prigionieri palestinesi

NELLA GUERRA TRA NETANYAHU E HAMAS, NON C’È PIETÀ PER I PRIGIONIERI – NON SOLO I RACCONTI HORROR DEGLI OSTAGGI DI HAMAS: ANCHE I DETENUTI PALESTINESI HANNO RIVELATO LE TORTURE E UMILIAZIONI CHE HANNO SUBITO DURANTE LA PRIGIONIA NELLE CARCERI ISRAELIANE – E NON TUTTI SONO TERRORISTI: DEI 1.968 CHE SONO STATI SCAMBIATI CON I 20 ISRAELIANI, 1.718 NON ERANO IN ALCUN MODO LEGATI AL POGROM DEL 7 OTTOBRE – “NELLE PRIGIONI DI ISRAELE NON SEI PIÙ UN ESSERE UMANO, TI VOGLIONO TRASFORMARE IN UN INSETTO. OGNI TANTO LANCIAVANO GAS LACRIMOGENI NELLE CELLE, CI PICCHIAVANO E IL CIBO È APPENA SUFFICIENTE A NON MORIRE DI FAME..."

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Estratto dell’articolo di Fabio Tonacci per "la Repubblica"

https://www.repubblica.it/esteri/2025/10/15/news/palestinesi_detenuti_israele-424913272/

prigionieri palestinesi liberati

 

«Nelle prigioni di Israele non sei più un essere umano, ti vogliono trasformate in un insetto». Le parole sono di Mohammad Khatib, 53 anni, di Betlemme, diverse condanne all'ergastolo emesse dalle corti israeliane, da più di 20 anni in carcere: le ha usate appena è stato rilasciato dalla prigione di Ofer. […]

 

La stessa immagine che evoca degrado fisico e psicologico, l'abuso costante e la perdita della dignità, si materializza in molti dei racconti dei 1.968 detenuti palestinesi (250 gli ergastolani) che hanno ritrovato la libertà grazie allo scambio con i 20 ostaggi vivi che, fino a lunedì mattina, erano ancora a Gaza nelle mani di Hamas.

 

Ayman Sharabati, nato 58 anni fa a Gerusalemme, è già in Egitto. È nel gruppo dei 157 pluricondannati a vita che non possono più abitare in Cisgiordania, sono stati trasferiti nella Striscia e da lì espulsi. È uscito dal penitenziario di Megiddo, dove è stato rinchiuso per 27 anni. […]

 

prigionieri palestinesi liberati

«Ogni tanto lanciavano gas lacrimogeni nelle celle, senza motivo, oppure ci colpivano sulla testa con gli stivali, solo per farci capire che erano loro i padroni. Si mettevano in gruppo e uno di loro ci saltava addosso, fracassandoci le costole. Non c'è una vera infermeria interna, quindi quando ci ammalavamo al massimo ci davano un'aspirina. C'è un epidemia di scabbia tra i prigionieri e la direzione non fa niente. Megiddo è sudicia, rischi malattie e infezioni. Il cibo è appena sufficiente a non morire di fame».

 

[…] Tutti i 250 ergastolani scarcerati sono accusati di terrorismo, attacchi a israeliani, omicidi. I 1.718 gazawi che sono ritornati nella Striscia, invece, erano stati arrestati durante la guerra pur non essendo in alcun modo legati al pogrom di Hamas del 7 Ottobre.

 

prigionieri palestinesi liberati

«Nella prigione di Magiddo ti trattano come un animale e vogliono farti sentire così», dice ancora Sharabati, […]«Avevamo diritto a mezza tazza di tè una volta alla settimana, un minuto di tempo per fare la doccia settimanale, una dose minuscola di sapone ciascuno.  Ci aizzavano contro i cani che secondo me avevano la rabbia, perché qualcuno è venuto a contatto con la loro bava e si è sentito male. Mi ricordo quando Marwan Barghouti […] è arrivato a Megiddo, trasferito dall'istituto di Ramon. È stato pestato dall'unità Nahshon, la più violenta tra quelle che operano nelle carceri di Israele. A forza di calci, gli hanno rotto 4 costole».

 

prigionieri palestinesi liberati 4

Faisal Khalifi di Tulkarem, pluricondannato, 20 anni trascorsi in diverse galere israeliane, riferisce di abusi quotidiani e di percosse con una mazza che aveva delle punte all'apice. «Gli ultimi tre giorni prima del rilascio sono stati un inferno, ci hanno fatto di tutto. Sui polsi ho ancora i segni dei lacci, ci hanno legato le mani, ci hanno tenuto per dodici ore seduti per terra sotto il sole, non potevamo andare in bagno, non potevamo bere. Le unità della polizia interna si sono date il cambio per picchiarci e trascinarci, quando finiva una iniziava l'altra. Non gliene frega niente se sei giovane o vecchio, l'unica cosa che vogliono è spezzarti».

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