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OCCHIO ALLA PANZA! - IN GRAN BRETAGNA UN TEAM DI RICERCATORI HA SCOPERTO CHE IL GRASSO CORPOREO IN ECCESSO POTREBBE ESSERE COLLEGATO A OLTRE IL 10% DI TUTTI I TUMORI - LO STUDIO, CHE HA RIGUARDATO OLTRE 450.000 PERSONE, HA MESSO IN EVIDENZA IL PROBLEMA DEL GRASSO CHE SI ACCUMULA INTORNO ALLA VITA E ALL’ADDOME - INTANTO I TASSI DI OBESITA’ CONTINUANO AD AUMENTARE OVUNQUE...

Traduzione dell’articolo di John Anderer per “StudyFinds” 

 

Un team di ricercatori ha analizzato i dati di oltre 450.000 persone presenti nella UK Biobank e ha scoperto che il grasso corporeo in eccesso potrebbe essere collegato a più del 10% di tutti i tumori, secondo il metodo più completo utilizzato nello studio: una cifra che quasi raddoppia alcune stime precedenti. I risultati, pubblicati sulla rivista Cancer Communications, suggeriscono che, se questa stima verrà confermata, il peso del cancro attribuibile al sovrappeso è stato finora ampiamente sottovalutato.

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Secondo i ricercatori, però, non si tratta solo di “pesare di più”. Il problema potrebbe essere che la ricerca si è basata troppo su una misura incompleta. Per anni, la maggior parte degli studi ha usato l’indice di massa corporea (BMI), il noto rapporto tra peso e altezza, per definire chi è in sovrappeso, ma il BMI non coglie molti aspetti importanti, soprattutto dove il grasso è distribuito nel corpo, cosa che sembra contare molto per il rischio di tumore.

 

Il BMI è stato a lungo lo strumento di riferimento nella medicina per classificare il peso, soprattutto perché è semplice e poco costoso, ma è un sostituto imperfetto del vero grasso corporeo. Un atleta molto muscoloso e una persona sedentaria con la stessa altezza e lo stesso peso avranno lo stesso BMI, anche se il loro profilo di salute è molto diverso.

 

Ancora più importante per questo studio, il BMI non indica dove si accumula il grasso sul corpo. Il grasso che si accumula intorno alla vita e all’addome, spesso chiamato “grasso addominale”, si comporta in modo diverso rispetto al grasso localizzato altrove. Circonda gli organi interni ed è più strettamente associato a problemi metabolici collegati a una salute peggiore. La circonferenza della vita e il rapporto tra girovita e girofianchi, al contrario, riflettono più da vicino questo tipo di distribuzione centrale del grasso.

 

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I ricercatori hanno utilizzato la UK Biobank, un grande studio sanitario di lungo periodo nel Regno Unito. Dopo aver escluso i partecipanti con precedenti diagnosi di tumore o dati incompleti, il gruppo finale comprendeva 458.543 persone. L’età mediana all’inizio dello studio era di 57 anni e il 53,3% erano donne. I partecipanti sono stati seguiti per una mediana di quasi 12 anni, durante i quali 50.136 persone hanno ricevuto una diagnosi di tumore.

 

I ricercatori hanno misurato il peso in tre modi: BMI, circonferenza della vita e rapporto vita/fianchi. Hanno anche utilizzato due modalità di raggruppamento: le classiche categorie di peso e un approccio basato sui quartili, che divide le persone in quattro gruppi dal più magro al più pesante. Il metodo dei quartili cattura le differenze lungo l’intero intervallo delle misurazioni, invece di contare solo chi supera una soglia standard, e quindi può intercettare aumenti graduali di rischio che le categorie fisse non rilevano.

 

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Un problema statistico aveva anche falsato silenziosamente alcune stime precedenti, e il team ha cercato di correggerlo. Quando una persona ha un tumore non ancora diagnosticato, la malattia può causare un dimagrimento prima della diagnosi, facendo apparire quella persona più magra nei dati e rendendo il peso in eccesso meno pericoloso di quanto sia in realtà. Per correggere questo effetto, i ricercatori hanno progressivamente escluso le persone a cui è stato diagnosticato un tumore nei primi anni di follow-up, fino a sette anni, eliminando i casi in cui il calo di peso prima della diagnosi poteva confondere i risultati.

 

Quando tutte e tre le correzioni sono state applicate insieme, la quota stimata di tumori attribuibili al peso in eccesso è salita all’11,5%, più del doppio del 5,5% prodotto dalla stima standard basata sul BMI senza esclusioni. Nel Regno Unito, ricerche precedenti avevano stimato che circa il 6,3% dei tumori fosse attribuibile al peso in eccesso. I metodi usati in questo studio hanno spinto quella cifra ben oltre il 10%.

 

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Le misurazioni basate sulla circonferenza della vita hanno mostrato associazioni più forti rispetto al BMI, soprattutto nelle analisi per quartili. Le persone nel quartile più alto per circonferenza della vita avevano un rischio di tumore superiore del 27% rispetto a quelle nel quartile più basso, nel periodo di follow-up tra i sette e i quattordici anni. Chi aveva il rapporto vita/fianchi più elevato mostrava un aumento del rischio del 25% nello stesso intervallo di tempo.

 

Le donne mostravano un rischio di tumore legato al peso in eccesso più alto rispetto agli uomini, e le persone sotto i 60 anni mostravano associazioni più forti rispetto agli over 60. Il rischio aumentava in modo costante dal gruppo più magro a quello più pesante per la maggior parte delle misure, suggerendo che cresce gradualmente per molte persone, invece di attivarsi bruscamente oltre una singola soglia.

 

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Il tributo del cancro legato all’obesità è destinato a crescere. I tassi globali di obesità continuano ad aumentare e l’invecchiamento della popolazione non farà che amplificare il carico di tumori in futuro. I ricercatori sottolineano la necessità di intensificare gli sforzi per affrontare l’epidemia di obesità in corso nella maggior parte dei Paesi, per cercare di controbilanciare l’aumento del peso del cancro atteso per motivi demografici nei prossimi decenni.

 

Si stima che quasi un tumore su dieci sia collegato al peso in eccesso, e le stime potrebbero essere ancora più alte nella popolazione generale del Regno Unito, dove il grasso corporeo in eccesso è più comune rispetto al gruppo studiato. I risultati suggeriscono che il sovrappeso potrebbe essere un fattore molto importante nelle strategie per ridurre i tassi di tumore, anche se gli autori sottolineano che uno studio osservazionale non può escludere del tutto il ruolo di altri fattori non misurati.

obesita e depressioneINDICE DI MASSA CORPOREAobesita 2Obesita'

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