appendino piazza san carlo

VIENI AVANTI, APPENDINO -  NOTTE DI PANICO IN PIAZZA SAN CARLO, LA SINDACA DI TORINO SI SCUSA: "CI SONO STATI ERRORI, E’ EVIDENTE CHE QUALCOSA NON HA FUNZIONATO. NE RISPONDEREMO" - 7 FERITI ANCORA IN OSPEDALE. SI AGGRAVANO LE CONDIZIONI DI UNA RAGAZZA RIMASTA SCHIACCIATA - VIDEO

 

 

 

 

Paolo Griseri per la Repubblica

 

chiara Appendinochiara Appendino

Quarantotto ore dopo, Chiara si scusa. Lo fa con una formula un po' da Prima Repubblica: «Come amministrazione siamo pronti ad assumerci le eventuali responsabilità che dovessero emergere dall' inchiesta della magistratura». Perché, sottolinea, «è evidente che qualcosa non ha funzionato ».

 

La strategia è cambiata. Dopo il consiglio comunale senza scuse di lunedì pomeriggio, ecco che la sindaca Appendino comincia ad ammettere che «eventuali responsabilità», potrebbero riguardare la sua amministrazione. Concetto che ripete anche in un video postato su Facebook. Certo, la notte folle di sabato e i 1.527 feriti negli ospedali hanno segnato uno spartiacque per la giunta grillina di Torino. Ora si tratta di correre ai ripari. Appendino annuncia rimpasti di deleghe, qualcuno sussurra di terremoti nella composizione della giunta. L' opposizione annuncia la richiesta di una commissione di inchiesta sull' accaduto e attacca la sindaca: «Ha difficoltà a scusarsi, come Fonzie».

 

TORINO PIAZZA SAN CARLO 6TORINO PIAZZA SAN CARLO 6

Ma c' è poco da scherzare. I bollettini medici non sono per nulla rassicuranti. I vertici dell' ospedale Giovanni Bosco sono molto preoccupati per le condizioni di Erika Pioletti, la ragazza di 38 anni di Domodossola rimasta schiacciata a terra dal peso della folla. Ci sono voluti 40 minuti per rianimarla. Ora è in coma farmacologico. Solo oggi gli esami chiariranno come reagisce agli stimoli. Meno preoccupanti ma comunque gravi le condizioni di Kelvin, il bambino cinese di 7 anni, e di altre due donne ricoverate alla Molinette. In tutto i feriti ancora ricoverati ieri negli ospedali erano sette.

Molti punti oscuri della vicenda dovranno essere chiariti dall' indagine della magistratura, coordinata dai pm Antonio Rinaudo e Vincenzo Pacileo.

 

CHIARA APPENDINO JUVENTUSCHIARA APPENDINO JUVENTUS

Questa mattina i magistrati acquisiranno in Comune la documentazione e le autorizzazioni per ottenere il via libera all' evento. In particolare verrà acquisito l' ultimo e definitivo documento con cui la Prefettura, visto il parere favorevole della Commissione provinciale di vigilanza, ha autorizzato la proiezione in piazza san Carlo della finale Juve-Real. Il documento della Prefettura, datato 3 giugno, è indirizzato a Comune, Questura e Vigili del Fuoco e autorizza la manifestazione a condizione che vengano rispettate dai diversi enti, «ciascuno per la sua competenza», ben 19 specifiche prescrizioni.

TORINO PIAZZA SAN CARLO 5TORINO PIAZZA SAN CARLO 5

 

Tra queste il fatto che «la somministrazione di alimenti e bevande» debba «essere regolarmente autorizzata» e il fatto che debba «essere garantito l' accesso alla piazza dei mezzi di soccorsi ». Sarà ovviamente la magistratura ad accertare se le prescrizioni sono state rispettate ma le riprese e le fotografie scattate sabato notte lasciano pochi dubbi sull' esistenza di venditori abusivi di birra e sulla difficoltà delle ambulanze a entrare nella piazza. Dovrà essere esaminata la posizione degli stessi vertici cittadini rappresentati nella commissione provinciale di vigilanza, la prima ad aver proposto il nulla osta per l' evento dopo un sopralluogo di tre ore sabato mattina.

 

APPENDINOAPPENDINO

Ora Chiara Appendino si dice arrabbiata per l' accaduto e promette «per il futuro la massima sicurezza perché quanto è accaduto non avvenga mai più». La prima verifica sarà domani quando al parco del Valentino aprirà il Salone dell' auto, un evento che normalmente fa confluire in città centinaia di migliaia di persone. La vera controprova sarà però il 24 giugno con la festa in piazza per il patrono di Torino, san Giovanni. Ieri si è svolto il primo vertice per correre ai ripari.

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