“O MI PAGATE O FACCIO BLOCCARE I LAVORI” - SECONDO LA PROCURA DI TORINO, RAFFAELE PALMIERI, UN MARESCIALLO DELLA GUARDIA DI FINANZA OGGI IN PENSIONE, AVREBBE CHIESTO DELLE MAZZETTE AD ALCUNI IMPRENDITORI PER IL RIFACIMENTO DELLA FACCIATA DEL PALAZZO IN CUI VIVE - I FATTI RISALGONO AL 2021, QUANDO IL MILITARE CERCAVA DI CONVINCERE GLI ALTRI RESIDENTI DEL CONDOMINIO AD AFFIDARGLI LA SCELTA DEI COSTRUTTORI PER ESEGUIRE I LAVORI EDILIZI - L’EX FIAMMA GIALLA MINACCIAVA DI BLOCCARE TUTTO E DUE DITTE GLI AVREBBERO OFFERTO 15 MILA EURO PER “PLACARLO”: “SONO BRICIOLE, VE LE POTETE TENERE. VI FARÒ LA GUERRA”
Estratto dall’articolo di Elisa Sola per “la Stampa”
C'è stato un momento in cui, quando il piano per far guadagnare tutti sembrava perfetto, uno, soltanto uno degli 80 inquilini del palazzone da ristrutturare ha detto "no". Non voleva firmare per il rifacimento della facciata.
Ma il tempo per ottenere dallo Stato il bonus stava per scadere. E così il «maresciallo», un militare della Guardia di finanza finito a processo per estorsione, si era offerto di risolvere il problema.
«Aveva detto - ricorda un testimone - lo porto a cena fuori. Lo convinco io. Andiamo in un bel ristorante. Questa cena costa 5 mila euro». Sarebbe stata solo una di una serie di richieste di denaro. «O mi pagate o faccio bloccare i lavori», la minaccia che il finanziere - secondo la procura - avrebbe proferito agli impresari per un anno e mezzo.
Sfilano in aula al Palagiustizia di Torino i primi nove di cinquanta testimoni. Parlano del "maresciallo", un inquilino del loro stesso stabile di Torino Nord, all'anagrafe Raffaele Palmieri, militare della Guardia di finanza oggi in pensione, in servizio all'epoca dei fatti.
Era il 2021. [...] In Italia spuntavano cantieri all'impazzata. Milioni di euro venivano registrati dall'Agenzia delle entrate. Centinaia di denunce per truffa intasavano le procure. [...]
Il «finanziere Raffaele» avrebbe chiesto mazzette alle imprese affinché potessero continuare i lavori. «Se non mi pagate, vi blocco tutto», la minaccia ripetuta alle due società che avevano ottenuto, grazie a una sua "raccomandazione", l'appalto per aggiustare la facciata di sei palazzi confinanti.
La minaccia in quel periodo suonava come un incubo, nell'epoca dei caseggiati impacchettati e mai scoperti. Degli architetti spariti, dei lavori inconclusi. Secondo la pm Giulia Marchetti, che ha coordinato l'inchiesta svolta dalla Guardia di finanza, l'imputato avrebbe sfruttato il suo ruolo di «inquilino autorevole perché maresciallo» per convincere i residenti ad affidarsi a lui riguardo alla scelta delle ditte migliori da scegliere per l'appalto.
Il maresciallo avrebbe fatto pressioni sull'amministratore e poi, una volta che le due imprese che lui aveva sponsorizzato avevano ottenuto i lavori, avrebbe iniziato a chiedere loro mazzette. In particolar modo al titolare della Ener-Innotech, che, assistito dall'avvocato di parte civile Luca Calabrò, lo ha poi denunciato.
A lui arrivavano, tramite intermediari, le richieste estorsive «dai 15 ai 50mila euro». All'inizio le cifre sono basse. Cinquemila euro «per essermi attivato per ottenere i documenti per l'avvio del cantiere». Poi salgono. «Se non gli dai 20 gambe (20mila euro, ndr) fa bloccare tutto».
I lavori sono iniziati. È l'autunno del 2021. Spaventati dall'idea di interrompere tutto, gli imprenditori offrono, a voce, al maresciallo, 15 mila euro per farla finita. «Sono briciole, ve le potete tenere». Le minacce proseguono. «Dall'esecuzione dei lavori devono uscire 30 gambe in mio favore se volete andare avanti». «Vi farò la guerra». E così accade. [...]
«Inventa vizi inesistenti per estromettere le ditte dai lavori», è l'ipotesi della procura. A ogni riunione condominiale emerge un nuovo cavillo, un problema insolito, tutti sollevati dall'imputato e addebitabili alle due imprese che si rifiutano di cedere alle estorsioni.
Gli inquilini credono al loro vicino di casa maresciallo. [...] La guerra è iniziata davvero. L'obiettivo è dimostrare che le due ditte vanno eliminate perché non sono valide come si pensava all'inizio. I lavori restano bloccati.
Passano altri mesi e i sei palazzi vicini restano impacchettati. Parte la prima azione legale civile contro la Ener Innotech. «Ci sono difformità». «Imperfezioni». «Non riuscivamo ad andare avanti coi lavori, era un inferno», il ricordo dei testimoni che sfilano in aula. [...]








