melania rizzoli coronavirus covid terapia intensiva morti

ITALIA CAPUT MORTI - MELANIA RIZZOLI: “PERCHÉ CONTINUIAMO A REGISTRARE COSÌ TANTI DECESSI PER COVID, RISPETTO A QUANTI SE NE VERIFICANO NEGLI ALTRI PAESI DOVE I CONTAGI SONO IN NUMERO MOLTO SUPERIORE AL NOSTRO?” - “BISOGNEREBBE CON URGENZA VERIFICARE SE È LA POPOLAZIONE NOTORIAMENTE PIÙ ANZIANA DEL NOSTRO PAESE AD INCIDERE SUI DECESSI, O PEGGIO UNA DIVERSA E COLPEVOLMENTE ERRONEA CLASSIFICAZIONE E COMUNICAZIONE DEI CASI AVVERSI, CHE…”

Melania Rizzoli per "Libero quotidiano"

 

Melania Rizzoli foto di bacco (3)

Perché l'Italia continua a registrare così tanti decessi per Covid, rispetto a quanti se ne verificano negli altri Paesi dove i contagi sono in numero molto superiore al nostro?

 

Perché se la circolazione virale è ugualmente elevata in molte nazioni il numero dei pazienti che decedono da noi non è confrontabile sia come quota quotidiana che come somma del totale?

 

CORONAVIRUS - BARE A BERGAMO

E perché se la maggioranza della popolazione risulta contagiata dalla variante Omicron, che sviluppa una patologia definita "benigna" e niente affatto letale, si continua a morire al ritmo di 200/250 pazienti al giorno?

 

Morti Covid

Ieri è stata superata la soglia psicologica dei 200mila nuovi casi (219.441), con 198 vittime.

 

Sono questi i dati inequivocabili che vengono comunicati ogni giorno in queste settimane dalle autorità sanitarie italiane, e che invece andrebbero analizzati a dovere e indagati a fondo, per capire quali siano gli elementi che pesano e producono ancora troppi eventi negativi, ovvero bisognerebbe con urgenza verificare se è la popolazione notoriamente più anziana del nostro Paese ad incidere sui decessi, oppure la maggiore presenza di vulnerabilità della salute di chi viene contagiato per patologie associate, o peggio una diversa e colpevolmente erronea classificazione e comunicazione dei casi avversi, che inciderebbe sulle quote di mortalità non tutte effettivamente attribuibili al Covid.

LA VARIANTE OMICRON BY OSHO

 

SINTOMI LIEVI

 La medicina ha immediatamente accertato che la variante Omicron che attualmente circola diffusamente in Italia è il virus con la propagazione più rapida della Storia, con la più alta contagiosità, paragonata addirittura a quella del morbillo, ma con una carica virale niente affatto esplosiva, evidente o pericolosamente patogena, nel senso che fino al 30% delle sue infezioni risultano completamente asintomatiche, a differenza delle precedenti varianti, come l'epidemia Delta per esempio, nelle quali i sintomi infettivi erano sempre presenti insieme a una sintomatologia ben precisa ed immediatamente riconoscibile.

 

Bambina morta di Covid 3

Inoltre la variante Omicron produce nei portatori una carica virale nasale e faringea elevata, che però resta ferma nelle vie aeree superiori, senza mai approfondirsi nel tessuto polmonare, quindi senza sviluppare alcuna polmonite sinciziale, che è stata la causa principale dei molti decessi nelle prime due tragiche ondate.

 

E ancora. Le infezioni da variante Omicron sono molto più lievi nei soggetti non cronici producono al massimo raffreddore, mal di gola e qualche linea di febbre per un giorno o due, guariscono e negativizzano il paziente in un tempo più breve che varia dai 7 ai 10 giorni, per cui si è accertato che, grazie alla massiva campagna di vaccinazione, tale virus si sta "raffreddorizzando", ovvero sta iniziando il suo adattamento all'uomo e quindi si prevede a breve che si comporti o diventi come un normale coronavirus del raffreddore.

MELANIA RIZZOLI

 

A conferma di quanto scrivo aggiungo un ulteriore elemento, a mio parere molto importante, che non viene sottolineato e diffuso come meriterebbe, e cioè che la variante Omicron che infetta i soggetti sani non vaccinati neppure con la prima dose, non sviluppa nemmeno in loro, ripeto se sani e orfani di immunità artificiale indotta dal vaccino, una patologia pericolosa per la loro salute e perla loro deficitaria presenza di anticorpi specifici antiCovid.

