aleksander adarich

IL MISTERO DI ALEKSANDER ADARICH, IL BANCHIERE UCRAINO PRECIPITATO DA UNA CAMERA DI UN B&B A MILANO - LE INDAGINI STANNO COMPONENDO IL QUADRO DI UN OMICIDIO: SUL CORPO AVEVA SEGNI DI COSTRIZIONE CHE FANNO IPOTIZZARE UNA VIOLENZA - SI CERCA L’UOMO CHE ERA CON LUI – LE TELECAMERE PARE ABBIANO RIPRESO ALMENO DUE PERSONE IN FUGA DOPO LA SUA MORTE - NELLA STANZA SONO STATE TRE DIVERSE CARTE D'IDENTITÀ RICONDUCIBILI AL 54ENNE ADARICH ARRIVATO A MILANO DALLA SPAGNA PER CHIUDERE UN AFFARE – I GUAI CON LA GIUSTIZIA, GLI OTTO MILIONI DI EURO SPARITI DAI CONTI, LA CAUSA SULLA GESTIONE DI ALCUNI AFFARI NEL PORTO DI ODESSA…

 

 

Carmine R. Guarino per repubblica.it - Estratti

 

Cosa ci faceva in una camera di un b&b a due passi da piazza Duomo un banchiere ucraino in grado negli anni di acquistare istituti di credito e di siglare affari milionari? E, soprattutto, come è morto quello stesso banchiere?

 

ALEKSANDER ADARICH

Davvero, come pare, qualcuno lo ha ucciso e poi buttato dalla finestra nel tentativo di inscenare un gesto estremo? Interrogativi ancora senza soluzione a cui dovranno dare una risposta investigatori e inquirenti che indagano sul mistero di via Nerino. Perché l’uomo trovato morto venerdì sera nel cortile dell’elegante condominio del centro di Milano era Oleksandr Adarich, cinquantaquattro anni, nazionalità ucraina e un infinito elenco di interessi nel suo paese d’origine e nel resto d’Europa.

 

Era arrivato quella mattina dalla Spagna, dove si era trasferito, e ci sarebbe tornato in serata: a confermarlo la sua seconda moglie, sentita già due volte dagli investigatori, per dei non meglio precisati affari.

 

Che aspettano l’autopsia nei prossimi giorni per capire meglio anche quei segni di costrizione sul corpo, che fanno ipotizzare una violenza. Forse ha anche ricevuto dei colpi che potrebbero aver contribuito alla morte prima che precipitasse, o fosse buttato giù.

dove e morto alexander adarich

 

La certezza dei poliziotti della Squadra mobile, coordinati dal pm Rosario Ferracane, è che Adarich fosse arrivato poco prima in città — non ci sono sue tracce prima di quel venerdì — per concludere un affare che evidentemente non poteva essere portato a termine a distanza.

E per questo l’indagine si sta concentrando sulla vita lavorativa dell’uomo, che nel 2006 è stato inserito nella classifica dei cento migliori top manager in Ucraina.

 

Nato nell’ottobre del 1971 a Pavlohrad, cinquecento chilometri da Kiev, si era laureato in finanza nel 1999 all’università di Kharkiv, iniziando un’ascesa che lo avrebbe portato a intrecciare la sua vita con le più grandi banche ucraine. Fino a diventare il presidente di UkrSibbank, per volume d’affari il quarto istituto finanziario del paese che sotto la sua gestione era riuscito ad attirare investimenti anche dal colosso Bnp Paribas.

alexander adarich 1

 

Poi erano arrivate le esperienze in Fidobank, con una serie di acquisizioni multimilionarie, e in Eurobank, di cui Adarich aveva detenuto il 50% delle quote. E non era mancato qualche guaio con la giustizia, come il coinvolgimento in un’inchiesta su oltre quattrocento milioni di grivnia, al cambio più di otto milioni di euro, che sarebbero spariti dai conti.

 

Il suo nome, rimasto anche invischiato in una causa sulla gestione di alcuni affari nel porto di Odessa, negli ultimi tempi rimanda invece a una holding con sede in Lussemburgo. Non sarà facile ricostruire il patrimonio e gli affari in corso di Adarich, che aveva conti correnti in diversi Paesi per cui si dovrebbe procedere per via rogatoriale.

 

Nella camera da cui è volato giù, prenotata da un’altra persona, i poliziotti hanno trovato almeno tre documenti riconducibili all’ex banchiere, motivo per cui è stato necessario fare degli accertamenti per risalire formalmente all’identità. Altre risposte sono ora attese dall’autopsia, nei prossimi giorni: gli esami chiariranno se il decesso sia avvenuto per l’impatto con il suolo o se — come ipotizzato dalle indagini — Adarich fosse già morto quando è stato buttato giù dal quarto piano.

 

E qui c’è la tessera più importante del puzzle: in quel momento, ma non è escluso che qualcun altro si fosse allontanato prima, in camera con lui c’era un’altra persona. Che la custode ha visto affacciarsi e poi andare via. Un uomo, ne sono certi gli investigatori, che sa tutta la verità su quell’incontro d’affari terminato con quello che ha tutti i contorni di un omicidio.

