CHI NON MUORE SI RIVEDE. ANZI, SI RISENTE! – L’AYATOLLAH MOJTABA KHAMENEI, GUIDA SUPREMA DELLA TEOCRAZIA IRANIANA, CHE DA QUANDO È STATO NOMINATO NON SI È MAI FATTO VEDERE, RISPONDE ALLE INDISCREZIONI SU UN POSSIBILE NUOVO ATTACCO AMERICANO: “RISPONDEREMO A OGNI MINACCIA, SENZA RESTRIZIONI GEOGRAFICHE. TUTTE LE RISORSE DEL NEMICO AMERICANO-SIONISTA DEVONO ESSERE MESSE NEL MIRINO” – DOMANI UN NUOVO ROUND DI NEGOZIATI SUL NUCLEARE IN QATAR. E MENTRE TRUMP MOSTRA IL BASTONE, IL SUO VICE, L’ISOLAZIONISTA JD VANCE, FA IL PONTIERE CON UNA LETTERA...
L'AYATOLLAH KHAMENEI AGLI USA, RISPONDEREMO A OGNI MINACCIA
(ANSA) - La Guida Suprema dell'Iran mette in guardia gli Usa dal riprendere gli attacchi. In un incontro con gli alti comandanti delle Forze Armate, Mojtaba Khamenei ha dato ordini per una risposta immediata, incisiva e "senza restrizioni geografiche" a qualsiasi minaccia nemica, si legge sul suo sito web, leader.ir.
Khamenei aggiunge che l'Iran determinerà i tempi e le condizioni per la fine di qualsiasi nuovo conflitto. "Tutte le risorse, materiali e immateriali, del nemico americano-sionista devono essere messe nel mirino", ha aggiunto invocando l'unità tra i diversi gruppi del cosiddetto "fronte della resistenza".
"Qualora i nemici dovessero tornare a sferrare attacchi militari o terroristici, saranno le Forze armate iraniane a stabilire i tempi e le condizioni per la loro conclusione", ha avvertito Khamenei durante l'incontro, al quale hanno preso parte il Capo dello Stato Maggiore delle Forze armate Ali Abdollahi, il Comandante dell'Esercito Amir Hatami e il Comandante delle Guardie rivoluzionarie Ahmad Vahidi.
La Guida suprema ha sottolineato che una "prontezza al combattimento intelligente, in vista di un confronto energico con i nemici", costituisce il presupposto per una "deterrenza massima".
ARAGHCHI, 'NON ESCLUDIAMO LA POSSIBILITÀ DI UN ATTACCO CONTRO DI NOI'
(ANSA) - Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha dichiarato che il suo Paese non esclude la possibilità di un attacco contro l'Iran. "Non escludiamo alcuna possibilità riguardo allo scoppio di una guerra e siamo preparati a tutti gli scenari", ha detto Araghchi ad al Jazeera.
"Abbiamo modernizzato i nostri armamenti, affrontato le nostre vulnerabilità e testato nuove armi: le nostre forze sono al massimo livello di prontezza operativa". Araghchi ha riconosciuto gli effetti della pressione economica imposta dagli Stati Uniti sull'Iran, ma ha affermato che il suo Paese "non si arrenderà". "Continueremo a resistere con fermezza e supereremo questa fase difficile grazie alle nostre capacità", ha aggiunto.
ARAGHCHI, 'STIAMO ESAMINANDO LE PROPOSTE DEI MEDIATORI SUL PROGRAMMA NUCLEARE'
(ANSA) - "I mediatori hanno presentato proposte riguardanti il dossier nucleare chee stiamo attualmente esaminando come parte della seconda fase". Lo afferma ad al Jazeera il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, confermando che una delegazione iraniana si è diretta in Qatar per continuare i colloqui con i mediatori.
APPARTAMENTO DI LUSSO A LONDRA RICONDUCIBILE A MOJTABA KHAMENEI
"I mediatori del Qatar e del Pakistan stanno continuando le consultazioni alle nostre condizioni". Araghchi ha aggiunto che "la parte del Qatar ha proposto di ridurre il periodo di attuazione della proposta iraniana a cinque giorni. In questa fase abbiamo raggiunto una proposta che riduce il periodo di attuazione a due giorni per aprire lo Stretto di Hormuz".
"Le nostre condizioni includono la revoca delle sanzioni imposte in seguito al memorandum di Islamabad e la riduzione delle forze statunitensi nella regione. Chiediamo il ripristino delle deroghe petrolifere e il rilascio di tutti i nostri fondi congelati, compresi quelli detenuti in Qatar", ha proseguito. Il ministro degli Esteri chiede anche il riconoscimento delle rotte marittime nello Stretto di Hormuz, di cui l'Iran aveva discusso con l'Oman, e la chiusura di altre rotte.
"La riapertura dello Stretto di Hormuz secondo le nostre condizioni apre la strada alla ripresa dei negoziati con Washington sulle questioni in sospeso", ha aggiunto.
ARAGHCHI, 'LETTERA DI VANCE PER AVVIARE IL DIALOGO È UN PASSO POSITIVO'
(ANSA) - Lo sforzo degli Stati Uniti di avviare un dialogo con l'Iran è "un passo positivo". Lo afferma il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ad Al Jazeera in merito alla lettera inviata dal vicepresidente degli Usa J.D. Vance. La missiva, aggiunge il ministro, è stata attentamente esaminata in incontri di alto livello.
"Il tentativo della parte americana di aprire la porta al dialogo e alla comprensione in senso più ampio è un passo positivo", ha dichiarato ad Al Jazeera. Tuttavia, ha avvertito: "Se l'obiettivo di Washington nell'inviare questa lettera è quello di fomentare la discordia, sarebbe l'ennesimo errore da aggiungere ai precedenti".
DONALD TRUMP BENJAMIN NETANYAHU - GUERRA ALL’IRAN
Mojtaba Khamenei 3



