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"BASTARDI, SPERO VI FACCIANO DEL MALE", "LI DOBBIAMO ANDARE A PRENDERE UNO PER UNO" - LE MINACCE SUI SOCIAL NEI CONFRONTI DEI MEDICI DEL "MONALDI" DI NAPOLI, DOVE E' MORTO IL BIMBO A CUI È STATO IMPIANTATO UN CUORE DANNEGGIATO - MOLTI PAZIENTI DELL'OSPEDALE STANNO DISDICENDO LE OPERAZIONI PROGRAMMATE: C'E' CHI HA ANNULLATO UN INTERVENTO DI CATARATTA: "NON MI FIDO PIÙ" - I VIGILANTES CHE LAVORANO AL "MONALDI" E I DOTTORI SONO IN ALLERTA: "CI SENTIAMO IN TRINCEA"

Estratto dell'articolo di Fabrizio Caccia per il "Corriere della Sera"

 

DOMENICO - IL BAMBINO DI DUE ANNI A CUI E' STATO TRAPIANTATO UN CUORE BRUCIATO

All’ospedale Monaldi, da sabato scorso, da quando è morto il piccolo Domenico, arrivano molte minacce di morte e anche tante disdette: ieri è stato annullato perfino un intervento di cataratta, il paziente ha chiamato il reparto di oculistica, ha detto che ci ha ripensato, non si fida più.

 

In cardiochirurgia pediatrica una mamma si è avvicinata a un’infermiera: «Scusi, ma mio figlio lo deve operare Oppido per forza?», ha chiesto la signora preoccupata dal fatto che Guido Oppido, il chirurgo dei bambini, ora è tra i 7 indagati per il trapianto fallito a Domenico a causa del cuore bruciato dal ghiaccio secco.

 

Sta arrivando una pioggia di disdette: «Sono decine», conferma il direttore dell’Ufficio relazioni con il pubblico, Concetta «Titty» Iasevoli, con le lacrime agli occhi: «Perché il Monaldi — dice — è casa mia, ci sono cresciuta e so quanta gente brava ci lavora». Ma la morte del bambino di Nola ha scioccato la comunità, scatenando l’odio dei leoni da tastiera, ma non solo:

ospedale monaldi di napoli

 

«Il livello delle minacce di morte è salito», confida la dottoressa Iasevoli e non è un caso che un alert informale abbia già raggiunto le squadre di vigilantes che giorno e notte presidiano l’ospedale. L’invito a tutti è di «fare più attenzione a chi entra», perché è già capitato che all’ingresso dei medici, nei reparti, siano volati insulti e parole grosse da parte di ignoti visitatori.

 

Il Monaldi si è visto pure costretto a disattivare i commenti su Facebook e Instagram: ne sono arrivati decine di migliaia da quando uscì la notizia che Domenico era ormai condannato a morire.

 

COME SI TRASPORTA UN CUORE PER UN TRAPIANTO

Persone che si sono firmate, che ci hanno messo la faccia, incuranti della possibilità di una denuncia. Ecco di seguito alcuni esempi per dare l’idea del clima di ostilità che si respira tra le corsie: «Bastardi, spero vi facciano del male» oppure «li dobbiamo andare a prendere uno per uno». E ancora: «Poi si lamentano se i familiari sfasciano i reparti quando per colpa vostra muore qualcuno».

 

Il tenore è questo: «Vergogna, voi giocate con la vita delle persone», «maledetti la dovete pagare», «come fate a dormire sereni» e il definitivo «non verrò mai a curarmi presso di voi». E anche adesso che i commenti sono bloccati sulle pagine ufficiali, gli hater continuano a sfogarsi lo stesso in privato su Messenger . Insomma, sfiducia totale. Un ospedale intero sotto accusa e sotto assedio.

 

«Ci sentiamo in trincea — ammette senza mezzi termini la dottoressa Maria Calabria, primo dirigente del reparto di Nefrologia del Monaldi — Non vi nascondo che quando la sera lascio il reparto e torno a casa ora mi guardo le spalle.

 

trapianto di cuore

La cronaca purtroppo è piena di aggressioni contro i medici, assalti ai pronto soccorsi e io dico che è assolutamente giusto che la magistratura indaghi e faccia chiarezza, ci mancherebbe, sul caso del piccolo Domenico morto al Monaldi. Ma non è giusto considerarci oggi tutti incapaci e colpevoli mentre durante il Covid ci chiamavate eroi. Il nostro ospedale, lo dico con orgoglio, è sempre stata una struttura d’eccellenza».

 

Così, da giorni, le sette psicologhe in servizio nella struttura si fanno il giro dei reparti più difficili (oncologia, neonatologia, pneumologia, cardiochirurgia e trapianti) dove il rapporto di fiducia medico-paziente è fondamentale, di vitale importanza, per fronteggiare la situazione.

 

 

trapianto di cuore

«Dopo la morte di Domenico il carico emotivo del personale è tremendo — racconta Valentina Penta, dal 2018 psicologa della cardiochirurgia e dei trapianti — Il problema più grande con cui oggi abbiamo a che fare è la paura di perdere il legame di fiducia con i pazienti perché l’ostilità è davvero tangibile. [...]».

macchinario ecmo - cuore artificiale TRAPIANTO DI CUORE

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