lidl follonica nomadi rom

L’ERA SOLO UNA BISCHERATA! - “NON FU SEQUESTRO DI PERSONA”: CHIESTA L’ARCHIVIAZIONE PER I DUE DIPENDENTI LIDL CHE AVEVANO CHIUSO IN UN GABIOTTO DELLE ROM CHE ROVISTAVANO - L’AZIENDA PERO’ LI HA LICENZIATI - “SE QUALCOSA SPARISCE O SE PERSONE NON AUTORIZZATE ENTRANO SPAZI RISERVATI, NOI RISCHIAMO IL POSTO” - VIDEO

 

Alessandro Gonzato per “Libero quotidiano”

 

lidl1lidl1

Ricordate il caso dei due dipendenti della Lidl di Follonica, nel Grossetano, che a febbraio dopo aver sorpreso due nomadi frugare in un' area privata nel piazzale del supermercato le avevano rinchiuse in un gabbiotto di ferro riprendendo tutta la scena col telefonino? Per quel gesto, poche settimane dopo, avevano perso il lavoro. Uno dei due dipendenti, un 36 enne che aveva un contratto a tempo indeterminato, era stato licenziato dall' azienda, mentre all' altro, di dieci anni più giovane, non era stato rinnovato il contratto. I carabinieri, intervenuti sul posto, quel giorno li avevano denunciati per sequestro di persona.

 

donne nomadi rinchiuse al lidl follonica  7donne nomadi rinchiuse al lidl follonica 7

Ora però il sostituto procuratore ha chiesto l' archiviazione ritenendo infondata la richiesta dei militari. Nessun sequestro dunque. Al massimo uno scherzo di cattivo gusto, una leggerezza, una bischerata, una "goliardata", come si erano giustificati i due lavoratori finiti nell' occhio del ciclone. Ma niente a che vedere col grave reato contestato. Il caso, che aveva destato così tanto clamore, quindi è destinato a chiudersi, almeno dal punto di vista penale. Nel filmato, della durata di una cinquantina di secondi, si vedevano e si sentivano le due nomadi urlare a squarciagola per attirare l' attenzione dei passanti e i due lavoratori ridere a crepapelle mentre ripetevano alle signore che non si poteva entrare in quell' area.

 

donne nomadi rinchiuse al lidl follonica  3donne nomadi rinchiuse al lidl follonica 3

Il video aveva fatto il giro di tutti i telegiornali e i siti internet. L' opinione pubblica si era spaccata. E ovviamente ne era nato un duro scontro politico. Uno dei primi a partire alla carica era stato lo scrittore Roberto Saviano, che aveva attaccato pesantemente il leader della Lega Matteo Salvini: «È evidente che ha perso la testa e nel tentativo di intercettare il voto delle persone peggiori di questo Paese non esita a incitare e a realizzare atti gravissimi» aveva detto. Il segretario del Carroccio si era subito schierato dalla parte dei lavoratori e si era offerto di contribuire al pagamento delle loro spese legali nel caso fossero finiti a processo. In più aveva affermato di essere pronto a boicottare i prodotti della Lidl se i due dipendenti fossero stati licenziati.

 

donne nomadi rinchiuse al lidl follonica  1donne nomadi rinchiuse al lidl follonica 1

Salvini era stato bersagliato un po' da tutti gli esponenti della sinistra, dall' ex premier Massimo D' Alema, al segretario di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni, fino al governatore della Toscana, l' ex Dem Enrico Rossi - ora "Articolo 1" - che aveva definito il video come «il frutto avvelenato della xenofobia», aveva accusato Salvini di «indecenza» e di essere «perso nella sua corsa verso la totale negazione dei valori della nostra democrazia». Lidl, in un comunicato, aveva preso le distanze «senza riserva alcuna dal contenuto del filmato». L' azienda si era dissociata e aveva condannato «fermamente» il comportamento dei due lavoratori.

