NELLE "REGIONI ROSSE" NON GIRANO LE PALE - SARDEGNA, UMBRIA, EMILIA-ROMAGNA E TOSCANA, REGIONI GUIDATE DAL “CAMPO LARGO”, SONO IN RITARDO SUI PROGETTI RELATIVI AI GRANDI IMPIANTI EOLICI E SOLARI - L’ISOLA GUIDATA DALL’ESPONENTE DEL M5S ALESSANDRA TODDE E’ DIVENTATA IL SIMBOLO DELLE LOTTE ALLE PALE E AI PANNELLI - LA STOCCATA DI NICOLA ARMAROLI, RICERCATORE DEL CNR: “SCHLEIN SI È ESPRESSA IN MANIERA NETTA SULLA NECESSITÀ DI AFFRONTARE LA CRISI DEL CLIMA, MA SUI TERRITORI DA LORO AMMINISTRATI NON FUNZIONA NULLA IN QUELLA DIREZIONE"
Estratto dall’articolo di Giacomo Talignani per “la Repubblica”
Nell'estate in cui non si può più mettere la testa sotto la sabbia — con la potenza della crisi climatica così evidente — la chiamata degli scienziati alla politica italiana è un rapido cambio di passo verso le energie rinnovabili, senza più scuse.
Una necessità indirizzata soprattutto al Campo largo: molte delle regioni amministrate dal centrosinistra sono infatti oggi quelle più restie allo sviluppo di grandi impianti eolici e solari che, paesi come Germania e Spagna, hanno invece dimostrato di poter realizzare velocemente, traendone vantaggi sia per smarcarsi dalla dipendenza dalle fonti fossili che originano la crisi del clima, sia economici. [...]
Sardegna, Umbria, Emilia-Romagna o Toscana sono infatti tutti territori guidati dal centrosinistra che, anziché accelerare, stanno frenando sui grandi impianti. Dalla Maremma a La Maddalena, si oppongono per tutelare le bellezze d'Italia.
La Sardegna è diventata simbolo di lotta a troppe pale e pannelli perché, ha dichiarato la governatrice Alessandra Todde, «siamo per rispettare ambiente e bellezza, governando il processo e non subendolo, definendo le aree per lo sviluppo delle rinnovabili. La nostra giunta è per la transizione energetica, ci abbiamo messo un miliardo: ma noi rivendichiamo il nostro diritto a pianificare».
comunita energetiche rinnovabili.
Ma così, «con la retroguardia, non andiamo da nessuna parte», replica Nicola Armaroli, ricercatore del Cnr tra i firmatari dell'appello. «Al Pd chiederemo chiarezza a livello di enti locali. Schelin si è espressa in maniera netta sulla necessità di affrontare la crisi del clima, ma sui territori da loro amministrati non funziona nulla in quella direzione. Il Pd deve far capire ai suoi governatori che le rinnovabili vanno distribuite, non ci si può tirare fuori con la scusa che rovinano il "bello".
Noi non stiamo parlando di ricoprire di pale le regioni, ma di pochi impianti precisi ed efficaci. Nessuno vuole devastare niente: ma se non facciamo nulla, se deleghiamo, col nuovo clima non ci sarà più nulla da difendere», chiosa lo scienziato.
Fra i membri del campo largo, come nelle recenti parole di Annalisa Corrado a Repubblica, il Pd crede nella transizione e punta a soluzioni che includono prevenzione, adattamento, rifugi climatici, più alberi e pianificazione urbana.
«Ma di fatto sulla mitigazione, l'aumento di impianti a energia pulita, frenano — sostiene Montagnani — Al contrario, regioni come la Lombardia, Piemonte, Friuli o Veneto amministrate dal centrodestra sono ora in anticipo sui piani». [...]
Elly Schlein e Giuseppe Conte3
Elly Schlein e Giuseppe Conte2
ENERGIA SOLARE



