sito nucleare uranio iran donald trump benjamin netantahu isfahan

LA MISSION IMPOSSIBLE DI TRUMP: PRENDERSI L’URANIO IRANIANO – IL PENTAGONO E L’ESERCITO ISRAELIANO STUDIAMO UNA MISSIONE COMPLICATISSIMA: UN BLITZ DELLE FORZE SPECIALI A ISFAHAN, DOVE LA REPUBBLICA ISLAMICA CUSTODISCE LE SUE SCORTE DI URANIO PER COSTRUIRE ORDIGNI NUCLEARI – LA RETE DI GALLERIE SCAVATE SOTTO 80 METRI DI ROCCIA APPARE INVIOLABILE. QUALSIASI SQUADRA D'ASSALTO POTREBBE RITROVARSI INTRAPPOLATA TRA I NEMICI – LA DELTA FORCE HA UN TEAM ADDESTRATO A MANEGGIARE SOSTANZE RADIOATTIVE CON ROBOT RUOTANTI – IL RUOLO DEL MOSSAD, CHE HA 007 INFILTRATI IN IRAN, E LA COPERTURA AEREA DRONI E CACCIABOMBARDIERI...

Estratto dell’articolo di Gianluca Di Feo per “la Repubblica”

 

sito iraniano di isfahan

Dietro le scelte militari non ci sono solo elementi strategici e politici: spesso c'è anche un fattore psicologico. Ed è quello che da settimane spinge il Pentagono a studiare una missione impossibile: mandare le forze speciali a prelevare le scorte di uranio iraniane.

 

Dal 1980 tutti gli ufficiali americani sognano di riscattare l'incubo di "Eagle Claw", il fallimento del blitz per liberare gli ostaggi catturati nell'ambasciata di Teheran invasa dagli studenti khomeinisti.

 

sito nucleare di isfahan in iran

Una vera disfatta: il quadrimotore Hercules che si scontra con un elicottero durante il rifornimento notturno sulla pista improvvisata nel deserto; altri cinque elicotteri abbandonati con i serbatoi a secco. Fu l'esordio nefasto della Delta Force. […]

 

Il nocciolo delle ambizioni nucleari degli ayatollah è nei 409 chili di uranio arricchito al 60 per cento: ci vuole relativamente poco per portarlo al 90% e costruire dieci bombe atomiche. Gli ispettori dell'Onu ritengono che si trovi ancora nella base di Isfahan, custodito nei sotterranei crivellati lo scorso giugno dai bombardieri B2 Spirit con gli ordigni "spacca-bunker".

 

Lì negli scorsi mesi i Guardiani della Rivoluzione hanno fatto molti lavori, spiati dai satelliti. Sono state ricostruite le strade e irrobustite le difese. Poi a metà febbraio, nel timore di un attacco, gli ingressi sono stati sigillati con tonnellate di terra. Ne resterebbe aperto solo uno, protetto con barriere di cemento.

 

immagine satellitare del sito nucleare di isfahan dopo l attacco usa

Espugnare questa fortezza sembra un'impresa folle. Si trova a mille chilometri dai confini, sotto una montagna che però è molto vicina a una metropoli con tre milioni di abitanti. La rete di gallerie scavate sotto 80 metri di roccia appare inviolabile. I rischi sono enormi: qualsiasi squadra d'assalto potrebbe ritrovarsi intrappolata tra i nemici.

 

«Tutto si può realizzare, ma bisogna partire dall'analisi delle difficoltà», sottolinea con lo spirito del paracadutista il generale Maurizio Fioravanti, ex comandante della Folgore e di tutte le forze speciali italiane: «La struttura di Isfahan si trova a 1.600 metri di altitudine, dove la quota riduce le prestazioni degli elicotteri.

 

benjamin netanyahu donald trump mar a lago 2

Per questo sarà indispensabile individuare una strada o uno sterrato dove possano atterrare aerei cargo, altrimenti sarà impossibile evacuare la task force. Ma la cosa più importante è la presenza di uomini infiltrati molto prima dell'ora X, che conoscano il terreno e appoggino il blitz iniziale».

 

Chi è in grado di farcela? Anzitutto gli israeliani, che l'8 settembre 2024 hanno condotto un raid simile in Siria. Cento incursori dell'Unità 5101 Shaldag sono calati con elicotteri CH53 sulla fabbrica sotterranea di Masyaf: un colossale tunnel a forma di ferro di cavallo, creato ad oltre settanta metri di profondità da ingegneri iraniani per assemblare missili balistici.

