base di ali al salem in kuwait

GLI IRANIANI CI HANNO FATTO FUORI UN “PREDATOR” DA 30 MILIONI DI EURO – L'ATTACCO DEL DRONE NELLA BASE ITALIANA DI ALI AL SALEM, IN KUWAIT, HA DISTRUTTO UN VELIVOLO, MA IL MINISTRO CROSETTO SMENTISCE CHE LA PERDITA DEL MEZZO ABBIA ALCUN RIFLESSO SULLA SICUREZZA DEI MILITARI SCHIERATI NELL’AREA –PROSEGUONO GLI SPOSTAMENTI DALLA BASE: SU 321 SOLDATI INIZIALI NE SONO RIMASTI 82 – TAJANI PROVA A FARE LA VOCE GROSSA: “NON CI FACCIAMO INTIMORIRE PERCHÉ ARRIVA UN DRONE. MANTENIAMO FEDE AI NOSTRI IMPEGNI” – QUAL È LA MISSIONE DEI NOSTRI MILITARI IN KUWAIT

Nella base in Kuwait proseguono spostamenti ma resta personale essenziale

base aerea militare italiana di Ali Al Salem in Kuwait

(ANSA) Nella base di Ali Al Salem, in Kuwait, si trovano - secondo le ultime informazioni - attualmente alcune decine di militari. A quanto si apprende il riposizionamento del personale prosegue per una rimodulazione prudenziale. Resta però il personale impiegato per lo svolgimento delle attività essenziali della missione. Nei giorni precedenti dalla base erano già stati spostati 239 militari verso l'Arabia Saudita: su 321 iniziali ne sono rimasti 82.

 

guido crosetto

Crosetto, perdita drone non ha riflessi su sicurezza dei nostri militari

(ANSA) - "La perdita del velivolo non ha alcun riflesso sulla sicurezza dei nostri militari schierati nell'area". Così il Ministro della Difesa Guido Crosetto in merito all'attacco alla base in Kuwait, il quale specifica: "Insieme al Presidente del Consiglio ed a tutto il governo seguo con la massima attenzione l'evoluzione del quadro di sicurezza nell'area, in costante contatto con il Capo di Stato Maggiore della Difesa, con il Comando Operativo di Vertice Interforze e direttamente con i comandanti sul campo".

 

Crosetto, 'colpito velivolo di ricognizione e pilotaggio'

(ANSA) - "In Kuwait, presso la base di Al Salem, è stato colpito uno shelter al cui interno era ricoverato un velivolo da ricognizione a pilotaggio remoto della Task force air italiana". Così il Ministro della Difesa Guido Crosetto dopo l'attacco alla base in Kuwait, il quale specifica: "La Difesa italiana sta profondendo i massimi sforzi per favorire una de-escalation della situazione in atto".

 

IL DRONE ITALIANO DISTRUTTO NELL ATTACCO ALLA BASE DI ALI AL SALEM IN KUWAIT

"Tutto il personale militare italiano presente nella base era al sicuro e non è stato coinvolto nell'attacco. Dell'evento ho immediatamente informato il presidente del Consiglio dei ministri, i vice presidenti del Consiglio e tutti i leader delle forze politiche, sia di maggioranza sia di opposizione, al fine di garantire la massima trasparenza e condivisione della situazione", ha aggiunto Crosetto.

 

Iran: base italiana in Kuwait attaccata da drone. Tajani, non ci facciamo intimidire

antonio tajani e i suoi appelli per la pace meme 3

(LaPresse) — Un attacco effattuato tramite un drone ha colpito questa mattina la base di Ali Al Salem Air Base, in Kuwait, dove è schierato personale italiano della Task Force Air. Il velivolo a pilotaggio remoto custodito in uno shelter è stato distrutto, ma tutto il personale è rimasto illeso, ha spiegato il generale Luciano Portolano, Capo di Stato Maggiore della Difesa.

 

Secondo Portolano, il drone colpito “costituiva un elemento indispensabile per lo svolgimento delle attività operative” e il dispositivo italiano era già stato alleggerito nei giorni scorsi in relazione all’evoluzione del quadro di sicurezza nell’area. Il personale rimasto è impegnato nelle attività essenziali della missione, mentre la situazione viene costantemente monitorata dal vertice militare e dal Comando Operativo di Vertice Interforze.Il Capo di Stato Maggiore ha precisato di aver informato immediatamente il ministro della Difesa, Guido Crosetto, e di aver contattato il comandante sul posto per verificare le condizioni dei militari italiani, tutti in sicurezza al momento dell'attacco. Secondo quanto si apprende, Crosetto ha subito avvertito per le vie brevi i leader dell’opposizione.

base militare italiana di Ali Al Salem in Kuwait

 

Lo stesso Crosetto ha reso noto che il governo segue "con la massima attenzione l'evoluzione del quadro di sicurezza nell'area". Quanto alla perdita del velivolo "non ha alcun riflesso sulla sicurezza dei nostri militari schierati nell'area". Sull’episodio è intervenuto anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani, sottolineando che la base era già stata colpita in precedenza e che il contingente italiano era stato ridotto. Tajani ha ricordato come il Kuwait rappresenta “un obiettivo militare dell’Iran per la presenza di basi americane”, aggiungendo che l’Italia prosegue nelle missioni riducendo progressivamente il personale. “Non ci facciamo intimorire perché arriva un drone. Manteniamo fede ai nostri impegni”, ha concluso.