 

donne nomadi rinchiuse al lidl follonica  4donne nomadi rinchiuse al lidl follonica 4

La direzione del punto vendita invece era stata decisamente più cauta: «Quello che è accaduto va visto in quest' ottica: se viene portato via qualcosa dagli scaffali, oppure se persone non autorizzate entrano in questi spazi riservati, noi rischiamo il posto di lavoro». Inoltre i responsabili della Lidl di Follonica avevano sottolineato che le due nomadi erano ben conosciute da quelle parti e che addirittura certe notti si accampavano davanti all' entrata del negozio. Anche la notizia della richiesta di archiviazione è stata immediatamente ripresa da Salvini su Facebook: «Ma intanto i due ragazzi sono stati licenziati» ha commentato il segretario della Lega. Già: ora vedremo se la decisione del sostituto procuratore farà tornare i vertici della Lidl sui propri passi.

riproduzione riservata

 

SALVINISALVINI

A febbraio, due dipendenti della Lidl di Follonica pizzicano due nomadi - ben conosciute nella zona - mentre rovistavano in un gabbiotto di proprietà del supermercato e in un' area privata. Decidono di chiudere il cancello e filmano la coppia di rom. Ridendo, i dipendenti spiegano che «non si entra nell' angolo rotture della Lidl». Una delle due donne urla a squarciagola. Il video finisce su alcuni gruppi Facebook - tra cui Welcome to favelas - e diventa virale

 

La Lidl prende ufficialmente le distanze dai due dipendenti, e poche settimane dopo licenzierà uno di loro (che era assunto a tempo indeterminato) e non rinnoverà il contratto dell' altro. Esplode la polemica politica, mentre i carabinieri ipotizzano il sequestro di persona. Salvini chiede di boicottare la Lidl, colpevole di aver cacciato i dipendenti, mentre la sinistra parla di razzismo Tre frame del video che i due dipendenti della Lidl avevano fatto mentre chiudevano due rom nel gabbiotto.

SAVIANOSAVIANOZINGARA CON DITO MEDIOZINGARA CON DITO MEDIO

Ultimi Dagoreport

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…

giuseppina di foggia giorgia meloni arianna claudio descalzi terna eni

CHE FIGURA DI TERNA PER GIORGIA! – NELL’APRILE 2023 MELONI SI VANTAVA DELLA NOMINA DI GIUSEPPINA DI FOGGIA ALLA GUIDA DI TERNA: “È LA PRIMA DONNA AD DI UNA GRANADE PARTECIPATA PUBBLICA” – CHISSA COME SI SARÀ PENTITA DI QUELLA SCELTA, SPONSORIZZATA DALLA SORELLA ARIANNA, ORA CHE LA MANAGER HA DECISO DI INCASSARE FINO ALL’ULTIMO EURO DELLA SUA BUONUSCITA DA 7,3 MILIONI, ALLA FACCIA DELLA CRISI ENERGETICA, ED È PRONTA A RINUNCIARE ALLA PRESIDENZA DI ENI CHE LE È STATA OFFERTA COME “PARACADUTE”, PUR DI TENERE IL PUNTO – DI FOGGIA PRETENDEVA DI ESSERE CONFERMATA IN TERNA O DI AVERE COMUNQUE UN RUOLO OPERATIVO IN UN ALTRO COLOSSO STATALE: SA BENE CHE LA POLTRONA DA PRESIDENTE DEL CANE A SEI ZAMPE È DI RAPPRESENTANZA, DAL MOMENTO CHE IN CASA ENI TUTTO PASSA PER L’AD CLAUDIO DESCALZI – IL VERBALE DI TERNA CHE INGUAIA PALAZZO CHIGI

borsa italiana dario scannapieco fabrizio testa cdp cassa depositi e prestiti

DAGOREPORT - PERCHE' ALLA BORSA ITALIANA COMANDANO I FRANCESI? – INFURIA LA BATTAGLIA SULLA CONFERMA DI FABRIZIO TESTA ALLA GUIDA DI BORSA ITALIA, IMPOSTA DALLA FRANCESE EURONEXT E CONTESTATA DA CDP (ENTRAMBI AZIONISTI ALL’’8,08%). SECONDO LA CASSA, NON SAREBBE STATO RISPETTATO IL PATTO PARASOCIALE – EPPURE LA CONSOB, NEL SUO “ACCERTAMENTO” SU BORSA ITALIANA DELLO SCORSO NOVEMBRE, ERA STATA CHIARA: HA RILEVATO UNA “RIPETUTA VIOLAZIONE DELLE REGOLE DEL GOVERNO SOCIETARIO”, HA ACCERTATO CHE “TESTA NON HA DATO LA NECESSARIA INFORMATIVA AL CDA DI BORSA ITALIANA SUI PROGETTI O LE MODIFICHE ALLA STRUTTURA COMMISSIONALE”, “MORTIFICANDO IL RUOLO DEL CDA” – L’ASSEMBLEA DEI SOCI DI BORSA ITALIANA È CONVOCATA PER IL 29 APRILE PER RINNOVARE CDA E VERTICI MA LA GUERRA LEGALE POTREBBE ESSERE MOLTO PIU’ LUNGA...

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...