 

attacco usa all iran foto satellitari del sito nucleare di isfahan

Una serie di bombardamenti in altre località ha distratto l'esercito dell'allora regime di Damasco. Contemporaneamente, un commando sbarcato giorni prima è entrato in azione e ha ucciso le sentinelle, circa trenta.

 

Poi sono arrivati gli altri parà che sono penetrati nei tunnel prelevando documenti e apparecchiature. Alla fine, quintali di esplosivo hanno smantellato il complesso.

 

[…]

 

Il Mossad ha 007 infiltrati nella Repubblica Islamica, che possono sorvegliare la montagna dell'uranio e abbattere le guardie. E il grosso delle truppe d'assalto? Si ipotizzano oltre duecento tra israeliani dello Shaldag e americani della Delta Force. «L'ideale – confida a Repubblica una testa di cuoio – sarebbe piombare accanto all'ingresso con gli alianti, che possono trasportare in silenzio mezzi e uomini».

 

BENJAMIN NETANYAHU DONALD TRUMP

La copertura dall'alto verrebbe garantita da droni Reaper, cacciabombardieri e soprattutto dagli AC-130 Ghostrider con a bordo mitragliera a tiro rapido e cannone. Per neutralizzare il presidio potrebbero tornare in scena le armi segrete che hanno sbaragliato la scorta di Maduro: si ipotizza sino stati usati "cannoni sonori" che paralizzano le persone, impedendo qualsiasi reazione.

 

La Delta Force dispone di un team addestrato a maneggiare sostanze radioattive – l'uranio allo stato gassoso è contenuto in cilindri – che con robot ruotati provvederebbe a tirarlo fuori dalle gallerie e raggiungere la pista per il recupero. A quel punto, gli Hercules prenderebbero terra imbarcando in fretta la preda nucleare e i militari sul terreno.

 

nucleare iraniano

Facile a dirsi, difficilissimo da concretizzare. Anche con un coordinamento perfetto e con la supremazia aerea, i pericoli restano altissimi. Perché correrli? Perché solo il recupero dell'uranio può consegnare a Donald Trump un successo netto e l'occasione per chiudere una guerra sfuggita a ogni controllo.

IMPIANTO NUCLEARE DI ISFAHAN - IRAN immagine satellitare del sito nucleare di isfahan in iran dopo i bombardamenti

Ultimi Dagoreport

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...

mark zuckerberg proteste

HAI VOLUTO TRUMP? E ORA T’ATTACCHI ALLA SCORTA! – I LEADER DELLA SILICON VALLEY SONO OSSESSIONATI DALLA LORO SICUREZZA, E SPENDONO VAGONATE DI DOLLARI IN PROTEZIONE, GUARDIE DEL CORPO, BUNKER. COLPA DELLA SVOLTA TRUMPIANA E DELLA RIVOLUZIONE DELL’ACCELERAZIONE INCONTROLLABILE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, CHE RISCHIA DI PRODURRE FOLLE DI DISOCCUPATI INCAZZATI PRONTI AD ASSALTARE, OLTRE AI DATA CENTER, I VILLONI DEI PAPERONI – IL PIÙ PARANOICO DI TUTTI? MARK ZUCKERBERG! META SPENDE OLTRE 25 MILIONI DI DOLLARI ALL’ANNO ESCLUSIVAMENTE PER LA PROTEZIONE DEL SUO FONDATORE – L’OSSESSIONE DEI MILIARDARI PER BUNKER DI LUSSO, FORTEZZE SOTTERRANEE, RIFUGI IN NUOVA ZELANDA E HAWAII, CON INVESTIMENTI CHE OSCILLAVANO TRA I DIECI E I CINQUANTA MILIONI DI DOLLARI CIASCUNO...

vladimir putin donald trump volodymyr zelensky

FLASH! – QUANDO LE COSE GIRANO SUL PEGGIO, INTERVENGONO I SERVIZI SEGRETI - IL BENINFORMATO CAPO DELLA CIA, JOHN RATCLIFFE, SAREBBE VOLATO A MOSCA, SECONDO RUMORS DI WASHINGTON, PER CONSEGNARE UN DURO AVVERTIMENTO ALLA CRICCA DI PUTIN, FINITA IN UN CUL DE SAC NEL CONFLITTO UCRAINO – CARO VLADIMIR, UN'EVENTUALE ESCALATION CON USO DI ARMI NUCLEARI TATTICHE, CAPACI DI DISTRUGGERE KM DI TERRITORIO UCRAINO, È UNA LINEA ASSOLUTAMENTE DA NON OLTREPASSARE: GLI STATI UNITI NON STAREBBERO CON LE MANI IN MANO… 

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....