ramon cristobal santoyo

NEL CARCERE DI REGINA COELI C’È UN DETENUTO CHE SPAVENTA TUTTI GLI ALTRI: RAMON CRISTOBAL SANTOYO, CONOSCIUTO ANCHE COME “DOTTOR WAGNER” - E’ UN 43ENNE, INGEGNERE CIVILE, ARRESTATO AD AGOSTO ALL'AEROPORTO DI FIUMICINO - È UN MANAGER DELLA COCAINA, UNO DEI GRANDI REGISTI DEL TRASFERIMENTO DELLA POLVERE BIANCA DAL MESSICO AGLI STATI UNITI PER CONTO DEL CARTELLO DI “EL CHAPO” - QUANDO GLI ALTRI PRIGIONIERI LO INCROCIANO…

Giuseppe Scarpa per “il Messaggero”

 

Ramon Cristobal Santoyo

I gradi di alto ufficiale del crimine non hanno confini. Se fai parte dell'élite della più potente multinazionale messicana dello spaccio, il cartello di Sinaloa, il rispetto della malavita a qualsiasi latitudine è garantita. Accade, perciò, che i detenuti del carcere di Regina Coeli, quando incrociano il dottor Wagner, al secolo Ramon Cristobal Santoyo, abbassino lo sguardo in segno di riverenza.

 

Ma chi è questo signore della droga, 43enne, ingegnere civile arrestato ad agosto all'aeroporto di Fiumicino? Lo spessore emerge da una serie di intercettazioni telefoniche, dell'estate del 2015, eseguite dall'agenzia federale antidroga statunitense, la Dea. Il materiale è adesso nelle mani dei giudici italiani che, il 9 gennaio, in un'udienza blindata (ci sarà una super scorta) dovranno decidere se dare corso alla richiesta di estradizione dagli Usa.

 

IL GRANDE CRIMINE

regina coeli

Santoyo, per gli americani, è un manager della cocaina, uno dei grandi registi del trasferimento della polvere bianca dal Messico agli Stati Uniti per conto del cartello che ha sede a Culiacan. Il cui capo El Chapo, Joaquín Archivaldo Guzmán Loera, arrestato nel gennaio del 2016, è adesso detenuto nell'ala di massima sicurezza del Metropolitan Correctional Center di New York, situato a Manhattan. Ovviamente Santoyo spera, a differenza del suo ex datore di lavoro, di rimanere in Italia a Regina Coeli, incubo dei criminali italiani, paradiso per un ufficiale del cartello di Sinaloa rispetto alle durissime prigioni Usa.

 

Di certo la vita di questo narcos non è stata sempre semplice. La biografia criminale del dottor Wagner è riportata negli stessi atti inviati dagli Stati Uniti agli inquirenti italiani per convincerli della pericolosità del personaggio. Perciò si scopre che Santoyo, 5 anni fa, ha rischiato di essere giustiziato dallo stesso cartello per cui lavorava.

carcere regina coeli

 

D'altro canto aveva fatto perdere alla multinazionale 11 milioni di dollari. Lui, che aveva il compito di corrompere le guardie al confine e garantire il passaggio dei dollari sporchi, aveva clamorosamente fallito. La polizia messicana, il 12 luglio 2015, intercettò il camion con i soldi in contanti, 25 scatole di munizioni Remington e 20 scatole di munizioni Winchester.

 

GRAZIATO

Tuttavia Wagner in un'intercettazione telefonica con il suo braccio destro, Gonzalez Ibarra, un ex ufficiale della polizia messicana passato dalla parte dei cattivi, riferisce di essere stato graziato e ristabilito nel suo incarico. E quindi di nuovo investito del ruolo di regista per la spedizione dell'ennesima partita di droga da inviare negli Usa.

 

el chapo

Damaso Lopez Serrano (figlio del numero due del cartello di Sinaloa) «sa già che mi avrebbero ucciso», racconta un sollevato Santoyo a Ibarra. Wagner spiega di essere stato perdonato, poi riferisce quelli che saranno i guadagni per il nuovo lavoro: «È molto buono compadre, faremo 700mila dollari al mese».

 

Adesso i giudici italiani dovranno decidere, il 9 gennaio, se estradarlo negli Usa. Il suo legale, l'avvocato Alessandro Sforza, lavora perché ciò non avvenga, sostenendo che ad oggi ci sono solo meri indizi troppo generici e non piene prove per estradarlo. «Sono fiducioso - spiega il penalista - nella magistratura italiana, attendo la loro valutazione».

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