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OSTREGA! C'E' UNA BOMBA SOCIALE NELLA LAGUNA -  LA COMUNITÀ BENGALESE DI VENEZIA MINACCIA LO SCIOPERO DOPO CHE IL SINDACO SIMONE VENTURINI HA CASSATO IL PROGETTO PER LA COSTRUZIONE DELLA MOSCHEA DI MESTRE - NELLA CITTA’ DELLE GONDOLE CI SONO OLTRE 10MILA LAVORATORI BENGALESI PRONTI A FERMARE TUTTO. MOLTI SONO IMPIEGATI  NEL CANTIERE NAVALE DI FINCANTIERI A MARGHERA O LAVORANO IN BAR E RISTORANTI - L’EX SINDACO MASSIMO CACCIARI: "HANNO DIRITTO A SCIOPERARE. È LA RISPOSTA LECITA DI UNA COMUNITÀ FONDAMENTALE, CHE LAVORA” - LA LEGA PRESENTA L’ENNESIMA PROPOSTA SPOT PER FERMARE LA COSTRUZIONE DI NUOVE MOSCHEE…

1. LEGA, 'PRONTA PROPOSTA DI LEGGE PER STOP A NUOVI INSEDIAMENTI ISLAMICI'

 

Moschee islam2

(ANSA) - "Pronta una proposta di legge della Lega per fermare nuovi insediamenti islamici in Italia fino all'approvazione di una nuova legge quadro nazionale e alla definizione di un'intesa con lo Stato italiano che garantisca pieno rispetto delle nostre leggi, dei nostri valori e delle nostre regole".

 

Lo fa sapere la Lega. "Sul caso di Venezia, gli avvocati della Lega sono al lavoro per segnalare alle autorità di pubblica sicurezza le gravi minacce di blocco selvaggio annunciate da esponenti della comunità islamica", sottolinea il partito, riferendo che "Matteo Salvini sarà presto a Venezia per ribadire il no della Lega alla moschea". "Nessun passo indietro di fronte a minacce e ricatti", aggiunge ancora la Lega. 

 

2. VENEZIA, LO SCIOPERO DEI BENGALESI SALVINI: MOSCHEA? NÉ LÌ, NÉ ALTROVE 

Estratto dall’articolo di Martina Zambon per il “Corriere della Sera”  

 

Il sindaco di Venezia, Simone Venturini, l’ha definita un’«opera faraonica», una «ziggurat». Eppure quello che per tutti è già «il cubo» appare molto più sobrio della versione progettuale originaria. Dopo le indicazioni dell’allora sindaco Luigi Brugnaro, per dirne una, sono scomparsi minareti e cupole. Resta, appunto, un «cubo» di tre piani percorso senza soluzione di continuità da uno stilema triangolare arabeggiante. 

rendering moschea di mestre

 

Ma la moschea di Mestre, chiesta a gran voce dai 10.197 cittadini veneziani originari del Bangladesh (dati al 31 dicembre scorso) sostenuti da un numero analogo di musulmani di altra provenienza, pare destinata a restare un raffinato rendering su carta. 

 

La comunità bengalese, però, non molla e annuncia una manifestazione di piazza e, soprattutto, un eclatante sciopero alla Fincantieri e nel turismo con il serio rischio di paralizzare la città. 

 

Moschee islam1

Venturini ha ribadito il suo «no» granitico: «Sono sempre aperto al dialogo ma la condizione per iniziare a parlarne è che si verifichino passi concreti di integrazione da parte della comunità bangladese, a partire dalla condizione della donna. In città vedo sempre più veli integrali e mi preoccupano». [...]

 

Alfiere del pressing sul Comune perché l’area di 8 mila metri quadrati acquistata dalla comunità nei pressi della stazione di Mestre sia oggetto di una variante urbanistica per realizzare (a spese proprie) quella che sarebbe la prima moschea veneta, è Prince Howlader.

SIMONE VENTURINI

 

Una delusione politica alle spalle con la candidatura sfumata fra le fila di FdI alle ultime amministrative, Howlader è da sempre uno dei volti più noti della comunità e ora si appella a Sergio Mattarella: «Stimo molto il presidente e mi appello a lui, garante della nostra Costituzione: siamo o no ancora uno Stato di diritto? 