 

La base italiana in Kuwait colpita da un drone: chi sono i militari e qual è la loro missione lì

Estratto dell’articolo di Gianluca di Feo per www.repubblica.it

 

MILITARI ITALIANI A ERBIL

Sono i militari italiani più vicini all’Iran, sotto attacco da oltre due settimane. La Task Force dell’Aeronautica in Kuwait dall’aeroporto Al Salem da dodici anni gestisce missioni di ricognizione per monitorare le cellule dello Stato Islamico […] Si tratta di un altro elemento dell’operazione Prima Parthica, di cui fanno parte anche i soldati presenti a Erbil nel Kurdistan iracheno.

[…]

GUIDO CROSETTO BLOCCATO A DUBAI - MEME BY VUKIC

Lo strumento principale sono i droni General Atomics MQ9 Reaper, come quello distrutto oggi dall’ordigno dei pasdaran. Sono i grandi velivoli senza pilota statunitensi, che il nostro Paese non ha finora dotato di armi: sorvegliano il territorio dall’alto, grazie a sensori ottici, a telecamere all’infrarosso e, in alcuni esemplari, a un radar a scansione laterale. Un software poi “fonde” le immagini raccolte dai differenti occhi elettronici e permette di raccogliere informazioni straordinarie: si riesce a vedere anche sotto le tettoie, leggere i numeri di targa, misurare la lunghezza delle ombre per avere dati sui soggetti sospetti. Il costo di un singolo Reaper è di circa trenta milioni di euro e vengono gestiti dal personale del 32mo Stormo di Amendola (Foggia).

 

base italiana erbil

Nella base kuwaitiana ci sono sempre stati anche caccia dotati di apparati da ricognizione: fino al 26 febbraio risultavano schierati lì due Eurofighter Typhoon. Tra Erbil e questa struttura è stato attivo a lungo un aereo molto speciale: un Leonardo C27 Jedi, con strumentazioni da “guerra elettronica” che disturbano le comunicazioni radio e impediscano l’attivazione di ordigni telecomandati. Spesso è stato schierato un Boeing KC767, esteriormente identico a quello di linea, per il trasporto di rifornimenti e militari.

 

MEME SUL MINISTRO CROSETTO BLOCCATO A DUBAI PER L ATTACCO DELL IRAN AGLI EMIRATI ARABI

[…] In quel momento Teheran era un alleato indiretto nella lotta contro lo Stato Islamico, condotta sul campo dalle milizie sciite irachene addestrate dai Guardiani della Rivoluzione. Nel gennaio 2020 l’uccisione ordinata dal presidente Trump del generale Soleimani, l’uomo che ha costruito la rete di forze filoiraniane nel Medio Oriente, ha cambiato drasticamente la situazione ed esposto la base alla rappresaglia.

L’aeroporto dove si trovano gli italiani ospita infatti anche uno stormo da trasporto statunitense. Dall’inizio di questa offensiva israeliano-americana è diventato un bersaglio continuo della ritorsione: ci sono state numerose incursioni di droni e missili balistici, ntrastate dalle difese kuwaitiane. […]

attacco droni su erbilerbil

Ultimi Dagoreport

vladimir putin donald trump volodymyr zelensky

FLASH! – QUANDO LE COSE GIRANO SUL PEGGIO, INTERVENGONO I SERVIZI SEGRETI - IL BENINFORMATO CAPO DELLA CIA, JOHN RATCLIFFE, SAREBBE VOLATO A MOSCA, SECONDO RUMORS DI WASHINGTON, PER CONSEGNARE UN DURO AVVERTIMENTO ALLA CRICCA DI PUTIN, FINITA IN UN CUL DE SAC NEL CONFLITTO UCRAINO – CARO VLADIMIR, UN'EVENTUALE ESCALATION CON USO DI ARMI NUCLEARI TATTICHE, CAPACI DI DISTRUGGERE KM DI TERRITORIO UCRAINO, È UNA LINEA ASSOLUTAMENTE DA NON OLTREPASSARE: GLI STATI UNITI NON STAREBBERO CON LE MANI IN MANO… 

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”