OTTAVO COMANDAMENTO: "NON DIRE FALSA TESTIMONIANZA" - FILIPPO DI GIACOMO: "ALMENO IL 5% DELLE DENUNCE CONTRO I PRETI SONO INVENTATE OPPURE MOSSE DA INTENTI ESTORSIVI O VIZIATE DA ERRORI DI IDENTIFICAZIONE" - "A QUEL 5% DI CALUNNIATI VA AGGIUNTA UNA PERCENTUALE DI PRETI ACCUSATI DOPO LA MORTE: A FAVORE O CONTRO LA LORO COLPEVOLEZZA È IMPOSSIBILE PRODURRE PROVE" - IL CASO DI UN 55ENNE DI TREVISO CHE PORTO' IN TRIBUNALE DUE RELIGIOSI SOSTENENDO CHE LO AVESSERO ABUSATO SESSUALMENTE: DOPO SEI ANNI, IL TRIBUNALE DI PADOVA HA DICHIARATO FALSE LE ACCUSE E HA ASSOLTO I DUE RELIGIOSI...
Estratto dell'articolo di Filippo Di Giacomo per "il Venerdì - la Repubblica"
L'ultima notizia è di aprile scorso, ma quando i tribunali si esprimono a favore dei preti il fatto non viene considerato. Neanche da quei media locali e nazionali che per gli stessi preti avevano già emesso condanna.
Sei anni fa un signore 55enne denunciò due preti che a suo dire, mentre per un periodo tra i 19 e i 20 anni frequentava la comunità vocazionale del seminario di Treviso, avevano abusato sessualmente di lui. Dopo sei anni, il tribunale di Padova ha dichiarato infondate (cioè false) non solo le accuse, ma anche l'accusatore che, via stampa, si era costruito un "personaggio", attribuendosi qualifiche accademiche e didattiche svolte in una università che, chiamata in causa, ha seccamente smentito.
Nei diversi Paesi dove le conferenze episcopali hanno affidato ad autorità indipendenti l'analisi delle denunce presentate contro preti, risulta che almeno il 5 per cento delle denunce siano inventate oppure mosse da intenti estorsivi o viziate da errori di identificazione.
La domanda è: se i sacerdoti trevigiani non avessero promosso una causa davanti ad un tribunale statale e si fossero limitati a una difesa canonica (la diocesi di Treviso si è dotata dal 2021 del servizio tutela minori e adulti vulnerabili) in quanti avrebbero, in caso di assoluzione, creduto alla loro innocenza?
A quel 5 per cento di calunniati va aggiunta una percentuale di preti accusati dopo la morte: a favore o contro la loro colpevolezza è impossibile produrre prove. [...]