 

Quell’area ci è stata suggerita dall’ex sindaco Brugnaro, ci sono stati incontri, ora invece ci sono solo porte chiuse. A questo punto, entro settembre, metteremo in campo una manifestazione allargata a tutti i cittadini mussulmani e aperta a chiunque voglia sostenere la nostra battaglia e uno sciopero. Se si fermano Fincantieri e il turismo...». 

 

A costruire le navi, lavorando ai doppi fondi e alle saldature, nel cantiere veneziano del colosso della cantieristica, ci sono fra i mille e i mille cinquecento lavoratori bengalesi, quasi uno su quattro. 

 

MOSCHEE VENETO 3

E migliaia di connazionali sono l’ossatura di bar e ristoranti in centro storico come in terraferma. Un esercito non sempre tollerato di buon grado dai mestrini che lamentano una convivenza complessa e la svalutazione degli immobili.

 

Non è un caso se le amministrative di giugno si siano concluse con un coup de théâtre in piena regola. La convinzione diffusa, corroborata dai sondaggi, era che il centrosinistra si sarebbe ripreso Venezia. Non è andata così. A pesare, moltissimo, è stata proprio la «questione bengalese», con lo spauracchio della moschea al centro della contesa. [...]

 

 

3. MOSCHEA A VENEZIA, LE PAROLE DI CACCIARI: «MACCHÉ URBANISTICA, È SOLO IDEOLOGIA. IL SINDACO RISPETTI LA COSTITUZIONE, L’INTEGRAZIONE NON SI BASA SUI VESTITI»

Estratto dall’articolo di Mario Parolari per “www.corriere.it”  

MASSIMO CACCIARI OTTO E MEZZO

 

«Chi stabilisce in cosa consiste l’integrazione? Venturini? Meloni? Schlein?». Non secondo il filosofo e opinionista Massimo Cacciari, che fu sindaco di Venezia per due mandati, dal 1993 al 2000 e dal 2005 al 2010. Classe 1944, oggi professore emerito all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, per Cacciari il nodo del dibattito sulla costruzione della moschea a Mestre, nel comune di Venezia, è proprio quello dell’integrazione delle comunità islamiche in Italia. Ed è un nodo politico.

 

Cacciari, nella sua Venezia la comunità bengalese vuole la moschea. Ma il sindaco Simone Venturini ha chiesto loro più integrazione, dall’abbandono dei rifiuti al «proliferare di donne coperte da un velo integrale».

«È pura barbarie, una regressione rispetto ai principi fondamentali della cultura europea, dal cristianesimo all’illuminismo. È allucinante che si misuri l’integrazione di qualcuno sulla base di come è vestito. Quelli sono i loro costumi. Le regole dell’integrazione non le decide Venturini.» [...]

MASSIMO CACCIARI

 

Resta però il vincolo della variante urbanistica per far diventare l’area un «luogo di culto». Su quello decide il Consiglio comunale.

«Gli strumenti urbanistici e i permessi sono problemi che riguardano l’amministrazione comunale. Ma è pazzesco che si parli di integrazione in questi termini. Diversamente, si può discuterne sulla base di determinati valori. Se Venturini vuole far giurare la comunità bengalese sulla Costituzione lo facesse. Ma non è questa la questione». [...]

 

In risposta, la comunità bengalese ha minacciato manifestazioni e scioperi, che, a dir loro, fermerebbero interi comparti.

«Hanno diritto a scioperare. È la risposta lecita di una comunità fondamentale, che lavora. Se fossero delinquenti non bisognerebbe concedere loro niente e metterli in galera. Ma è la comunità che manda avanti i cantieri.

 

Avremo sempre più bisogno di loro, ma fintanto che la destra prende voti con le politiche di Vannacci, continueranno a proporle. Ci saranno sempre più persone che vengono da questi Paesi, hanno la loro religione e intendono mantenerla. Chiedo a Venturini, i cittadini bengalesi per integrarsi devono anche diventare cristiani? E cattolici?».

massimo cacciari a otto e mezzo 4fedeli islamici in preghiera 2MOSCHEE VENETO 2

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