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LONDRA PASSA DAGLI ACIDI ALL'ACIDO - NELLA CAPITALE INGLESE RADDOPPIATI IN UN ANNO GLI ATTACCHI CON SOSTANZE CORROSIVE - BORSEGGIATORI E LADRI ADESSO LO PREFERISCONO ALLE ARMI BIANCHE MA IL SINDACO AVVERTE: “PUNIREMO CON L’ERGASTOLO” - COLPITO SOPRATTUTTO L’EST END MULTIRAZZIALE

Alessandra Rizzo per La Stampa

 

big ben a londrabig ben a londra

Resham Khan era uscita per festeggiare il suo ventunesimo compleanno; seduta in macchina, ferma ad un semaforo rosso in un quartiere alla periferia di Londra, le è stato gettato un acido attraverso il finestrino. Ha subito lesioni al volto, collo, braccia. «I vestiti mi si sono bruciati addosso, il dolore era insopportabile», ha raccontato la studentessa e aspirante modella. «Sono distrutta, continuo a domandarmi se la mia vita tornerà mai la stessa di prima». A suo cugino, che era in auto con la giovane, è andata anche peggio: l' uomo, 37 anni, è rimasto in coma farmacologico per giorni, e ha raccontato di trovarsi in uno stato di «dolore permanente».

 

LONDRALONDRA

Il caso, del giugno scorso, è emblematico di un preoccupante aumento negli attacchi con sostanze corrosive nella capitale britannica: gli assalitori, spesso in scooter, avvicinano le vittime e le cospargono di liquido. In alcuni casi, come in quello di Resham, il cui presunto aggressore è apparso in tribunale ieri, la polizia sospetta che si tratti di crimini d' odio contro i musulmani. In altri, gli aggressori vogliono solo rapinare la vittima, e usano l' acido al posto delle armi bianche.

 

LONDRA 1LONDRA 1

Dal 2010, le aggressioni di questo tipo a Londra sono state 1.800, e la tendenza è chiara: il numero degli attacchi è salito da 166 nel 2014 a 261 nel 2015 e ancora a 454 l' anno scorso, secondo dati di Scotland Yard. Un numero ancora piccolo rispetto a quello delle aggressioni con coltelli, ma abbastanza alto per invocare un giro di vite. Il capo della polizia, Cressida Dick, ha parlato di «attacchi barbarici», e il sindaco di Londra ha chiesto al governo un inasprimento delle pene, con equiparazione dell' acido al possesso di armi. «È necessario che la legge si abbatta con tutta la forza possibile contro questi crimini orrendi che cambiano per sempre la vita delle vittime», ha detto Sadiq Khan dopo l' ennesima aggressione. «Se vogliamo liberare le nostre strade da questa piaga, dobbiamo avere tolleranza zero».

DONNA SFREGIATO ACIDO 7DONNA SFREGIATO ACIDO 7

 

Più di un terzo degli attacchi avviene nell' Est londinese, dove aree gentrificate e middle-class vivono accanto a quartieri duri. Qui il mese scorso si sono registrate cinque aggressioni nel giro di un' ora e mezza. Due motorini rubati e due ragazzi, di 15 e 16 anni, arrestati dalla polizia. E questa settimana altri quattro giovani sono finiti dietro le sbarre. Deliveroo e altri servizi di consegne a domicilio hanno espresso allarme, e alcuni corrieri ormai si rifiutano di andare in alcune strade di sera tardi, mentre le autorità sanitarie hanno diramato informazioni su come soccorrere le vittime (moltissima acqua sulle ferite). Al contrario che in Italia, dove gli attacchi con l' acido sono soprattutto legati a violenza sulle donne, qui i moventi, secondo la polizia, sono molteplici: stupri, rapine, omicidi; in alcuni casi è emerso un legame con le bande e la criminalità organizzata.

naomi oninaomi oni

 

«La candeggina si compra nei negozi, si può nascondere in una qualunque bottiglia da bere e l' intento criminale è difficile da dimostrare», ha spiegato alla Bbc il criminologo Simon Harding. Il ministro degli Interni, Amber Rudd, ha annunciato una revisione dei poteri delle forze dell' ordine e dei procuratori nel perseguire questi reati, e ha detto che i colpevoli potrebbero essere puniti con il carcere a vita (al momento, il reato ha una pena massima di quattro anni di prigione). Una petizione per rendere più difficile l' acquisto di alcune sostanze ha raccolto oltre 350mila firme. Anche Rashem si sta impegnando nella campagna. «Ho due priorità - ha detto ai media inglesi - riprendermi del tutto e assicurarmi che nessun altro viva il mio incubo».

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