IL MIRACOLO ECONOMICO DELLA MELONI: LE PENSIONI DA FAME - SECONDO L’INPS, IN ITALIA L’OCCUPAZIONE HA RAGGIUNTO I SUOI “MASSIMI STORICI” MA E’AUMENTATA SOPRATTUTTO NEL SETTORE DEI SERVIZI, DOVE IL LAVORO E’ INTERMITTENTE E GLI STIPENDI SONO PIU’ BASSI. NEL SUO CONSUETO RAPPORTO ANNUALE L’ISTITUTO (CERTAMENTE NON OSTILE AL GOVERNO) DICE APERTAMENTE CHE SENZA UN LAVORO STABILE NON CI SARANNO PENSIONI SOLIDE - COSA SUCCEDERA’ IN FUTURO? I CONTRIBUTI VERSATI DA LAVORATORI PRECARI SARANNO BASSI E DARANNO VITA A IMPORTI PREVIDENZIALI DA FAME - UNA BOMBA SOCIALE PRONTA A ESPLODERE: MELONI E GIORGETTI NON HANNO NIENTE DA DIRE?
Estratto dall’articolo di Enrico Marro per il “Corriere della Sera”
«Non esiste pensione solida senza lavoro stabile, regolare e dignitosamente retribuito», così il presidente dell’Inps, Gabriele Fava, sintetizza il filo conduttore del Rapporto annuale dell’istituto di previdenza. L’occupazione ha raggiunto «massimi storici», ma è aumentata soprattutto nei servizi, dove il lavoro è più intermittente, la produttività stagnante, i salari bassi. Le imprese dell’industria, che erano il 36% del totale nel 2007 sono scese al 27% nel 2025.
La perdita del potere d’acquisto delle retribuzioni ha indotto il governo in questi anni a intervenire con riduzioni fiscali e contributive a favore dei redditi più bassi, che, secondo le analisi dell’Inps, hanno così sostanzialmente azzerato la perdita. Ma resta la preoccupazione per il futuro perché gli scarsi contributi associati ai bassi salari produrranno basse pensioni.
Giorgia Meloni GIancarlo Giorgetti
Nel 2025 per i 21 milioni di dipendenti pubblici e privati la retribuzione media annua effettiva è stata di 27.649 euro. Ma la media nasconde forti oscillazioni. Si va dai 41.872 euro lordi medi per i lavoratori full time - full year, che sono 9,4 milioni, ai 9.170 euro dei 3,7 milioni di persone che lavora part time e mediamente per non più di 171 giorni l’anno, passando per i circa 19 mila euro guadagnati in media dai 7,9 milioni di lavoratori impegnati part time per tutto l’anno o full time ma solo per una parte dell’anno. [...]
Sul fronte della previdenza, i pensionati sono 16,4 milioni, di cui 8 milioni maschi e 8,4 milioni femmine. La spesa per le pensioni è stata nel 2025 di circa 371 miliardi. L’importo degli assegni percepiti dagli uomini (2.166 euro al mese in media) è superiore a quello delle donne (1.619 euro) di circa il 34%, «a causa di carriere contributive storicamente più discontinue e di retribuzioni inferiori».
Le pensioni anticipate/anzianità sono le più ricche, 2.162 euro al mese, seguono le pensioni di invalidità, con 1.130 euro, di vecchiaia, con 1.035 euro, di reversibilità, con 868 euro e quelle assistenziali, con 511 euro. Le riforme hanno portato un graduale aumento dell’età effettiva di pensionamento.
Quella per le pensioni di vecchiaia è di 67,2 anni, quella per le pensioni anticipate è salita a 61,7 anni. Lo smart working facilita il rinvio del pensionamento. Sul fronte anziani, si rileva che la spesa assistenziale, «in particolare l’indennità di accompagnamento, è in crescita strutturale». Le indennità sono più che raddoppiate tra il 2002 e il 2026: da 1 milione a 2,2 milioni. [...]
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