IL RISTORANTE IN CUI VALTERINO INTRATTENEVA GLI OSPITI CON RACCONTI E MILLANTERIE È RICONDUCIBILE ALLA SOCIETÀ “BAIRES”, DI CUI È AMMINISTRATORE DELEGATO ANTONIO IMBRIANI (NATALIA POTENZA, LA COMPAGNA DI LAVITOLA, È SOCIA): “LAVITOLA VENIVA QUI SOLO A MANGIARE. PUNTO E BASTA. NOI CI SIAMO FINITI IN MEZZO. IL RISTORANTE È SEMPRE APERTO, DA MATTINA A SERA. LO GESTISCO DA DUE ANNI: PRIMA CI LAVORAVO, POI L'HO RILEVATO. CON QUESTA ATTIVITÀ IO CI VIVO. PERCHÉ NON ANDATE A CHIEDERE NEGLI ALTRI RISTORANTI CHE FREQUENTAVA?”
Estratto dell’articolo di Irene Famà per “la Stampa”
valter lavitola e sigfrido ranucci al cefalu bistrot - foto di aldo torchiaro
Al bistrot pescheria Cefalù a Roma, anche solo pronunciare il nome di Valter Lavitola è diventato tabù: «Lui veniva qui solo a mangiare. Punto e basta. Noi ci siamo finiti in mezzo». E pensare che sino al mese scorso il ristoratore lì era padrone di casa indiscusso. Intratteneva i clienti e molti, tra cantanti, scrittori, politici, li invitava lui stesso. Per il faccendiere, che per anni ha influito sulle pagine più controverse della politica italiana, quel locale nel quartiere Monteverde rappresentava una sorta di riscatto.
Una nuova vita. L'ennesima, dopo numerose vicissitudini giudiziarie. Al ristorante si presentava come una sorta di "trafficone redento" e ammaliava i commensali con racconti di gioventù. Poi l'arresto, il 10 agosto scorso, stravolge le dinamiche. Per la procura di Roma, Lavitola è il mandante dell'attentato al giornalista suo amico Sigfrido Ranucci.
valter lavitola e sigfrido ranucci al cefalu bistrot - foto di aldo torchiaro
Questioni di ambizioni e potere: secondo gli inquirenti, voleva aumentare la popolarità del conduttore di Report così da farlo diventare premier. Lui confessa di essere il regista dell'attacco. E se prima era quel "contatto utile" in certi contesti spregiudicati, ora è il personaggio scomodo, il socio imbarazzante, la conoscenza da cui tutti si affrettano a prendere le distanze. Anche al Cefalù.
Antonio Imbriani, che è passato da essere collaboratore a gestore della pescheria (o almeno così è come si presenta), lo dice chiaro: «Il ristorante è sempre aperto, da mattina a sera. Lo gestisco da due anni: prima ci lavoravo, poi l'ho rilevato. Con questa attività io ci vivo». Di Lavitola non vuol sentire parlare. «Veniva qui a mangiare. Punto e basta. Perché non andate a chiedere negli altri ristoranti che frequentava?». Inutile ribattere che, per l'imprenditore ora in carcere, il Cefalù è sempre stato ben di più che il bistrot del cuore.
Walter Lavitola nel suo ristorante Cefalu 21
E che il ristorante è riconducibile alla società Baires, di cui Imbriani è amministratore delegato e Natalia Potenza, la compagna di Lavitola, è socia. «In queste settimane c'è chi è venuto qui a farmi domande, a registrarmi con le telecamere nascoste. Non so cosa volete da me, non so cosa c'entri il mio locale con questa storia», si sfoga Imbriani. […]
Al Cefalù si continua a lavorare cercando di far dimenticare quei legami scomodi e a meno di un chilometro di distanza la compagna di Lavitola trova rifugio nel giardino di casa. «[…]
valter lavitola e sigfrido ranucci a cena insieme al ristorante cefalu a roma
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I piatti del ristorante Cefalu di Lavitola 33
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I piatti del ristorante Cefalu di Lavitola 31
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I piatti del ristorante Cefalu di Lavitola 32
Walter Lavitola nel suo ristorante Cefalu 22