medvedev

LEVATE ER FIASCO A MEDVEDEV - UN TEMPO MANGIAVA HAMBURGER CON OBAMA, ADESSO DA’ DEL "DROGATO" A ZELENSKY, DEL "SALAME" A SCHOLZ E CONSIDERA GLI EUROPEI "EREDI DEI NAZISTI" – DIETRO LA SVOLTA DA GANASSA DI MEDVEDEV C'È IL DISAGIO PER ESSERE STATO ESPULSO DAL CERCHIO MAGICO PUTINIANO E IL TIMORE DI ESSERE RIMOSSO E SOSTITUITO CON LA FIGLIA DI "MAD VLAD" - I SOCIAL RUSSI FANNO ESPLICITE INSINUAZIONI SUL SUO ABUSO DI ALCOL…

Anna Zafesova per la Stampa

 

Medvedev Putin Tymoshenko

Dopo lunghi e intensi sforzi, Dmitry Medvedev è finalmente riuscito a riguadagnare, dopo un decennio, le prime pagine dei giornali internazionali. Il suo post su Telegram su quanto odia l'Occidente è stato ripreso e discusso da migliaia di commentatori in mezzo mondo.

 

Poche righe, affisse nel canale Telegram dell'ex presidente russo al mattino di martedì, che hanno raccolto milioni di visualizzazioni in poche ore, e messo in un certo imbarazzo il Cremlino, con il portavoce Dmitry Peskov costretto a rispondere alle domande dei giornalisti sull'esternazione dell'ex delfino di Vladimir Putin.

 

Perché nel lessico russo - quello utilizzato ai vertici della politica come nelle chiacchierate in cucina dei cittadini comuni - i non meglio precisati "loro" verso i quali Medvedev dichiara il proprio odio sono gli occidentali, gli europei e gli americani, gli altri, gli eterni nemici che da sessant' anni, dall'epoca di Nikita Krusciov e dei suoi missili a Cuba, nessuno a Mosca dichiarava di voler «far sparire», almeno non pubblicamente.

PUTIN MEDVEDEV

 

Un cambiamento a 180 gradi, per l'uomo che, da presidente, era considerato il leader dei liberali del regime: twittava dal suo iPhone, mangiava hamburger con Obama, andava in pellegrinaggio da Steve Jobs e aveva osato dichiarare che «la libertà è meglio della non libertà», frase che nel lessico politico russo suonava quasi sovversiva.

 

Non rincorrendo al veto all'Onu, aveva permesso di fatto l'operazione in Libia, uno dei gesti di rottura che gli era costato il "licenziamento" da parte di Putin, che l'ha cacciato brutalmente dalla poltrona di presidente che gli aveva fatto occupare dal 2008 al 2012 (per poi licenziarlo anche dal governo). Epoca ormai lontana: erano mesi, in realtà, che l'ex presidente si stava distinguendo per dichiarazioni in un linguaggio estremamente violento.

 

MEDVEDEV E VLADISLAV SURKOV

Soltanto una settimana prima aveva minacciato, in un'intervista ad Al Jazeera, il ricorso della Russia alle bombe atomiche. Aveva promesso di lanciare missili sui palazzi del potere di Kyiv, e di Washington, e di piazzare Iskander con testate nucleari puntati su Finlandia e Svezia. Aveva dato del "salame" a Olaf Scholz e della "zia" a Ursula von der Leyen. Aveva chiamato gli europei "grassoni", "imbecilli" ed "eredi dei nazisti", governati da «nonni in preda alla demenza e nonne esaltate». Ha accusato i polacchi insieme ai tedeschi di «sognare la gloria di Hitler» e di voler invadere e conquistare l'Ucraina. Su questo sfondo le sue idee su Zelensky, "ladro" e "drogato", una "marionetta americana" che governa "nazisti impazziti", appaiono quasi nella media della propaganda russa.

 

Il problema è che Medvedev non è un conduttore televisivo: l'ex presidente ed ex premier è stato declassato nella gerarchia del regime, ma occupa pur sempre la carica di leader del partito di governo Russia Unita, e di vicesegretario del Consiglio di sicurezza, l'organismo dei massimi gerarchi con il quale Putin si consulta.

 

È vero che il peso reale di Medvedev anche all'interno del partito che ufficialmente guida è inferiore alle apparenze, e l'hashtag #penoso che gli si è appiccicato dopo che il licenziamento, ha messo una croce sopra le sue ambizioni molto più delle denunce di Alexey Navalny sulle sue splendide ville e vigneti toscani.

vladimir putin

 

Uno dei motivi per cui le esternazioni al limite dello scandalo di Medvedev non avevano guadagnato i titoli nemmeno dei media russi è che viene considerato ormai espulso dal cerchio magico putiniano: il politologo Stanislav Belkovsky, per esempio, ritiene che sia mosso dal "risentimento", e il post sull'odio verso gli occidentali è apparso dopo che gli Usa hanno cancellato il visto lavorativo a suo figlio Ilya. E il politologo Abbas Galyamov scrive che il leader di Russia Unita, ormai conscio di essere fuori dal grande gioco politico, punta a occupare invece il ruolo mediatico del nazionalista folle che incanta il "popolo profondo", lasciato vacante dalla morte di Vladimir Zhirinovsky.

 

medvedev e il suo fucile

Il clamore suscitato dal post di ieri però potrebbe essere un segnale non soltanto del disagio di un politico in declino, con i social russi che fanno esplicite insinuazioni sul suo abuso di alcol.

 

 

Secondo Aleksey Venediktov, l'informatissimo ex direttore della radio Eco di Mosca, l'escalation verbale di Medvedev punta a sfidare il capo della Duma Vyacheslav Volodin, prescelto come "delfino" di Putin dai "falchi". L'ex presidente sarebbe tornato il lizza tra i papabili anche secondo le fonti del solitamente ben informato sito Meduza, e in questo caso è possibile che cerchi di farsi perdonare il passato da "liberale" sorpassando i reazionari a destra con una retorica paranoica - «Ci odiano tutti! Le decisioni occidentali sono dettate dall'odio verso la Russia e i russi!», ha scritto pochi giorni fa - che potrebbe venire gradita da Putin.

FOTO DI FAMIGLIA DI VLADIMIR PUTIN CON LE FIGLIE KATERINA TIKHONOVA E MARIA VORONTSOVA

 

Fonti moscovite dell'agenzia ucraina Unian ritengono invece che il turbonazionalismo dell'ex moderato sia dovuto al piano di Putin di liquidarlo definitivamente, dopo averlo accusato del collasso dell'economia, per consegnare la leadership di Russia Unita a sua figlia Katerina. Voci impossibili da verificare, che però vertono tutte intorno a un passaggio di potere al Cremlino, forse non tanto imminente quanto desiderato da molti.

vladimir putin con il fedele dmitry medvedevvladimir putin con le due figlie mariya e katerina 2vladimir putin al cremlino nel 2004

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