LIBERA DI MORIRE – LA STORIA DELLA 55ENNE TOSCANA MALATA DI SCLEROSI MULTIPLA CHE È RIUSCITA A TOGLIERSI LA VITA GRAZIE A COMANDO OCULARE CHE HA PERMESSO LA SOMMINISTRAZIONE DEL FARMACO IN AUTONOMIA – LA DONNA SI ERA AMMALATA NEL 2009 FINO A QUANDO IL SUO CORPO NON HA SMESSO DI RISPONDERLE ED È RIMASTA PARALIZZATA DAL COLLO IN GIÙ: HA CHIESTO DI POTER ACCEDERE AL SUICIDIO ASSISTITO E, DOPO I DUE ANNI, I GIUDICI LE HANNO PERMESSO DI POTER OTTENERE UN MACCHINARIO CHE LE CONSENTISSE L’AUTOSOMMINISTRAZIONE DEL MEDICINALE...
Estratto dell’articolo di Valentina Marotta per il "Corriere della Sera"
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Libera, nome di fantasia, aveva 55 anni, amava la vita ma era prigioniera di un corpo che non le apparteneva più.
Non voleva piu soffrire. Paralizzata dal collo in giù a causa della sclerosi multipla, dopo anni di battaglie giudiziarie è riuscita ad ottenere l’autorizzazione per il suicidio assistito.
Ieri ha potuto togliersi la vita, nella sua casa, somministrandosi da sola il farmaco letale: l’autosomministrazione è infatti uno dei principi cardine per il suicidio assistito fissati dalla Corte costituzionale nella sentenza del 2019, mai seguita però da una nuova legge. Libera ha agito, ma non con le mani, bloccate dalla tetraparesi spastica [...]
Ha azionato con il puntatore oculare la pompa per dare il via all’infusione endovenosa.
Dopo pochi minuti ha chiuso gli occhi, per sempre. Intorno a lei, i familiari, il dottore Paolo Malacarne e gli oggetti piu cari, come il peluche del Lupo simbolo della Roma.
Ad annunciare, il suo ultimo viaggio Filomena Gallo e Marco Cappato, rispettivamente segretaria nazionale e tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni: «A Libera va il nostro grazie per aver lottato non solo per sé, ma per tutte le persone nelle sue condizioni, contribuendo ad aprire una strada che potrà essere percorsa anche da altri». C’è gia un paziente che in Campania aspetta il dispositivo per poter procedere al suicidio assistito.
«Non commento il caso della singola persona perché la morte è un mistero che è cosi grande che va rispettato in silenzio — ha dichiarato il segretario generale della Cei, monsignor Giuseppe Baturi — Noi come società e come Chiesa dobbiamo aiutare a vivere le persone con dignità e speranza perché ogni momento della vita vale la pena di essere vissuto». [...]
PERSONE CHE CHIEDONO IL SUICIDIO ASSISTITO
La storia di Libera parte da lontano. I primi segnali della malattia apparsi nel 2009, non la spaventano. Convive con la sclerosi multipla: continua a lavorare come organizzatrice di viaggi, a girare il mondo con gli amici e a seguire le imprese della Magica. Poi la tetraparesi finisce per divorarle le forze, impedendole di muovere le gambe e le braccia. La sua vita è tra la carrozzina e il letto[...]
La sofferenza diventa sempre piu acuta e insopportabile. Due anni fa l’inizio della sua battaglia. Poi, nel 2025, con l’aiuto dell’associazione Coscioni, presenta un ricorso d’urgenza al tribunale di Firenze affinché il suo medico fosse autorizzato a somministrare il farmaco. Il giudice solleva la questione di legittimità costituzionale sull’articolo 579 del codice penale che configura il reato di omicidio del consenziente perché la somministrazione del farmaco da parte del medico rientrerebbe in questa fattispecie di reato.
E allora, anche rifacendosi alla sentenza del 2019, segue la decisione della Corte Costituzionale del luglio 2025, che chiede con urgenza la verifica a livello nazionale e internazionale dell’esistenza di dispositivi idonei all’autosomministrazione del farmaco per il suicidio assistito.
Il procedimento ritorna davanti al tribunale di Firenze e iniziano le verifiche tecniche e procedure legali. Nel novembre scorso Libera vede un barlume di speranza: i giudici danno mandato al Consiglio nazionale delle Ricerche per realizzare e fornire il macchinario. A marzo 2026 il dispositivo viene collaudato e consegnato a Libera. [...]







