A LEZIONE DI STILE DA MONICA BELLUCCI – CI SONO STAR CHE, FINITA UNA RELAZIONE, SPUTANO VELENO SULL’EX PARTNER. E POI C’È L’ATTRICE ITALIANA, CHE PARLA COSÌ DELLA STORIA CONCLUSA CON TIM BURTON: “CI SONO STRADE CHE SI INCONTRANO E RESTANO UNITE PER TANTISSIMO TEMPO, MAGARI PER SEMPRE. ALTRE FANNO UN TRATTO INSIEME E POI CIASCUNO RIPRENDE IL PROPRIO CAMMINO. L'IMPORTANTE È USCIRNE ARRICCHITI” – A PROPOSITO DEL FILM DEL 2002 “IRRÉVERSIBLE”, IN CUI INTERPRETAVA UNA DONNA STUPRATA: “OGGI QUEL PERSONAGGIO PER ME SAREBBE COMPLICATO, E NON SOLO PERCHÉ NON HO PIÙ L'ETÀ Ì. QUANDO HAI FIGLI TI PONI MOLTI PROBLEMI ANCHE NELLA SCELTA DEI RUOLI. DA GIOVANI SI HA UNA LIBERTÀ DIVERSA…” – VIDEO
Estratto dell’articolo di Arianna Finos per “la Repubblica”
MONICA BELLUCCI - LOCARNO FILM FESTIVAL
Dal Pardo di Locarno al concerto londinese di Ariana Grande, nel giro di pochi giorni Monica Bellucci passa da un palco all'altro senza smettere di considerarsi innanzitutto una spettatrice. «Siamo venute con mia figlia Léonie, che l'adora, e un gruppo di amici», racconta. Dopo quasi quarant'anni trascorsi tra Città di Castello, Parigi, Roma, Hollywood e set in mezzo mondo, conserva l'anima itinerante e il gusto per ciò che ancora non conosce.
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Il Pardo da migliore attrice?
«Lo ricevo con sorpresa, umiltà ed emozione: era un ruolo non grande, accanto ad attori meravigliosi. Tortorici con Diciannove aveva già dimostrato la capacità di lavorare con i ragazzi. Locarno è un inno alla libertà artistica, un festival per il pubblico. E io sono stata pubblico prima di fare questo mestiere: da piccola guardavo tre film al giorno».
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MONICA BELLUCCI - IRREVERSIBLE
Ha scelto spesso ruoli scomodi e coraggiosi. Ce n'è qualcuno che oggi non accetterebbe più?
«Quando hai figli ti poni molti problemi e anche la scelta dei personaggi cambia. Un film come Irréversible oggi sarebbe complicato, e non solo perché non ho più l'età per quel ruolo. Da giovani si ha una libertà diversa. Continuo a fare film forti — Histoires de la nuit di Léa Mysius, un thriller violento e di grande tensione — ma ora sto un po' più attenta».
Nelle scene di violenza di "Irréversible" si sentiva protetta?
«Sì. Provavamo tutto: come mi muovevo, come mi giravo. Non c'era il rischio che potessi farmi male, ero tranquilla, pur con l'adrenalina delle scene. Indossavo un bel vestitino e ne avevamo fatti preparare molti, pensando che si sarebbero distrutti. Alla fine dissi: "Tenetemelo da parte, è così bello". Finito il film me lo diedero. Non sono mai riuscita a indossarlo. Mai».
Se a sua figlia Deva proponessero un ruolo estremo come quello?
«La lascerei libera. Ha quasi ventidue anni e fa le proprie scelte.
Certo, parliamo e abbiamo un bello scambio, ma lei ha una personalità precisa, un suo modo di raccontarsi e di scegliere. Segue la propria strada. Ed è questo che mi piace».
Lei chi era a sedici anni, l'età dei ragazzi di "Ketticè"?
«Una liceale che ogni tanto già lavorava. A sedici anni sparivo per quindici giorni: Firenze, Milano, Parigi. Poi tornavo a scuola. I professori storcevano il naso, però mi facevano rientrare. Mi piaceva quel contrasto tra l'andare via dalla provincia per vivere qualcosa di diverso e il tornare indietro».
È legata a Città di Castello?
«Moltissimo. Torno in Umbria e può capitarmi di rivedere le persone con cui sono andata a scuola. Sono legatissima anche a Roma e alle mie amiche romane. Sono sempre rimasta profondamente legata all'Italia, come le mie figlie».
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MONICA BELLUCCI - IRREVERSIBLE
Ha parlato di opportunità. "L'appartamento" compie trent'anni: fu il film che cambiò la direzione della sua vita?
«Ci sono film chiave. Quello creò una catena: vinse il Bafta inglese e da lì ecco Malèna, Irréversible, Matrix, La passione di Cristo. Un anello professionale dietro l'altro. Sul piano umano la cosa più importante sono state le mie figlie.
Ma quello fu un inizio potente».
Ha vissuto storie d'amore molto esposte. Lei e Tim Burton siete riusciti a separarvi senza finire nel tritacarne mediatico.
«Nell'amicizia come in amore ci sono strade che si incontrano e restano unite per tantissimo tempo, magari per sempre. Altre fanno un tratto insieme e poi ciascuno riprende il proprio cammino. È la vita. L'importante è uscire arricchiti dal tempo trascorso insieme».
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Quest'anno a Venezia c'è una sola regista in concorso.
monica bellucci e tim burton - festival di taormina
«Ormai lavoro con moltissime autrici e registe meravigliose. Ho finito il film di Maria Sole Tognazzi, ho lavorato con Rebecca Miller. I film bisogna vederli, non possiamo giudicarli prima. Però certo, la mancanza di donne fa tristezza».
Riconosce un filo comune nelle donne che ha interpretato?
«Quando rivedo Malèna, Irréversible o La passione di Cristo, penso di avere interpretato donne la cui femminilità ha conosciuto la violenza. Una cosa che nella mia vita, per fortuna, non ho vissuto». [...]
monica bellucci - Ketticé
monica bellucci
monica bellucci
monica bellucci i mitici colpo gobbo a milano 2
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TIM BURTON monica bellucci (11)
TIM BURTON monica bellucci (10)
TIM BURTON monica bellucci
TIM BURTON MONICA BELLUCCI - RED CARPET MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA
monica bellucci
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MONICA BELLUCCI - IRREVERSIBLE