 

Diversamente tale variante diventa più altamente patogena nelle persone prive di scudo vaccinale ma già malate, che hanno cioè un bagaglio di patologie acute o croniche, quali cardiopatie, ipertensione, diabete, malattie metaboliche ed obesità, tali da compromettere anche gravemente il decorso della malattia virale in senso negativo nelle terapie intensive italiane.

 

terapia intensiva covid 4

RISCHIO RIDOTTO

Quindi essendo nella maggior dei casi ridotto o eliminato il rischio di polmoniti interstiziali registrate dal primo Covid e da Delta, e considerando che la popolazione immunizzata con una o due dosi, o guarita da sei mesi, in Italia ha superato il 90%, e pur venendo meno la copertura del contagio per chi si è vaccinato da almeno 5 mesi, e il rischio di ospedalizzazione resta relativamente basso, perché si continua a morire in modo così anomalo ed elevato vista l'evidenza dei dati scientifici ed epidemiologici in atto?

esercito a bergamo per portare via le bare 3

 

Questo non significa che 200mila casi positivi al giorno non rappresentino un dato di cui preoccuparsi, ma quello che risulta allarmante sono i dati dei decessi che vengono attribuiti ancora solo ed esclusivamente al Covid, perché se i contagi sono così alti e così diffusi ovunque, negli ospedali oltre ai medici e agli infermieri si contagiano sicuramente anche i pazienti più fragili ricoverati per altre patologie gravi e potenzialmente letali, che però una volta deceduti vengono classificati come morti Covid.

 

MORTI COVID 2

Una conta e un calcolo che a ragione il prof Alberto Zangrillo ha definito "criminale" nella modalità, per la falsa allerta che produce e soprattutto perla erronea comunicazione di dati epidemiologici di tale importanza statistica e soprattutto umana.

 

MORTI COVID

La scienza in questi mesi è stata fin troppo umiliata e minata da una disinformazione abbondante nei contenuti e nei principi scientifici da troppe persone diverse che si sono alternate a comunicare i propri convincimenti in disaccordo tra loro, e il Covid troppo spesso è stato affrontato con una crisi di condivisione unitaria senza precedenti, al punto da mettere in dubbio i principi scientifici che sono sempre stati e restano il fondamento della medicina e della ricerca, quelli che a fatica stanno traghettando il nostro Paese da una fase pandemica letale ad una endemica mite e senza complicanze a distanza.

 

LA TERZA DOSE DEL VACCINO ANTI-COVID

Una riflessione profonda su tale fenomeno mortale evidenziato diventa imperativa per calmierare il Paese e restituire la fiducia nella scienza e nelle Istituzioni ai troppi cittadini ancora smarriti, storditi, impauriti ed incerti sul loro futuro sanitario, sociale, lavorativo e personale.

medici morti covidterapia intensiva covid 3coronavirus terapia intensivacoronavirus terapia intensiva 2esercito a bergamo per portare via le bare 2covid mortile cremazioni in india per i morti di covidesercito a bergamo per portare via le baremedici morti covid 9esercito a bergamo per portare via le bare 4

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO

la repubblica urbano cairo enrico mentana stefano cappellini theodore kyriakou

DAGOREPORT - SI ACCAVALLANO LE VOCI SUL CORTEGGIAMENTO A ENRICO MENTANA DELL’EDITORE DI ‘’REPUBBLICA’’, THEO KYRIAKOU, CHE INTENDE LANCIARE UNA RETE ALL NEWS-CNN, DIRETTA DAL CONDUTTORE DEL TG LA7 - S’AVANZA ANCHE L’IPOTESI DI UN ''DOPPIO MENTANA'': TV E DIRETTORE EDITORIALE DI “REPUBBLICA” - COSÌ IL MAGNATE GRECO SALVEREBBE CAPRA E CAPPELLINI (ALL’80% CONFERMATO ALLA DIREZIONE) - TRA MENTANA E IL PROPRIETARIO DI "ANTENNA GROUP", CI SAREBBE IL MACIGNO DELLA CLAUSOLA DI NON CONCORRENZA CHE RISCHIA DI TENERLO LONTANO DA UN ALTRO INCARICO PER UN ANNO E MEZZO - CHICCO DICE CHE QUESTA CLAUSOLA “NON C’È” - BENE, SE ‘’NON C’È’’, ALLORA NON SI COMPRENDE LA STIZZA RABBIOSA DELLA SUA LETTERA INVIATA AL “FOGLIO”, CONTRO L’EDITORE DE LA7, URBANETTO CAIRO… - VIDEO