 

IL BANCHIERE UCRAINO PRECIPITATO IN VIA NERINO

Carmine R. Guarino per repubblica.it - Estratti

 

(…)

ALEKSANDER ADARICH

I poliziotti della Mobile nella camera hanno trovato tre documenti con nomi e nazionalità diverse, ma comunque riconducibili alla vittima, tanto che per identificarla è stato necessario effettuare ulteriori accertamenti.

 

Su uno c’era proprio il nome di Adarich, mente su un altro - di nazionalità romena - c’era l’identità Alexandru Adarici, che riporta a quelli che sembrano gli ultimi affari del manager con una società lussemburghese.

 

Nella stanza però, prenotata online da un’altra persona e non dalla vittima, si accede senza bisogno di passare da una reception: risultava affittata dal 22 al 24, Adarich muore il 23.

 

Non sarà facile ricostruire il patrimonio e gli affari in corso di Adarich che aveva conti correnti in diversi Paesi per cui si dovrebbe procedere per via rogatoriale. Al di là delle lesioni dovute alla caduta, Adarich aveva dei segni di costrizione al corpo, segno che era stato oggetto di violenza.

 

dove e morto alexander adarich 1

Forse ha anche ricevuto dei colpi che potrebbero aver contribuito alla morte prima che precipitasse, o fosse buttato giù.

 

 

Investigatori e inquirenti stanno lavorando sulle telecamere dello stabile e della zona, che pare abbiano ripreso almeno due persone in fuga dopo la morte dell’uomo d’affari, ma soprattutto stanno scandagliando la sua vita lavorativa e i suoi interessi. Lì potrebbe esserci la chiave per spiegare perché Oleksandr era a Milano venerdì scorso. E, di conseguenza, perché qualcuno potrebbe averlo ucciso.

 

Ultimi Dagoreport

daniela santanche giorgia meloni giorgio mottola

COME MAI LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” HA DECISO LA “DESANTANCHEIZZAZIONE” DEL GOVERNO SOLO ADESSO, PUR AVENDO AVUTO A DISPOSIZIONE PIÙ DI TRE ANNI DI CASINI GIUDIZIARI PER METTERLA ALLA PORTA? - NON È CHE ALL’INDOMANI DELLA DISFATTA, MAGARI LEGGENDO UN POST SU FACEBOOK DI “REPORT” (‘’I SOLDI DELLA SOCIETA’ INDAGATA PER MAFIA A DANIELA SANTANCHE’ E LE OMBRE SUI “SALVATORI” DI VISIBILIA’’), LA PREMIER E IL SUO ENTOURAGE DI PALAZZO CHIGI HANNO SENTITO ODOR DI BRUCIATO E PRESO LA PALLA AL BALZO PER BUTTARE FUORI L’INSOSTENIBILE MINISTRO DEL TURISMO? GIÀ IL GIORNO DELLA SCONFITTA, IL RICHELIEU DI PALAZZO CHIGI, FAZZOLARI AVEVA MESSO IN CONTO LA POSSIBILE REAZIONE DI UNA MAGISTRATURA RINGALLUZZITA DALLA VITTORIA, PREANNUNCIANDO CHE “L’AZIONE (DELLE TOGHE) POTREBBE DIVENTARE PIÙ INVASIVA" - E OGGI, LA PROCURA DI ROMA HA RICICCIATO IL CASO SOGEI CON PERQUISIZIONI AL MINISTERO DELLA DIFESA E IN UNA SERIE DI SOCIETÀ PUBBLICHE TRA CUI TERNA, RETE FERROVIARIA ITALIANA, POLO STRATEGICO NAZIONALE... - VIDEO DI GIORGIO MOTTOLA

radio deejay theodore kyriakou linus albertino

FLASH – THEO KYRIAKOU NON HA SCELTO A CASO DI ANDARE A MILANO PER IL DEBUTTO DA EDITORE DI “REPUBBLICA”: NEGLI STORICI STUDI DI VIA MASSENA C’È LA SEDE OPERATIVA DELLE RADIO DEL GRUPPO GEDI, CHE SONO L’UNICO ASSET CHE INTERESSA AL MAGNATE GRECO – QUEL VOLPONE DI KYRIAKOU, PIÙ FURBO DI ELKANN, HA DATO UNO ZUCCHERINO ALLA REDAZIONE DI “REP”, INCONTRANDO I GIORNALISTI E PROMETTENDO INVESTIMENTI. MA IL SUO VERO OBIETTIVO ERA IL FACCIA A FACCIA CON LINUS (DIRETTORE EDITORIALE DEL POLO RADIOFONICO): LA PRIORITÀ È METTERE A PUNTO UN PIANO PER DARE UNA RINFRESCATA A RADIO CAPITAL E RENDERE PIÙ COMMERCIALE LA DISCOTECARA “M2O”, DI CUI È DIRETTORE ARTISTICO ALBERTINO (FRATELLO DI LINUS)

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?